Takashi Murakami e la solidarietà alle vittime del terremoto in Giappone

I terribili sviluppi del terremoto in Giappone hanno convinto la star della nuova pop art Takashi Murakami a far slittare l’apertura del GEISAI 15, nuova edizione del celebre festival delle arti visive fortemente voluto dal celebre artista che ne è tutt’ora presidente.

La decisione è stata presa con grande difficoltà, anche perché molti artisti hanno lavorato duramente nel corso dell’anno per prepararsi al festival. Le vittime e le incredibili sofferenze patite da chi in questo momento non ha più casa ne affetti, hanno convinto Murakami a mettere in stand by il festival.

Pinault di Pinault: Beneficio del dubbio e il mondo vi appartiene 2 mostre per la Biennale

A Venezia tutti aspettano la Biennale edizione 2011 ma una persona in particolare sta già affilando accuratamente le armi. Stiamo ovviamente parlando di François Pinault, magnate dell’arte che nel 2009 catalizzò l’intera attenzione di pubblico e stampa con il suo centro espositivo di Punta della Dogana, impreziosito dall’intervento del grande architetto giapponese Tadao Ando. Con i suoi gioielli Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Pinault si prepara quest’anno a stupire Venezia con ben due mostre, sarebbe a dire Il Mondo Vi AppartieneThe World Belongs to You e Elogio del Dubbio – In Paise Of Doubt.

Ecco gli artisti di Il Mondo Vi Appartiene – The World Belongs to You in programma dal 2 giugno 2011 al Palazzo Grassi

Ahmed Alsoudani, Yto Barrada, Alighiero Boetti, Sergey Bratkov, Frédéric Bruly Bouabré, Maurizio Cattelan, David Claerbout, Matthew Day Jackson, Marlene Dumas, El Anatsui, Urs Fischer, Cyprien Gaillard, Adrian Ghenie, Loris Gréaud, David Hammons,  Nicholas Hlobo, Thomas Houseago, Huang Yong Ping, Jeff Koons, Friedrich Kunath, Louise Lawler, Boris Mikhailov, Farhad Moshiri, Takashi Murakami, Giuseppe Penone, Philippe Perrot, Sigmar Polke, Charles Ray, Thomas Schütte, Rudolf Stingel, Lee Ufan, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Jonathan Wateridge,  Sislej Xhafa, Sun Yuan & Peng Yu, Yang Jiechang, Zhang Huan, Zeng Fanzhi.

William Kentridge & Milano. Arte, musica, teatro

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE presentano a Palazzo Reale, dal 16 marzo al 3 aprile 2011, William Kentridge & Milano. Arte, musica, teatro a cura di Francesca Pasini e, per il Teatro del Buratto, Giordano Sangiovanni. Il Comune di Milano rende così omaggio all’artista sudafricano con due eventi eccezionali: una mostra e una nuova performance a Palazzo Reale e lo spettacolo Wojzeck sull’Highveld al Teatro Verdi, in scena il 20 e 21 aprile.

«Con una geniale mescolanza dei generi e delle forme espressive prendono corpo l’opera e la poetica di uno dei più significativi protagonisti dell’attuale scena internazionale» ha detto l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory «Ma di cosa si tratta? Perle della stessa collana il cui filo è l’arte». Nella Sala delle Otto Colonne a Palazzo Reale, dal 16 marzo al 3 aprile 2011, saranno proiettati e visibili al pubblico i film Breathe, Dissolve, Return, realizzati nel 2008 per l’installazione (Repeat) From the Beginning/Da capo presso il Teatro La Fenice di Venezia, il cui tema è il rapporto tra il teatro e la musica. Per la prima volta, per creare l’animazione, Kentridge usa delle sculture disaggregate – composte di frammenti (pezzetti di carta, fili, etc.) – e poste su un piedistallo girevole. Ruotando le sculture davanti alla macchina da presa i frammenti si sovrappongono fino a creare le figure di una cantante, di un direttore d’orchestra, di un personaggio con i baffi, di una danzatrice, di un naso, di un cavallo.

Il Sacrilegio di Francesco “Vezzo” Vezzoli si trasforma in noia

L’Huffington Post la mette giù dura riguardo a Sacrilegio, la nuova mostra personale di Francesco Vezzoli ospitata da Gagosian New York fino al prossimo 12 marzo 2011.

Come già visto nel binomio Bill Viola-Pontormo, Vezzoli si affida questa volta ai maestri del passato e reinterpreta il modello di Madonna del 15esimo e 16esimo secolo e con essa i capolavori di Giovanni Bellini, Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli eccetera eccetera. Le madonne di Vezzoli sono però interpretate da supermodels come Claudia Schiffer, Tatjana Patitz, Linda Evangelista, Stephanie Seymour e Kim Alexis.

Robert Barry – Golden words

Evento
 a
 Roma:
 Robert
 BARRY ritorna
 anche
 fisicamente
 dopo
 più
 di
 dieci
 anni
 nella
 Capitale
 con
 la
 personale
 Golden
 Words alla
 galleria
 Giacomo
 Guidi
 &
 MG
 art (dal
 25
 marzo).
 L’artista
 statunitense, 
anticipatore 
e 
principale 
esponente 
dell’Arte 
Concettuale 
insieme 
ai
 suoi
 compagni
di
 percorso 
Joseph 
Kosuth,
 Lawrence
 Weiner
e
 Sol
 LeWitt,
 propone
 una
 serie
 di
 iscrizioni
 parietali
 che
 invadono
 l’intero
 ambiente
 espositivo:
 parole,
 concetti
 ed
 espressioni
 di
 color
 oro
 che
 si
 relazionano
 al
 vuoto
 e
 allo
 spazio
 che
 li
 circonda.

L’interesse 
di 
Barry
 è 
incentrato 
alla
 “spazializzazione” 
delle 
parole. I 
termini
 utilizzati
 sono
 ricavati
 da
 una 
lista
 di
 circa
 200
 vocaboli 
a
 cui
 l’artista
 fa 
continuamente 
riferimento,
 ma
 che 
tra 
loro
 non
 hanno
 nessun 
legame 
sintattico e 
non
 lasciano trapelare
 nessun 
tipo
 di
 significato.
 Le 
parole 
dorate 
sono
 semplici
 segni
 visivi
 che 
irrompono
 in
 questo
 caso, 
tra 
le
 candide
 pareti della
 GUIDI
 &
 MG
 ART.
 Quasi
 in
 contemporanea
 (dal
 22
 marzo)
 Barry
 ripropone 
un 
intervento
 parallelo 
alla
 galleria
 Artiaco di 
Napoli
 con 
la
 mostra
 Troublesome,
 dove
 le
 parole
 saranno
 color
 argento.
 Da
 ricordare
 il
 suo
 intervento
 del
 2006
 a
 Napoli
 dove
 ha 
realizzato 
la 
stazione 
della 
circumvesuviana 
di 
Acerra.

Sophie Calle gira un video per i R.E.M. mentre Franco e Van Sant assaltano Gagosian

Oramai l’arte contemporanea si è indissolubilmente fusa con le altre forme espressive, dando vita ad una singolare forma di spettacolo che non sempre centra il bersaglio. Basti pensare alle vicende dell’attore James Franco che ostinatamente cerca di entrare all’interno della scena o i ripetuti tentativi di Lady Gaga che vuole a tutti i costi farsi chiamare performer. D’altra parte Franco è riuscito ad ottenere un suo posticino all’interno del dorato mondo dell’arte contemporanea, una sua mostra intitolata Unfinished ed in collaborazione con il celebre regista Gus Van Sant è infatti attualmente in visione alla Gagosian Gallery di Beverly Hills fino al prossimo 9 aprile.

La mostra è composta da una riedizione del film My Own Private Idaho portata a termine da Franco e musicata dal leader dei R.E.M. Michael Stipe. Da Gagosian ci sono anche sette grandi acquerelli su carta di Van Sant. Parlando di Stipe va inoltre detto che i R.E.M. hanno da poco ultimato il loro 15esimo album intitolato Collapse Into Now, composto in collaborazione con Peaches, Eddie Vedder e Patti Smith.

Ai Weiwei porta a New York lo zodiaco cinese

Ai Weiwei è senza ombra di dubbio l’artista contemporaneo più coraggioso e controverso del momento. Dopo aver subito una parziale censura della sua opera ospitata dalla Turbine Hall di Londra, la demolizione del suo studio da parte delle autorità cinesi che lo avevano prima accolto e dopo esser stato oggetto di una censura all’interno del sondaggio apparso su Sina.com riguardo all’artista dell’anno, Weiwei ha dovuto digerire anche la cancellazione di una sua importante retrospettiva in Cina già programmata ed impacchettata.

Ovviamente stiamo parlando di un uomo che non si ferma mai, che racchiude in sé la saggezza e la combattività propria dei grandi artisti, padroni della storia. Ecco quindi che oggi Ai Weiwei riparte e lo fa con una grande installazione pubblica negli Stati Uniti che verrà installata nella Grand Army Plaza di New York, proprio di fronte al Plaza Hotel. Dal 2 maggio al 15 luglio, la fontana del celebre hotel ospiterà infatti 12 monumentali sculture di bronzo dal titolo Circle of Animals/Zodiac Heads.

General Idea, storia di un virus artistico nel mondo reale

Conoscete il trio creativo General Idea? beh forse se non ne avete mai sentito parlare dovreste documentarvi o quantomeno andare a visitare la retrospettiva Haute Culture: General Idea, A Retrospective, 1969–1994, attualmente ospitata dal  Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris fino al prossimo 30 aprile. Difficile riassumere in poche righe la potenza di General Idea, nata per volere di tre grandi artisti Felix Partz, Jorge Zontal e AA Bronson in quel di Toronto sul finire degli anni ’60.

I tre hanno sovvertito ogni forma di cultura popolare e massmediatica, utilizzando mezzi artistici non convenzionali come cartoline, carte da parati, palloncini, spillette e soprattutto molti posters. Nell’arco della loro storia creativa i General Idea hanno trattato l’immagine come un virus capace di infiltrarsi in ogni aspetto del mondo reale.

Il MADRE, la Biennale e la sindrome del rifiuto


C’è stato un tempo, politicizzato almeno quanto questo, in cui era d’obbligo la corsa all’istituzione. Tutti gli artisti ambivano ad entrare in Biennale come tutti avrebbero fatto carte false per piazzare un’opera all’interno di un museo qualunque, foss’anco ubicato in una miserrima cittadina di provincia. Oggi le cose non stanno più così e la moda del momento sembra anzi esser quella della retromarcia. Dalle pagine del la Repubblica di Napoli apprendiamo infatti che su 104 opere in esposizione permanente al MADRE, 86 sono state chieste indietro dai loro rispettivi creatori e collezionisti, stiamo parlando di artisti come Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini e Jeff Koons.

Tutto questo accade dopo le dimissioni del cda, vicepresidente Achille Bonito Oliva compreso, per ovvie ragioni di coerenza e dignità di ruolo. La decisione è infatti scaturita dopo l’ipotesi di far entrare galleristi privati nella stanza dei bottoni dell’istituzione, scelta  poco etica ed in pieno conflitto di interessi. C’è inoltre da aggiungere che in questi giorni il MADRE morente è aperto per sole quattro ore al giorno e senza alcuna manutenzione. Sul fronte Biennale va invece sottolineato il sonoro dietrofront di moltissimi giovani artisti che in questi giorni vorrebbero essere chiamati all’interno di un minestrone senza precedenti, cucinato da Vittorio Sgarbi assieme ad Arthemisia Group.

Maurizio Mochetti – Divertissement

Venerdì 11 marzo alle 18.30, si inaugura a Roma, in via Reggio Emilia 24, presso la galleria OREDARIA “Divertissement” mostra personale di Maurizio Mochetti. La mostra sarà articolata in una composizione leggera e giocosa che nasce come ‘divertimento’ dell’artista, senza alcun intento retrospettivo. Cinetismo, luce, dinamismo, energie elettromagnetiche e laser saranno il materiale creativo con cui Mochetti affronterà lo spazio pensandolo come ‘luogo’ senza limiti fisici, vibrante e immateriale.

Il linguaggio artistico di Mochetti è il risultato di un processo nel quale l’arte è più fatta dall’idea che dalla prassi e l’opera è l’inevitabile traccia di un’idea. L’uso quasi esasperato della tecnologia non è un’esaltazione della stessa, ma un mezzo nuovo con cui la creatività si può manifestare. Le opere di Mochetti si impossesseranno di tutte le dimensioni, di tutti i sensi in un’atmosfera di velocità/immobilità.

Giuseppe Penone: nuova opera per la GAM

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la Fondazione De Fornaris ha commissionato a Giuseppe Penone, artista torinese affermato nel mondo,  un’opera monumentale che sorgerà davanti alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in corso Galileo Ferraris angolo via Magenta, a futura memoria dell’evento. Sarà inaugurata il prossimo 18 marzo.

Proprio in questi giorni sono iniziati i lavori di scavo che permetteranno l’installazione dell’opera, nel luogo oggi occupato da aiuole che lasceranno il posto alla scultura. Questa – una sorta di “portale” formato da una struttura orizzontale con un tronco fuso in bronzo e da una base in marmo, mentre il terzo elemento sarà costituito da un albero vero e proprio – fungerà simbolicamente da nuovo ingresso al museo.

Londra 2012, altro che Italia ’90

Londra come ben sapete ospiterà i giochi olimpici del 2012 ed è inutile negare che in questi giorni la city è in gran fermento per programmare una degna offerta culturale. Rispetto agli inglesi, noi italiani abbiamo sempre usato questi grandi eventi sportivi per lucrare e realizzare nuovi impianti, sia sportivi che civili, per poi abbandonali in tutta fretta, lasciandoli  marcire indecorosamente. Basti pensare allo scandalo dei mondiali di calcio Italia ’90 ed agli ampliamenti dello stadio Meazza, al nuovo impianto San Nicola di Bari, le varie stazioni ferroviarie come il Terminal Ostiense a Roma è così via, tutte opere costate un occhio della testa e decisamente inutili, di mostre d’arte neanche a parlarne.

Gli inglesi invece pensano anche alla cultura, magari non saranno un popolo perfetto ma hanno compreso  l’importanza ed il ritorno d’immagine ed economico che la cultura offre. Il Tate ad esempio partirà con una grande retrospettiva su Damien Hirst, controverso artista-fenomeno della generazione YBA. Ovviamente saranno presenti alla mostra pezzi forti come The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (lo squalo in formaldeide) e A Thousand Years (la testa di mucca putrescente).

Michelangelo Pistoletto al MAXXI

Michelangelo Pistoletto: Da Uno a Molti, 1956-1974 e Cittadellarte sono le due mostre che il MAXXI, in coproduzione con il Philadelphia Museum of Art, dedica al grande Maestro italiano, dal 4 marzo al 15 agosto 2011.  Michelangelo Pistoletto: Da Uno a Molti, 1956-1974, con più di 100 lavori provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e americane, racconta uno degli artisti italiani viventi più importanti a livello internazionale, riconosciuto come figura chiave dell’arte contemporanea, uno degli esponenti fondatori dell’Arte Povera e figura di riferimento per le giovani generazioni, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2003, considerato negli Stati Uniti un anticipatore delle pratiche artistiche di partecipazione collaborativa.

Cittadellarte è un focus sull’omonimo laboratorio creativo fondato Pistoletto a Biella nel 1998, dove l’arte ancor di più si fa rete, in diretta interazione con la società. Il progetto prende come punto di partenza le pratiche artistiche sperimentali avviate negli anni Sessanta che prevedevano il coinvolgimento e la partecipazione attiva del pubblico.

Laurie Anderson, Trisha Brown e Gordon Matta-Clark conquistano Londra

Questa primavera la Barbican Art Gallery di Londra presenterà al pubblico un evento imperdibile che riunirà in un sol colpo tre grandi figure dell’arte contemporanea internazionale, vale a dire Laurie Anderson, Trisha Brown e Gordon Matta-Clark, veri e propri pionieri della Downtown Scene della New York del 1970. L’evento, in visione dal 2 marzo fino al 22 maggio 2011 rappresenta un’importante piattaforma che permetterà al pubblico di esaminare gli approcci sperimentali e spesso arditi, adottati da queste tre figure di spicco della scena artistica di Manhattan.

Performance artist e musicista Laurie Anderson, coreografa Trisha Brown ed artista visivo Gordon Matta-Clark, i tre erano amici e partecipanti attivi all’interno della comunità artistica di New York ma anche tre artisti estremamente malleabili, in grado di passare in modo fluido da una tecnica all’altra, adottando seminali soluzioni di continuità. La mostra, curata da Lydia Yee, riunisce circa 160 opere di Anderson, Brown e Matta-Clark, molte rare ed alcune presentate per la prima volta fuori dai confini della Grande Mela.