Chi vorreste al Padiglione Italia?

Questo blog ha pubblicato di recente un cospicuo numero di articoli riguardanti il padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia. Spesso ci siamo preoccupati per le sorti della nostra arte contemporanea ed abbiamo criticato le continue affermazioni del curatore del padiglione Vittorio Sgarbi sui possibili partecipanti. Fatto sta che nel nostro continuo attaccare le “manie dell’imperatore” ci siamo dimenticati di porre una domanda fondamentale al nostro pubblico: Qualunque siano le scelte del Vittorione Nazionale, chi pensate possa rappresentare il nostro paese ad una manifestazione così importante?

La questione è alquanto spigolosa poiché riassumere la creatività nazionale in un unico ambiente con uno o pochi attori non ci sembra comunque cosa facile. Va detto però che molte nazioni si affidano ad un unico o pochissimi artisti, il che solitamente garantisce un’unità d’insieme al riparo da incidenti estetici e ridicoli patchworks . Lo sbaglio del padiglione Italia edizione 2010 è forse stato quello di voler ostentare troppe opere per favorire il mercato e per proporre una visione a 360 gradi del nostro panorama creativo.

La maledizione di Monna Lisa ha rovinato il mercato dell’arte

In questi ultimi tempi di alti e bassi nel mercato internazionale dell’arte, sarebbe opportuno fare più chiarezza piuttosto che correre di volta in volta dietro agli inglesi  o ai cinesi. Dopo la fine della bolla speculativa molti collezionisti si saranno sicuramente meravigliati di veder crollare le quotazioni dei loro Damien Hirst ma se i ricconi possono sempre puntare su di un altro cavallo, i piccoli e medi collezionisti non possono certo permettersi di sbagliare all’infinito. I “fenomeni” in arte vengono creati di continuo poichè solitamente in mercato tende a spettacolarizzare troppo i suoi attori.

Questa pratica è stata largamente evidenziata da Robert Hughes,un critico d’arte australiano che ormai da più di trent’anni vive e lavora a New York, scrivendo testi decisamente interessanti e collaborando con importanti testate come il Time Magazine. Nel suo documentario intitolato The Mona Lisa Curse (la maledizione di Monna Lisa), Hughes parla di questa forma di spettacolarizzazione e speculazione etichettandola appunto come la maledizione di Monna Lisa. Questo perchè quando il famoso dipinto di Leonardo Da Vinci fu messo in mostra a New York fu trattato come una star del cinema e molti dicevano di averlo visto anche se in realtà non l’avevano visto affatto.

Respiro, una mostra che indaga tematiche legate alla respirazione, all’apnea e all’immersione

Con la mostra RESPIRO, Zambon Group ripropone il dialogo sul tema della salute e dell’arte iniziato nel 1998 quando, in occasione del 50° anniversario dell’Organizzazione Mondiale della Salute, sostenne The Edge of Awareness, un’ampia mostra itinerante a cura di Adelina von Fürstenberg, organizzata da ART for The World, secondo tematiche legate alla salute fisica e mentale, e con grandi installazioni di oltre quaranta artisti internazionali, da Sol LeWitt a Nari Ward, da Robert Rauschenberg a Chen Zen.

Proponendosi come un itinerario di installazioni artistiche in diversi spazi della città di Vicenza – la sede della Fondazione Zoé a Palazzo Bissari, la Loggia del Capitaniato, il foyer del Teatro Comunale e lo Spazio Monotono – insieme a una selezione di billboards (cartelloni) della Collezione Zambon Group, la mostra che inaugura l’8 ottobre prevede video ed audio installazioni che sviluppano tematiche legate alla respirazione, all’apnea e all’immersione.

Robert Rauschenberg – Gluts

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Robert Rauschenberg Estate di New York, rende omaggio a una delle più grandi forze creative dell’arte americana dagli anni ’50 con la mostra Robert Rauschenberg. Gluts nella prestigiosa sede di Villa e Collezione Panza a Varese dal 14 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011.

L’esposizione, a cura di Susan Davidson, Senior Curator, Collections & Exhibitions, Museo Solomon R. Guggenheim, e David White, Curator, Robert Rauschenberg Estate, proporrà una selezione di oltre 40 opere provenienti da istituzioni e collezioni private internazionali che verranno esposte nelle Scuderie e nelle sale della Villa. Al ritorno da un tour internazionale che ha coinvolto importanti sedi quali il Guggenheim di Venezia, il museo Tinguely di Basilea e il Guggenheim di Bilbao, l’esposizione di Varese sarà arricchita da un nuovo nucleo di opere.

Maurizio Cattelan, Anish Kapoor, Franko B e tanti altri grandi artisti passeranno l’autunno in Italia

Sarete sicuramente curiosi di sapere cosa vi aspetta in questo autunno artistico nazionalpopolare in termini di grandi mostre museali. Visto che siete in attesa di sapere se vi dovrete sorbire un’altra mostra su Caravaggio, un confronto (che va tanto di moda ) tra Giotto e Mondrian magari tra cerchi e quadrati o l’ennesima filippica sugli impressionisti (non dubitate li vedrete, li vedrete ),  vi accontentiamo subito e vi spariamo alcuni eventi già in programma:  Al complesso del Vittoriano di Roma dal 8 ottobre al 30 gennaio ci sarà Vincent van Gogh con la mostra Campagna senza tempo, citta’ moderna 110 opere  in bilico tra atmosfere rurali ed urbane.

Il Maxxi di Roma presenta invece dal 15 dicembre al 3 aprile una retrospettiva sull’ingegnere Pier Luigi Nervi. Se siete di Roma e non avete mai visto il Palazzo dello Sport dell’EUR, il Viadotto di Corso Francia, il Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano,  lo Stadio Flaminio e la stazione Termini allora questa mostra fa proprio per voi. Sempre il Maxxi dal 3 marzo al 26 giugno 2011 ospiterà il grande Michelangelo Pistoletto. Il Palazzo delle esposizioni di Roma dal 9 novembre al 27 febbraio ospiterà invece sei grandi installazioni dell’artista messicano Carlos Amorales.

In Canada Michael Snow chiede soldi mentre in Italia scoperto traffico di opere false

Arte e crimine vanno di pari passo, anche perché nel mondo dell’arte girano parecchi soldi ed in giro per il mondo c’è sempre qualche controversia da risolvere o qualche opera misteriosamente rubata. Questa volta vi parliamo di due casi ben distinti, uno canadese e l’altro italiano.

Il celebre artista e filmaker Michael Snow ha deciso di intentar causa ad un produttore di Hollywood ed agli organizzatori del King John Festival chiedendo la modica somma di 950.000 dollari di risarcimento. I soci del Festival hanno infatti da poco costruito un nuovo edificio di 40 piani per ospitare la loro organizzazione, il palazzo in questione, verrà inaugurato il prossimo 12 novembre.

Il Quarto Plinto indeciso tra un gallo blu ed un bambino d’oro

hew locke

Vi avevamo già parlato del contest istituito dalla RSA britannica per scegliere il successore della nave in bottiglia di Yinka Shonibare sul Fourth Plinth, il celebre quarto plinto di Trafalgar square a Londra. Ebbene fino a pochi giorni fa vigeva il riserbo assoluto sui progetti dei sei finalisti in concorso ma nelle ultime ore finalmente le opere sono state mostrate al pubblico e noi vi facciamo ora un riassunto di cosa è stato proposto.

Hew Locke ha presentato Sikandar, una replica della statua equestre del  maresciallo Sir George White sita in Portland Place. Locke ha trasformato la statua in un oggetto feticcio riempiendola di ex-voto, gioielli e medaglie. Originale.

Brian Griffith ha presentato Battenberg, un’enorme replica di un celebre dolce inglese fatta con mattoni invece di latte e uova. Scontato ed alquanto bruttino.

Arrestato ministro per furto Van Gogh – Diller Scofidio + Renfro realizzeranno il nuovo museo di Eli Broad

Alcuni giorni or sono un celebre dipinto di Vincent Van Gogh dal titolo I Papaveri è stato rubato dal  museo Mahmud Khalil del Cairo. La notizia è rimbalzata su numerosi quotidiani internazionali, anche perché il dipinto in questione vale la bellezza di oltre 39 milioni di euro. Il furto ha assunto i toni di un giallo surreale visto che i dettagli dell’evento non sono stati ancora rivelati.

Il mistero si è notevolmente infittito quando le autorità hanno dichiarato il malfunzionamento dell’impianto di allarme e delle telecamere di sorveglianza del museo che da tempo erano in attesa di pezzi di ricambio. Ne consegue che non esiste nessuna immagine del furto, neanche a farlo apposta. Inoltre circa quattro giorni fa due turisti italiani sono stati arrestati in aeroporto perché ritenuti gli autori del furto.

Femminile singolare – Louise Bourgeois alla Fondazione Vedova

Essere femminista oggi fa tanto zitella inacidita. Una donna che abbia una relazione stabile e un buon rapporto col sesso opposto non può essere femminista, è uno di quei concetti demodé, un termine usato quasi con disprezzo: le femministe, quelle che non sanno come funziona il mondo, quelle attaccate agli anni Settanta e che in fondo sono solo gelose del culo alto delle veline. Eppure, anche se ho accettato la depilazione come unica via all’accettazione sociale, io resto femminista. È più forte di me.

“Nacqui il giorno di Natale, rovinando la festa a tutti quanti.” È forse possibile dunque che non mi innamori di una donna che pronuncia tali parole? Pura provocazione. La dichiarazione di Louise Bourgeois prosegue in modo assai più doloroso e mostra la stoffa di questa artista sorprendente: “Mentre erano intenti a gustare ostriche e champagne, ecco che arrivo io. Mi piantarono in asso. Oggi riesco a raffigurarmi quell’evento ridicolo…non accuso nessuno. E’ quindi un senso di sconfitta quello che motiva il mio lavoro, una volontà di rimediare al danno che è stato fatto…non di paura, ma del trauma dell’abbandono.”

Adolph Gottlieb alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Per la prima volta in Italia la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia celebra dal 3 settembre al 9 gennaio 2011, con un’antologica, l’artista americano Adoplh Gottlieb (1903 – 1974). La mostra si colloca nell’ambito di una linea di indagine, perseguita dal museo veneziano, incentrata su quell’emblematica generazione d’artisti d’oltreoceano del secondo dopoguerra, il cui linguaggio nasce e matura proprio negli anni in cui Peggy Guggenheim apre a New York la sua galleria Art of this Century.

Scopo di questa serie di esposizioni è di avvicinare il pubblico italiano e internazionale alla conoscenza di quel periodo, attraverso le opere dei grandi maestri americani, come è già accaduto in passato in occasione delle personali dedicate a William Baziotes e Richard Pousette-Dart. La storia di Adolph Gottlieb è perfettamente in linea con quelle degli esponenti dell’Espressionismo astratto. Amico stretto di Milton Avery e Mark Rothko fin dagli inizi degli anni ’30, nel 1935 Gottlieb fonda “The Ten”, una sorta di gruppo di pittori espressionisti, e sul finire di quegli stessi anni lavora per il Federal Art Project del New Deal.

Una mostra per gli AC/DC i gioielli di famiglia dell’Australia

Avete mai sentito parlare degli AC/DC? Sicuramente si,  impossibile non aver mai ascoltato una delle loro grintose songs come Highway to Hell o Back in Black come è impossibile non aver mai visto il chitarrista Angus Young dimenarsi sul palco con in mano la sua Gibson diavoletto ed il suo completo da scolaretto di college inglese. Ebbene gli AC/DC sono un gruppo di Rock and Roll puro, formatosi a Sydney nel 1973 nel corso della loro incredibile carriera gli AC/DC hanno venduto la bellezza di oltre 200 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui oltre 71 milioni nei soli Stati Uniti.

Gli AC/DC sono una vera e propria icona in Australia e per rendere onore agli eroi nazionali, le istituzioni  hanno  quindi deciso di organizzare una mostra tutta per loro al Powerhouse Museum di Sydney il prossimo 11 settembre.  “Non c’è dubbio che in 35 anni di onorata carriera, passata a riempire gli stadi e le arene di tutto il mondo, gli AC/DC sono gli artisti più famosi di tutta l’Australia” ha dichiarato Tim Fisher, curatore della mostra.

Odile Decq e Camille Henrot, non solo borse da Louis Vuitton a Parigi

Come molti di voi ben sapranno, a Parigi è possibile trovare il quartier generale di Lous Vuitton, fashion brand celebre per le sue costosissime, prestigiosissime ed ambitissime borse. Lo store degli Champs Elysées non è un semplice punto vendita ma un vero e proprio megastore di sette piani. All’ultimo però non troverete solamente borse o scarpe ma una ricca selezione di arte contemporanea. A partire dal 2006 infatti, Vuitton ha dedicato il suo settimo piano ad artisti provenienti dall’India, dalla Russia e dal Cile, questa volta però la mostra in corso dal titolo Perspectives (in permanenza fino al prossimo 5 settembre 2010) focalizza l’attenzione sulle opere di due artisti nazionali oltre che due grandi esponenti della creatività al femminile, Odile Decq e Camille Henrot.

Odile Decq ha ultimamente completato l’espansione del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma) già sito nell’ex-fabbrica della Birra Peroni  a Roma. Inoltre nell’agosto del 2007 è stata nominata direttrice della Scuola Speciale di Architettura.

La sostenibile leggerezza dell’essere. La metafora dello spazio 2

Il 26 agosto si inaugura all’Arsenale Novissimo di Venezia la mostra The Bearable Lightness of Being – The Metaphor of the Space, 2. Nella prima parte del progetto, nato nel 2008, lo scopo che la mostra si era prefisso era stato quello di riunire la ricerca di alcune tra le piu`importanti artiste donna contemporanee, tra le quali: Marina Abramović – Eija-Liisa Ahtila – Maja Bajevic – Renata Boero – Letizia Cariello – Danica Dakić – Gloria Friedmann – Siobhán Hapaska – Candida Höfer – Oda Jaune – Tessa Manon den Uyl – Sabrina Mezzaqui – Yoko Ono – Anila Rubiku – Katharina Sieverding – Francesca Woodman, che da diverse angolazioni avevano affrontato il tema della relazione tra l’uomo e il suo ambiente di riferimento – per usare un termine preso a prestito dall’etologia – la sua nicchia vitale.

Nella seconda parte del progetto, i curatori Andrea Bruciati, Davide Di Maggio e Lóránd Hegyi hanno chiesto a 21 tra gli artisti uomini contemporanei più importanti di sviluppare lo stesso concetto. La mostra suggerisce una lettura particolare degli spazi artisticamente trattati dando l’opportunità di analizzare le differenti posizioni di artisti contemporanei che lavorano nello spazio e con lo spazio in modi diversi e con diverse intenzioni ed intenti.

Gabriele Basilico – Istanbul 05.010

Dal 16 settembre al 12 dicembre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la mostra di Gabriele Basilico dal titolo Istanbul 05.010. L’esposizione presenterà una selezione di 32 immagini inedite di uno dei maestri della fotografia italiana che documentano la trasformazione della metropoli turca, scattate durante due campagne realizzate nel 2005, quando Basilico fu invitato alla IX Biennale Internazionale di Istanbul, e nel 2010, in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura.

La ricerca indaga aree storiche consolidate della città e nuovi quartieri in via di espansione e trasformazione, un’immersione nelle straordinarie dinamiche evolutive di una megalopoli crocevia di culture, dove convivono tradizione e aspettative per il futuro. Il contributo di Gabriele Basilico alla documentazione fotografica dello spazio urbano contemporaneo e’ tra i piu’ significativi degli ultimi 25 anni: la sua attenzione si concentra sulla città intesa come corpo fisico in perenne -movimento- e come metafora degli aspetti sociali del nostro tempo.