Lost in Translation – Arte e Intercultura alla Triennale di Milano

Martedì 23 novembre, alle ore 18.30, presso la Sala Lab della Triennale di Milano, Connecting Cultures e Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura presenteranno al pubblico il progetto vincitore del concorso Lost in Translation – Arte e Intercultura. Nato in occasione del convegno Lost in Translation (23 febbraio 2010) e grazie al contributo del PaBAAC – Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle  Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, il concorso si è rivolto a giovani artisti e istituzioni culturali, chiamati per la prima volta a collaborare allo sviluppo di progetti artistici destinati al pubblico che affrontano i temi complessi dell’integrazione, dello scambio e dell’osmosi fra le culture.

Alla sua prima edizione Lost in Translation – Arte e Intercultura intende porsi come sostegno alla creatività giovanile, quale stimolo per nuove e lungimiranti politiche di inclusione culturale e per la promozione di una “nuova committenza pubblica”. La serata sarà un’occasione per riflettere sulle reali possibilità di collaborazione tra artisti e istituzioni culturali in un ambito complesso quanto attuale come quello dell’intercultura. Dall’esposizione dei principi e delle dinamiche che hanno portato alla nascita di questo concorso – dai propositi iniziali fino ad alcune valutazioni sull’esito generale – e da una riflessione sullo stato attuale dell’educazione al patrimonio in chiave interculturale, emergeranno alcune linee guida generali che ci auguriamo possano essere acquisite quali “prassi ordinaria” dalle istituzioni affinché tali progetti possano avere una ricaduta sul territorio e generare nuove relazioni e consapevolezza.

Being a cannibal performance di Manuela Viera-Gallo nell’ambito di SEÑALES ROJAS 2010

Il 24 novembre alle ore 18.00 nel cortile della Galleria IILA si propone Being a cannibal, performance dell’artista Manuela Viera-Gallo, nell’ambito di Señales Rojas 2010 (L’arte contro la proliferazione della barbarie), progetto presentato dall’ IILA, Istituto Italo-Latino Americano e Fondazione VOLUME! e curato da Patricia Rivadeneira, Segretario culturale dell’IILA.
La performance s’inserisce nel più ampio progetto Domestic violence, opera multi-format sulla violenza contro le donne esposta nella mostra “Señales Rojas” nella stessa Galleria IILA. L’azione Being a cannibal, proposta nel cortile delle Scuderie del Palazzo Santacroce, prevede l’intervento attivo dello visitatore che, da spettatore è trasformato in protagonista. L’artista cilena (residente a New York) invita il pubblico ad una partecipazione che, attraverso la condivisione del più tradizionale sfogo rabbioso, converte la violenza insita nel lancio di oggetti in un atto liberatorio.

Ernesto morales, Genova – Buenos Aires. Le citta’ dei ritorni

Sabato 20 novembre, presso il Museoteatro della Commenda di San Giovanni di Pre’, la suggestiva struttura Museale appartenente al MuMa di Genova, verrà inaugurata la mostra personale dell’artista argentino Ernesto Morales genova – buenos aires. Le città dei ritorni; l’evento, inserito nel programma per le celebrazioni del Bicentenario della Repubblica Argentina, nasce dalla volontà di rileggere secondo i codici propri dei linguaggi dell’arte contemporanea i collegamenti storici e culturali tra Italia e Argentina a partire dai fenomeni di migrazione degli ultimi due secoli.

Dopo il grande successo della mostra Ciudad de Memorias inaugurata lo scorso anno a Buenos Aires presso il Museo Municipal de Bellas Artes Benito Quinquela Martin, Ernesto Morales presenta a Genova una serie inedita di trenta dipinti ispirati ai temi della memoria e dell’identità, da sempre oggetto della sua ricerca artistica; Genova quindi, come primo porto italiano dell’emigrazione, si e’ rivelata lo scenario piu’ adatto ad accogliere il progetto “Le città dei ritorni”.

Corrado Zeni – Babel

Guidi&Schoen Arte Contemporanea di Genova inaugura il 19 novembre Babel, il nuovo progetto dell’artista genovese Corrado Zeni. Babel prosegue la ricerca dell’artista sui rapporti interpersonali, sulle sfumature e le emozioni scaturite dalle nostre relazioni quotidiane, nel tentativo di studiare e comprendere le regole e le utopie di sopravvivenza di ognuno di noi.

Dal libro della Genesi: “…Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.” Risulta da ciò evidente la “dispersione” dei popoli in tanti frammenti di un mosaico. Questi frammenti, oltre a mescolare le lingue, hanno confuso l’unità storica del mondo. Babel è quindi metafora di diversità apparente, di distanze, d’incomprensione e di confusione linguistica che impedisce all’umanità di comunicare.

Silvia Camporesi – SIFR, La distanza canonica

La galleria Z2O di Roma inaugura il 7 dicembre la mostra personale dell’artista Silvia Camporesi. Il progetto dal titolo Sifr – La distanza canonica è la terza parte di un lavoro, portato avanti da alcuni anni, che analizza il rapporto fra corpo e spirito, tema costante della sua ricerca artistica.

Dopo Dance dance dance-la nuotatrice e Secondo vento-la karateka, l’artista dedica Sifr alla disciplina sportiva della corsa, offrendo una personale riflessione sul modo in cui, a partire dal corpo e dallo sforzo fisico, si possa arrivare ad una evoluzione spirituale. La mostra si articola intorno ad un lavoro video in cui l’artista, che fatalmente in questo caso diventa anche la protagonista, si ritrova ad affrontare un percorso mettendo alla prova le emozioni del proprio essere: l’azione della corsa, con le fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione di chi la prova.

Rashid Johnson – 25 days after October / Yotta Paintings

Il 25 novembre la Galleria Massimo De Carlo di Milano inaugura 25 days after October la mostra personale di Rashid Johnson. Uno degli artisti americani più interessanti dell’ultima generazione realizzerà una nuova serie di sculture e lavori su specchio ispirati agli scrittori e intellettuali William Faulkner, Bertrand Russell e William Edward Burghardt Du Bois.

Attraverso i suoi lavori, che spaziano dalla fotografia, alla scultura e al video, Rashid Johnson si interroga sulla propria identità, culturale e razziale. Ispirato dalla cultura afroamericana, dalla letteratura, dalla storia dell’arte, dal misticismo come dalla cosmologia, l’artista utilizza differenti materiali, come cera, legno, specchi e ceramica, e oggetti di tutti i giorni, come libri, cd, videocassette e piante in maniera puramente utilitaristica: li svuota del loro significato primordiale per dare origine ad un nuovo linguaggio, di cui l’artista è l’unico autore.

Fluxus Biennial – Wolf Vostell all’Auditorium di Roma

Il progetto FLUXUS BIENNIAL, curato da Achille Bonito Oliva per l’Auditorium, è strutturato in una serie di “piccole grandi mostre” di alcuni protagonisti di Fluxus. Attorno a ogni appuntamento espositivo è abbinato un calendario di concerti e performance, storiche e contemporanee, che coinvolgono artisti ai quali viene chiesta una rilettura di quello spirito di immediatezza e di relazione/interazione con l’individuo alla base della filosofia e dell’estetica “intermedia” Fluxus.

Dopo George Maciunas e George Brecht, sarà la volta di Wolf Vostell. La mostra, allestita in AuditoriumArte, si inaugurerà il 19 novembre e resterà aperta al pubblico fino al 9 gennaio. In occasione dell’inaugurazione, si terrà la performance degli Staalplaat Soundsystem. L’evento è un appuntamento di After fluxus, la rassegna di concerti e performance fluxus, storiche e contemporanee.

VIDEO.IT 2010 – A NORD/SUD DEL MEDITERRANEO

Si terrà a Torino il 18 e 19 novembre, presso la Fondazione Merz l’XI edizione di Video.it, rassegna di video e Perfomance d’artista a cura dell’Associazione Artegiovane di Torino e promossa da Regione Piemonte, Ass. Paralleli, UniCredit, Farm. In questa nuova edizione, quale nucleo tematico centrale si è scelto di ripartire da una riflessione sull’idea di “A Nord/Sud del Mediterraneo” – situazione concreta che sempre più caratterizza i fluidi rapporti fra popoli migranti e popoli residenti – tentando di non lasciare distanti cultura artistica e società civile, bensì di porsi in relazione dialettica di ponderata riflessione.

Programma della serata: – Introduzione di Alvise Chevallard – Natura e storia della manifestazione. Due i nuovi premi per questa edizione ; – Le sezioni della Rassegna – Francesco Bernardelli; – Proiezione di due cortometraggi mediorientali (scelti fra le selezioni della scorsa edizione)

Happy Birthday Peep-Hole

Un anno fa Peep-Hole di Milano apriva i battenti grazie al supporto di numerosi artisti che attraverso la donazione delle loro opere hanno permesso di iniziare questa avventura, nata dalla necessità condivisa di creare un centro flessibile e capace di dialogare con il contesto nazionale e internazionale.

A distanza di dodici mesi esatti, Peep-Hole festeggia il suo primo compleanno con HAPPY BIRTHDAY, il Benefit con cui presenta al pubblico le opere donate da più di 40 artisti italiani e internazionali a supporto delle attività dello spazio. Grazie alle donazioni dello scorso anno Peep-Hole ha portato a termine una stagione di programmazione in cui sono stati prodotti quattro mostre, tre eventi di approfondimento teorico e quattro pubblicazioni del trimestrale Peep-Hole Sheet.

Alberto Tadiello – Adunchi

Venerdì 19 novembre T293 inaugura a Napoli, “Adunchi”, la seconda personale di Alberto Tadiello. Partendo dall’osservazione di elementi animali e artificiali, la mostra si sviluppa attraverso una raccolta di disegni e stampe riprese dalle tavole sinottiche di un vecchio dizionario di ornitologia e alcune sculture in metallo che rimandano a forme di becchi, aratri, lame e scaglie rocciose. Il progetto si concentra sulle diverse traiettorie in volo di picchiata e di caduta libera di alcune specie di uccelli, attivando una forte dialettica tra la loro spinta e l’ineluttabile attrazione gravitazionale.

I disegni che appaiono quasi delle miniature, sono ottenuti attraverso una stratificazione di lucidi, carte veline o da forno, colle e burro cacao. Le figure ritratte, benché diafane e trasparenti, lasciano avvertire l’inquietudine di un’energia tellurica. Nelle stampe i dettagli anatomici acquisiscono un singolare vigore grazie ad un procedimento di scansione e ristampa che include errori e imprecisioni: tagli dello sfondo, strappi della carta, brandelli di nastro adesivo.

Claudio Abate per Gino De Dominicis

Nell’ambito Florens 2010, settimana (13 – 20 novembre) internazionale dei Beni Culturali ed Ambientali, nel ciclo Close up, che prosegue ormai da qualche anno alla Galleria Il Ponte il 13 novembre vengono presentati gli Scatti ritrovati di Claudio Abate per Gino De Dominicis. “Avevamo già dedicato un’ampia retrospettiva nel 2008 a Claudio Abate, ma all’interno di Close up vengono presentate alcune immagini che, attraverso il suo sguardo, ci rivelano la personalità, l’estro creativo, la soggettività e il lavoro artistico di Gino De Domincis. Un percorso composto di testimonianze, molte delle quali inedite, per ricordare e rendere omaggio all’uomo, all’artista, all’amico De Dominicis, il quale – ad un certo punto della sua vita – volle distruggere tutte le fotografie che ritraevano lui e le sue opere: un modo per ribadire la sua poetica che metteva al centro l’opera d’arte unica e irriproducibile in una sorta di “carpe diem” artistico.

Questi “scatti ritrovati” ci appaiono come resti archeologici, rarità straordinarie di opere d’arte che sono durate spesso qualche giorno, o addirittura solo poche ore. E’ questo il caso di Lo Zodiaco (1970) o delle forme geometriche disegnate sul pavimento della Galleria L’Attico a Roma. Si tratta di immagini talmente uniche, che hanno assunto un valore parallelo all’opera che documentano, diventando loro stesse opere d’arte.

Charles Avery – Onomatopoeia part I

EX3, Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze inaugura mercoledì 17 novembre 2011 Onomatopoeia part I, prima mostra di Charles Avery in uno spazio pubblico in Italia, realizzata in collaborazione con Frac Île de France/Le Plateau di Parigi e Kunstverein di Hannover.

Artista scozzese, nato nel 1973, Charles Avery vive e lavora a Londra. Dal 2004 si dedica ad un unico progetto: The Islanders. Attraverso testi, disegni, installazioni e sculture, The Islanders descrive la vita su un’isola immaginaria, dotata di una sua geografia, una sua flora, una sua fauna. Un esploratore conduce lo spettatore alla scoperta dei segreti dell’isola, dei suoi abitanti e delle leggi particolari che la governano. Quello creato da Avery è un mondo complesso, strutturato secondo regole precise, in cui ogni cosa ha un suo nome e una sua funzione. Onomatopoeia è la città al centro dell’isola immaginaria, i Noumenons sono animali che nessun cacciatore ha mai potuto catturare, l’arcipelago dell’Assioma di Wittgenstein è circondato dall’Oceano Analitico….

Tristan Perich – 1-bit show

Dissonanze inaugura il 14 novembre presso Motel Salieri di Roma il quarto appuntamento di Dissonanze Network: Tristan Perich: 1-bit show, una mostra personale dei lavori dell’artista newyorkese tra i più promettenti esponenti del panorama visivo e sonoro contemporaneo, e vincitore nel 2009 del prestigioso Prix Ars Electronica di Linz.

Tristan Perich: 1-bit show presenta 3 installazioni del ciclo Interval Studies e alcune opere della serie Machine Drawings. L’artista sarà presente la sera dell’inaugurazione e si esibirà in una performance live. Interval Studies e’ uno sguardo formale degli intervalli musicali come un denso continuum di salti microtonali, realizzato fisicamente sottoforma di sculture audio su pannelli di alluminio dove sono installati da 50 a 100 microaltoparlanti, ognuno dei quali emette un singolo suono 1-bit. Ordine e casualità prendono vita nei Machine Drawings, disegni penna su carta, eseguiti da una macchina concepita e realizzata dall’artista stesso, guidata da un software.

Temporaneo, Arte contemporanea nella citta’ in evoluzione


Come si racconta il cambiamento di una città? Come si fa spazio alla modernità in un tessuto urbano connotato dalla storia?  Quattro opere di giovani artisti italiani esposte in luoghi pubblici della città di Roma alterano temporaneamente il paesaggio urbano, interrompendo l’abituale fruizione dello spazio pubblico attraverso interventi che mutano l’immaginario di chi e’ solito attraversare quei luoghi. Temporaneo rappresenta, attraverso il linguaggio dell’arte, il cambiamento che riconfigura le nostre città in una prospettiva contemporanea e diventa l’occasione per ripensare alla categoria di monumento in una prospettiva performativa che riscrive temporaneamente i luoghi dell’abitare.

Artisti e opere:
Francesco Arena, Torre, 2007 – EUR Laghetto, Passeggiata del Giappone – Antistante Palazzo ENI Torre, 2007. Simile alle torri di avvistamento e realizzata con una struttura di metallo che sostiene 340 metri quadri di parquet, Torre, e’ un’ opera che segna un limite tra memoria e oblio della storia del ventesimo secolo. I 340 metri quadri corrispondono infatti, alla presunta superficie in cui gli operai dello stabilimento siderurgico “Ilva” di Taranto furono assoggettati a mobbing. Una scala consente di salire in cima e guardare da un’altezza diversa il paesaggio circostante. Un monumento contemporaneo che indaga, comprende e reinterpreta i fatti accaduti, fornendo sugli stessi un diverso punto di vista.