3.200 canne di bambù al Metropolitan Museum di New York

Da quando, 12 anni fa, il Metropolitan Museum of Art di New York ha deciso di presentare mostre d’arte sui suoi tetti, centinaia di migliaia di visitatori hanno avuto la possibilità di ammirare meravigliose sculture ed installazioni create da grandi nomi dell’arte contemporanea come Jeff Koons, Ellsworth Kelly, Roy Lichtenstein e Roxy Paine.

Molti degli artisti facenti parte del progetto hanno presentato opere  fuori dal comune come l’artista Cai Guo-Qiang che nel 2006 ha creato Clear Sky Black Cloud una sorta di fuoco d’artificio tinto di nero sparato ogni mezzogiorno dal Roof Garden che disegnava nel cielo una sorta di nuvola oscura. Oggi però, in occasione della 13esima installazione, Gary Tinterow, curatore della sezione di arte moderna e contemporanea del 19esimo secolo del Met, ha deciso di presentare qualcosa di ancor più ambizioso.

Chris Burden e Gagosian, il re dentro la tenda è completamente nudo

Problema: ci troviamo alla mostra di Chris Burden alla Gagosian Gallery di Roma, (inaugurata il 13 febbraio 2010) con tanto di vips ed iperpresenzialisti della scena dell’arte. Secondo voi è possibile valutare negativamente il lavoro di un monumento della storia dell’arte contemporanea che espone all’interno di un tempio del mercato internazionale?

Soluzione: Si, è possibile e doveroso

Il 19 Novembre del 1971 alle 19:45, Chris Burden ha prodotto una delle opere più sconcertanti della storia dell’arte contemporanea. Si tratta di Shoot, performance in cui l‘artista ha inscenato una fucilazione fondendo l’arte con la realtà e subendo così il lacerante impatto di un proiettile calibro 22 sul suo braccio sinistro. Gli fu chiesto il perchè di tale gesto e Burden rispose semplicemente “Volevo essere preso sul serio circa il mio ruolo di artista“, ed ebbe ragione.  Le performance di Burden hanno sancito un nuovo modello artistico caratterizzato da una crudeltà passiva ed aggressiva in cui l’artista mette in gioco la sua creatività e la sua vita.

La vita di Burden è appesa ad una sottile linea rossa anche in Trans-Fixed, opera del 1974 in cui l’artista si crocifisse sul retro di un maggiolino della Volkswagen con tanto di mani inchiodate. La passività e l’alienazione affiorano nella sua performance Doomed del 1975 al Museum of Contemporary Art di Chicago, in cui l’artista stette immobile sul suolo sotto alcune lastre di vetro per ben 45 ore e 10 minuti. Impossibile riassumere in questa sede l’epica artistica di Burden, filtrata attraverso lenti duchampiane, che nel corso degli anni ha subito una costante evoluzione incrociandosi con land art ed installazioni site-specific.

Gianluca & Massimiliano De Serio – Bakroman

Primo progetto personale di Gianluca & Massimiliano De Serio (Torino, 1978, vivono e lavorano a Torino) in un’istituzione italiana, Bakroman (inaugura il 19 febbraio presso la Ar/Ge Kunst Galleria Museo di Bolzano) è un’opera video realizzata dagli artisti nel 2010 durante un periodo di soggiorno di alcune settimane a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso.

L’attenzione degli artisti si è rivolta verso la comunità dei ragazzi e delle ragazze di strada della città, i Bakroman, come chiamati in lingua mòoré. Orfani o privi di famiglia, i Bakroman vivono e crescono in condizioni di completa indigenza nelle strade della città, affidati solo a sé stessi e soggetti a violenze, stupri e aggressioni. Posti al fondo del precario sistema sociale del Burkina Faso, i Bakroman non hanno casa, scolarizzazione e lavoro. Le loro giornate si alternano in un lungo peregrinare attraverso le strade della capitale alla ricerca di cibo e acqua, di sostentamenti primari sempre minimi, incerti e faticosi.

Caravaggio a Roma

Caravaggio non dipinse molto in vita sua. Perché la vita prese spesso il sopravvento sull’arte. E nonostante ciò, nel corso dei secoli sono state attribuite a Michelangelo Merisi molte opere. Per alcuni troppe, per altri semplicemente dubbie. La mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma (dal 18 febbraio al 13 giugno) vuole offrire al pubblico solo e soltanto la produzione certa, la summa indiscutibile del Maestro. Una carrellata di quadri straordinari, perché straordinaria è la tecnica, la visione e l’innovazione di Caravaggio nell’arte che ne hanno fatto un pittore unico, perché nessuno prima e dopo di lui ha saputo “dare luce al buio”.

L’intera carriera artistica di Caravaggio sarà rappresentata lungo i due piani espositivi delle Scuderie in un percorso che non sarà strettamente cronologico, ma teso ad esaltare il confronto tra tematiche e soggetti uguali. Così accanto a Ragazzo con il canestro di frutta, una delle più importanti opere giovanili, si vedrà il Bacco degli Uffizi, dove Caravaggio dipinse un’altra eccelsa natura morta, due opere che mai sono state messe prima a confronto diretto.

I Martedì Critici, dibattiti aperti per capire l’arte contemporanea

Martedì 16 febbraio 2010 dalle 19:00 alle 23:00 Alberto Dambruoso e Micol Di Veroli presentano una nuova serie di appuntamenti artistici in via Carlo Botta, 28 a Roma dove la visione critica diventa una parte fondante insieme a quella dell’artista nella definizione dell’opera esposta.

I martedì critici sono degli eventi unici che si svilupperanno nel corso di una serata e prenderanno vita nello spazio-studio di un critico d’arte. Un contenitore alternativo rispetto alle gallerie, dove non si intende fare mercato bensì apportare una lettura, stimolare delle riflessioni, aprire un dibattito attraverso la presenza attiva degli attori che danno vita all’arte creando così di volta in volta una piattaforma liberamente aperta al pubblico. L’intento è quello di spiegare, documentare, rendere note le poetiche e le direzioni di ricerca degli artisti invitati.

Massimiliano Gioni svela alcuni segreti della sua Gwangju Biennale

Massimiliano Gioni ha finalmente svelato alcuni dettagli sulla Gwangju Biennale che si aprirà il prossimo settembre nella città industriale della Corea del Sud. Anche se la lista dei 100 artisti partecipanti sarà resa nota al pubblico solo il prossimo aprile, il giovane direttore artistico ha dichiarato che il titolo della Biennale sarà:  10.000 Lives (10.000 Vite).

Raggiunto dai microfoni del New York Times, Massimiliano Gioni ha così spiegato la sua scelta: “Con questo titolo pongo una domanda, quale è il ruolo degli artisti in questa società caratterizzata dall’iper presenza delle immagini? La Biennale esplorerà le relazioni tra persone ed immagini e tra immagini e persone“. Il titolo della grande manifestazione è direttamente ispirato al poema Maninbo (letteralmente 10.000 vite), volume non finito del poeta dissidente Ko Un.

Soltanto un quadro al massimo: è la volta di Nico Vascellari e di Christian Pilz

Giovedì, 18 febbraio 2010, l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo inaugura la dodicesima edizione del ciclo espositivo Soltanto un quadro al massimo questa volta con i due giovani artisti Nico Vascellari e Christian Pilz. La nota rassegna, ideata dal curatore Ludovico Pratesi e dal Direttore dell’Accademia Tedesca, Joachim Blüher, mette a confronto ad ogni edizione un’opera di un artista italiano con una di un artista tedesco.

In occasione della dodicesima edizione di Soltanto un quadro al massimo, espressamente dedicata ad artisti delle ultime generazioni, Nico Vascellari ha creato appositamente il grande lavoro Nido(2010) e l’artista tedesco Christian Pilz espone S.T. (2007), un grande disegno a matita composto da nove dei 18 fogli originali.

Vanessa Beecroft presenta a Napoli VB 66

Lunedì 15 febbraio 2010, a Napoli, nell’edificio progettato alla fine degli anni Venti dall’architetto Luigi Cosenza, sede attuale del Mercato Ittico, Vanessa Beecroft propone la performance VB 66 in collaborazione con la galleria Lia Rumma e la galleria Massimo Minimi.
La performance costituisce la scelta espressiva della Beecroft sin dagli esordi. Profondamente radicata nella cultura classica, la Beecroft crea con le sue performances dei tableaux vivants che nascono da immagini spesso ispirate alla pittura e alla scultura del passato. Vanessa Beecroft pone al centro della propria riflessione i temi dello sguardo, del desiderio, dell’alienazione. Le donne, private di ogni possibilità di dialogo o di relazione, appaiono congelate al di là di un’invisibile barriera. Al tempo stesso il loro isolamento produce l’effetto di far rimbalzare lo sguardo di chi guarda su se stesso, generando una situazione di disagio.

Il ritorno a casa di Chiara Mu

Chiara Mu è un’artista romana, da anni residente a Londra; diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha conseguito il Master in Arti Visive presso il Chelsea College of Art and Design di Londra. Lavora soprattutto sull’installazione e la performance, sempre strettamente legata al contesto, di cui sviluppa le caratteristiche, molto spesso sovvertendole, sia dal punto di vista fisico, che concettuale.

Il 4 marzo 2010 presenta presso gli spazi non convenzionali del Condotto C di Roma, un lavoro installativo che prende le mosse, così come il Condotto C stesso, dall’omonimo racconto di Asimov. Il lavoro sarà visibile solo per una, due persone alla volta che dovranno attraversare ed esperire l’intervento di Chiara Mu impreparati e curiosi: un’installazione che si impossesserà “tematicamente” dello spazio del condotto C, dalle 18 alle 23, mentre la luce si appresta a svanire.

Patrick Skoff, l’artista che regala le sue opere con una caccia al tesoro

 Un artista di Chicago ha deciso di far conoscere al mondo la sua creatività ed ha quindi escogitato un buffo stratagemma per rendere la sua arte visibile. Alcuni giorni fa Patrick Skoff, questo è il nome dell’artista, e la sua amica Samantha Brown hanno piazzato un dipinto alla base di una statua, successivamente hanno scattato alcune foto con il cellulare ed hanno scritto qualche breve messaggio, poi sono andati via. Alcuni passanti incuriositi si sono fermati ad osservare il dipinto prima di continuare per la loro strada. Per alcuni attimi il dipinto è rimasto completamente solo. Poi un’automobile si è fermata nei pressi dell’opera ed un uomo con una vistosa barba è sceso, avvicinandosi all’opera, un dipinto astratto creato appunto da Patrick Skoff.

L’uomo ha fissato il dipinto e successivamente guardandosi attorno per paura di essere visto ha afferrato l’opera piazzandola all’interno del portellone della sua auto. La macchina è poi partita in tutta fretta, mentre Skoff, di nascosto, osservava l’intera scena. Questa buffa scenetta si ripete sistematicamente ogni mese da un anno ed è frutto di un progetto dell’artista che mira così a pubblicizzare le sue opere. In parole povere Patrick Skoff dipinge alcuni quadri e poi si mette a girare per le strade di Chicago per alcune ore, lasciando le sue opere in alcuni punti scelti a caso.

Polaroid vende la sua collezione, 1.200 opere che (forse) non vedremo mai più

 Nel 1960 la metà delle famiglie americane possedeva una macchina fotografica istantanea Polaroid e mentre l’idea di possedere una subitanea immagine delle vacanze, del cenone di Natale o del proprio compleanno fu la chiave di volta del successo dell’azienda, questo prodotto rivoluzionario ha cambiato per sempre le scelte creative di molti artisti. Ansel Adams ha catturato le sue celebri e fiabesche immagini dello Yosemite National Park proprio con una Polaroid e che dire delle centinaia di immagini scattate da Andy Warhol,  Chuck Close e William Wegman sino a giungere allo strettamente contemporaneo Dash Snow.

Oggi queste fotografie assieme a tantissime altre (comprese quelle scattate dal fondatore della Polaroid, Edwin H. Land) saranno messe all’asta da Sotheby’s. La Polaroid è infatti costretta a vendere la sua collezione per pagare i suoi creditori ( purtroppo l’avvento della fotografia digitale non ha giovato alla celebre azienda americana), per la cronaca l’asta si terrà a New York il 21 ed il 22 giugno.

Neve a Roma

L’evento è talmente raro che non potevamo non condividerlo con i nostri lettori. Da poco tempo la Capitale è coperta da un inaspettato strato di neve ed i fiocchi cadono

3.000 dollari per un menù creato da Kiki Smith

 In trent’anni di attività il ristorante newyorchese Chanterelle ha chiesto ai più celebri protagonisti dell’arte contemporanea di realizzare le covers per i suoi menù. In totale il ristorante ha collezionato ben 65 copertine di menù create da artsiti del calibro di Robert Indiana, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Eric Fischl, Ellsworth Kelly e Cy Twombly

Biennale di Venezia 2011 anche la Germania anticipa le mosse

 La Biennale di Venezia edizione 2011 torna a far parlare di sé con largo anticipo. Pochi giorni fa l’Italia intera è stata scossa dalla bomba di Sandro Bondi che ha nominato di Vittorio Sgarbi curatore del Padiglione Italia per la prossima Biennale (Bondi ha inoltre affidato a Sgarbi la vigilanza sulle acquisizioni del Maxxi di Roma). L’opinione pubblica si è ovviamente spaccata in due, molti hanno salutato la nomina di Sgarbi come il ritorno ad un arte contemporanea meno patinata è più rispettosa di alcuni maestri lasciati fuori dal giro modaiolo.

Altri invece temono che Sgarbi metta in mostra nomi che non rispecchiano la reale scena dell’arte nazionale, andando così a cozzare contro alcuni equilibri di un mercato già labile. La nomina di Vittorio Sgarbi ha inoltre stupito tutti per la sua tempestività ma va detto che in questi giorni anche altre nazioni si preparano ad affilare le armi in vista della grande manifestazione.