Power List, la lista dei potenti del mondo dell’arte contemporanea

 Mentre il mondo dell’arte contemporanea è a Miami in occasione di Art Basel Miami Beach, il celebre magazine d’arte Art+Auction ha pubblicato la 2009 Power List, una lista di tutti gli attori dell’arte contemporanea che si sono rivelati nell’anno passato figure dominanti nei loro campi d’appartenenza. Come cita il magazine, il potere ha molte forme e si allarga su molte attività legate all’arte come le gallerie ed il collezionismo. Nella lista di quest’anno c’è anche posto per il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. La lista non elenca solo i successi ma anche le tremende e rovinose cadute di stile successe quest’anno come la decisione di mettere in vendita la propria collezione di opere presa dalla Brandeis University ed il disastro della mostra Chanel Mobile Art che è stata largamente derisa da pubblico e critica.

Abbiamo scandagliato la lista alla ricerca di qualche nome italiano ed ecco cosa abbiamo trovato: Alla categoria Power Dealers c’è anche Massimo De Carlo che rappresenta nomi del calibro di Chris Burden e Carsten Holler, il prossimo mese De Carlo aprirà un nuovo spazio a Londra. Alla voce Power Of Tradition abbiamo trovato Giuseppe Eskenazi nato a Milano e celebre dealer di arte orientale. Nella categoria Power Patrons ci sono anche gli acclamati Miuccia Prada & Patrizio Bertelli che con la loro fondazione ed il Prada Transformer disegnato da Rem Koolhaas hanno compiuto grandi opere a sostegno dell’arte. Alla voce Power Curators troviamo il nostro Francesco Bonami che con la sua mostra Italics: Italian Art Between Tradition and Revolution, 1968-2008, ha girato il mondo portando la nostra arte in campo internazionale.

Festini ad Art Basel Miami Beach 2009 ma qualcuno rimane scontento

 Il bello di Art Basel Miami Beach non è solamente rappresentato dal momento della fiera. Sembrerebbe infatti che la miriade di eventi e festini (che hanno poco a che fare con l’arte) che si svolgono durante la manifestazione siano decisamente elettrizzanti ed affascinanti almeno quanto l’evento fieristico. Ancor prima dell’ inaugurazione il gallerista Paul Kasmin stava festeggiando allo Standard Hotel con Christian Louboutin, il gallerista berlinese Max Hetlzer ed i designer Genevieve Jones e Mattia Bonetti. Ma solamente dopo la Vip preview che è durata fino alle nove di sera dono iniziati i veri bagordi. I galleristi Rachel Lehmann e David Maupin hanno organizzato un cocktail per la loro artista Teresita Fernandez al Setai Resort, tra gli ospiti c’erano Calvin Klein, Stefano Tronchi ed il direttore della PS1, Agnes Gund.

La Galerie Gmurzynska di Zurigo aveva anch’essa un party al Setai. L’evento era in onore del celebre attore Sylvester Stallone che pensate un poco ha deciso di tramutarsi in pittore ed è presente in fiera con alcune delle sue opere. All’evento, dove c’erano anche delle bellissime ragazze-sirena immerse in un piscina, hanno partecipato alcuni collezionisti, uomini d’affari e celebrità varie tra cui il capo della Warner Bros. Lyor Cohen, Jennifer Flavin e la principessa Michael di Kent, tutti sembravano molto divertiti mentre sorseggiavano Champagne. Le bollicine sono state protagoniste anche alla festa del Bruce High Quality Foundation, sponsorizzata da Dom Perignon.

Studio Trisorio porta Eulalia Valldosera a Roma e Napoli

Il 9 dicembre 2009 allo Studio Trisorio di Napoli e l’11 dicembre allo spazio a Roma saranno inaugurate le personali di Eulalia Valldosera. Dopo la vasta antologica al Museo Reina Sofia di Madrid lo scorso febbraio, l’artista spagnola presenterà a Napoli un’installazione intitolata Dependencia mutua composta da un nuovo video girato nel Museo Archeologico di Napoli e dai suoi famosi flying objects, proiezioni nello spazio di oggetti riflessi da specchi rotanti.

Nel video, una donna delle pulizie di origine ucraina spolvera la grande statua in marmo dell’imperatore Claudio che rappresenta allo stesso tempo un tesoro del passato e una figura maschile in posizione di dominio. Toccando, pulendo la statua dell’imperatore, la donna sfida la dimensione dell’intangibilità dei simboli di potere. Attraverso questa azione metaforica l’artista si interroga sulle relazioni fra ruoli egemonici e subalterni. Si chiede se la contrapposizione fra il potente e il sottomesso – fra il maschile e il femminile – sia presente nella nostra psiche a livello inconscio e riflette sulla relazione di reciproca dipendenza secondo la quale un ruolo ha bisogno dell´altro per giustificare la propria presenza nel mondo.

Preview di Art Basel Miami Beach: vendono i giovani e capolavori d’arte confiscati

 Art Basel Miami Beach ha già fatto registrare importanti movimenti nel giorno della tanto attesa Vip Preview. Secondo quanto dichiarato dall’organizzazione quest’anno sono stati effettuati numerosi cambi per dare alle giovani gallerie ed agli artisti emergenti una piattaforma adatta a mettere in mostra le loro offerte creative. Questi cambiamenti hanno dato luogo ad alcune strambe giustapposizioni come quella tra il magnate Larry Gagosian, affiancato da James Fuentes una galleria dalle modeste dimensioni di New York. Fuentes ha però portato alla fiera alcune interessanti sculture, una di queste ( raffigurante la testa di Homer Simpson) creata da Agathe Snow è stata subito acquistata dal collezionista e dealer Asher Edelman per 16.000 dollari.

Anche allo spazio di Miguel Abreu è andata piuttosto bene visto che la galleria ha venduto tutti i dipinti di Pieter Schoolwerth che aveva portato in fiera (ed anche alcuni che non erano stati portati) con cifre che si aggirano tra i 14.000 ed i 30.000 dollari. La galleria Wallspace di Chelsea ha invece venduto tre opere di Walead Beshty dichiarando che altri 10 collezionisti erano interessate a comprarne una. La galleria di Los Angeles Cherry and Martin ha invece venduto una grande tela di Amanda Ross-Ho per 12.000 dollari. Insomma sembrerebbe che per gli artisti emergenti sia andata piuttosto bene. Intanto ad Art Basel Miami Beach c’è stato anche tempo per un giallo inaspettato.

Alessandra Rosini – Where’s my crown

Venerdì 11 dicembre presso la galleria CHANGING ROLE di Roma si inaugura la mostra Where’s my crown?, personale di Alessandra Rosini a cura di Alessandro Facente.

Il progetto curatoriale “Where’s my crown?”, parte da due punti a confronto: ipocondria e pandemia. L’esperienza personale dell’individuo è la delirante esperienza condivisa in una collettività entro cui apparire senza mai esserci veramente se non nel riflesso delle paure che si sviluppano ogni giorno. Questo senso di autosufficienza, sviluppato dalla continua e dichiarata volontà di personalizzare il territorio che si abita, sembra compensare le molteplici paure collettive che le situazioni storiche dettano; calamità naturali, grandi crisi economiche, conflitti radicati, epidemie varie o “semplici” influenze annuali presenti in ogni società dopo tutto sono espressioni culturali attraverso cui esorcizzare le nostre fobie che diventano l‘unico regno che possiamo gestire ma nel quale non è prevista alcuna corona in quanto “re di nulla“.

Anche il Louvre entra in sciopero

Alcuni giorni fa vi avevamo dato notizia dello sciopero dei dipendenti del Centre Pompidou di Parigi. Ieri la vicenda si è infittita poiché altre due importanti istituzioni museali francesi si sono unite alla protesta. Si tratta del celebre museo del Louvre ed il Palazzo di Versailles che hanno chiuso i loro cancelli in barba a centinaia di turisti che si apprestavano a visitare le sale espositive dei musei. I poli culturali parigini sono insorti dopo l’assurda decisione del governo di perpetrare numerosi tagli tra le forze lavoro.

In settimana i sindacati si sono incontrati con le istituzioni ma secondo quanto dichiarato da Kamal Hesni, delegato dell’unione dei musei il meeting non avrebbe portato alcun risultato: “Il nostro incontro con il ministero della cultura della scorsa notte non è arrivato a nulla, quindi mi pare logico che lo sciopero andrà avanti ad oltranza“. Secondo l’unione CFDT il governo rimpiazzerà un lavoratore ogni due che andranno in pensione, ciò manderebbe in tilt la macchina culturale dell’intero paese.

L’arte crudele di Artur Zmijewski

 Il Moma di New York ospita fino al 28 febbraio un’interessante mostra dal titolo Projects 91: Artur Zmijewski, retrospettiva sull’artista polacco Artur Zmijewski che da anni indaga sulle norme ed i comportamenti sociali in maniera del tutto provocatoria e brutale. Nel suo video 80064, l’artista convince un anziano sopravvissuto allo sterminio di Auschwitz a farsi cancellare il numero di deportato che reca sul braccio da un tattoo artist. In un primo momento l’uomo sembra accettare ma davanti la telecamera ha dei ripensamenti per poi cedere alle volontà di Artur Zmijewski e farsi cancellare definitivamente il numero.

Dopo questo atto l’uomo sembra interdetto, non si capisce se egli sia contento od infelice di aver perso un così terribile ricordo che lo ha accompagnato per tutta la vita. Per quanto sia un estremo atto di violenza tale intervento artistico vorrebbe far riflettere sulla memoria (in questo caso dell’Olocausto) e sulla sua persistenza nel tempo.Anche se il numero tatuato sul braccio sia portatore di infausti ricordi, l’uomo non vuole privarsene, questo perché ricordare è fondamentale per non ripetere.  Non approviamo la scelta artistica di Artur Zmijewski, è innegabile che l’azione susciti molte riflessioni ed il conetto di memoria è fondamentale per la storia ma il procedimento usato per sviscerare il tema ci sembra abbastanza ripugnante.

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci restaurata al computer

 L’arte del restauro è divenuta negli ultimi anni sempre più precisa e rispettosa delle caratteristiche chimiche dell’opera da ripristinare. Uno dei più famosi ed importanti interventi di restauro del ventesimo secolo fu quello della Cappella Sistina. Gli affreschi di Michelangelo presenti nella cappella ed in particolare quelli della volta e delle lunette, compreso Il Giudizio Universale e La Creazione di Adamo furono oggetto nel corso dei secoli di numerosi interventi ma il più famoso è appunto quelloche si svolse dal 1980 al 1994 il quale ha riportato alla luce colori a dir poco sfavillanti che hanno suscitato clamore ed in certi casi numerose critiche tra gli addetti al settore.

Lo storico James Beck asserì infatti che i restauri non restituivano le vere intenzioni di Michelangelo. Oggi con l’ausilio del computer gli interventi di restauro possono essere pianificati a tavolino mediante la digitalizzazione dell’opera da restaurare. Proprio questa tecnica ha permesso di ricostruire L’Ultima cena di Leonardo da Vinci, celebre affresco che si trova nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Leonardo iniziò a lavorarvi nel 1495 e la completò nel 1498 ma la tecnica usata e l’impiego di materiali organici determinò sin da subito un lento e progressivo degrado.

Tutta la meglio gioventù alla Galleria Comunale di Monfalcone

Venerdì 4 dicembre 2009 sarà inaugurata, presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, la mostra collettiva La Meglio Gioventù Ipotesi sul contemporaneo in Regione.

La Meglio Gioventù presenta il lavoro di 29 giovani artisti nati o residenti nel Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa nasce dalla rivista ARTE, il mensile di arte e cultura più diffuso in Italia, che dedica nel numero di dicembre uno speciale sul Friuli Venezia Giulia: Andrea Bruciati ed Eva Comuzzi hanno selezionato gli artisti costruendo una panoramica umana della creatività regionale.

Santiago Sierra dice NO a New York e ad Art Basel Miami

 La scorsa settimana i cittadini di New York saranno stati decisamente sorpresi quando all’uscita della metropolitana o passeggiando per le vie della città si sono ritrovati un camion con agganciato un cassone su cui era posta una scultura itinerante di Santiago Sierra. L’opera è costituita da sole due lettere che vanno a formare la parola NO, atto di dissenso generico che dopo lo stop a New York (e dopo aver già girato per tutta Europa) si dirigerà a sud verso Art Basel Miami.

Sierra ha inoltre ingaggiato una troupe cinematografica per documentare la scorribanda del suo NO attraverso le vie della grande mela. Durante la sua giornata newyorchese, l’opera di Santiago Sierra ha portato il suo deciso dissenso davanti al Palazzo delle Nazioni Unite e davanti al National Debt Clock, orologio-contatore posto sulla 44esima strada vicino Times Square che aggiorna i cittadini sull’ammontare del debito pubblico. La cifra sul contatore segna 14 trilioni di dollari e cresce di 10.000 dollari al secondo, il secco NO di Sierra si è stagliato ruvido e deciso contro il contatore, negando silenziosamente la spaventosa realtà a cui si trovava di fronte.

Jawbox – For Your Own Special Sweetheart

Ottavo anno di carriera per i Jawbox che tirano fuori questo For Your Own Special Sweetheart, una ristampa certo ma anche un buon motivo per riascoltare uno dei più bei dischi della band, dissonante, freddo e molto molto alt-rock di metà anni ’90 che per noi nostalgici è una vera delizia.

Un gigante a Roma? ma no! è Awakening di Seward Johnson

Avevamo parlato in un nostro precedente articolo di Seward Johnson e delle sue mirabolanti sculture che raffigurano personaggi estremamente reali che emergono dalla terra o riproduzioni di persone sedute su di una panchina, intente a leggere un giornale. Nell’articolo sottolineavamo anche la presenza opprimente di monumenti cittadini oggettivamente brutti in tutto il territorio nazionale. Si diceva inoltre che le sculture di Seward Johnson pur essendo delle opere basate sulla spettacolarizzazione e sulla copia di altri capolavori dell’arte ed infine pur essendo al di fuori del canonico circuito dell’arte, rappresentano una tipologia di arte pubblica che svolge un servizio essenziale e cioè quello di incuriosire gli spettatori che non masticano arte contemporanea e magari spingerli a visitare un museo per approfondire la conoscenza.

Insomma saranno pure sculture da Disneyland ma almeno sono meglio di quelle brutture eseguite da artisti raccomandati che spillano soldi ai contribuenti. Tanto abbiamo urlato che finalmente qualcuno deve essersi accorto di ciò visto che l’aiuola che contiene l’Obelisco di piazza G.Marconi in Roma è stata occupata dai primi di novembre dalla gigantesca scultura Awakening, opera del nostro beniamino Seward Johnson ed in prestito per i prossimi due mesi.

Omaggio a Garcìa Lorca all’Accademia Reale di Spagna a Roma

Giovedì 10 dicembre presso la Reale Accademia di Spagna di Roma verrà inaugurata la mostra Poesia degli occhi. Omaggio degli artisti italiani a Federico García Lorca, a cura di Otello Lottini.

Gli artisti italiani Alberto Abate, Ubaldo Bartolini, Matteo Basilé, Tommaso Cascella, Bruno Ceccobelli, Solveig Cogliani, Stefano Di Stasio, Paola Gandolfi, Elio Marchegiani, Vanni Rinaldi, Donatella Schilirò, sono stati invitati a ri-creare l’esperienza estetica degli undici Sonetti dell’amore oscuro (1935-1936) di García Lorca, lavorando con una dinamica interpretativa, in cui la coscienza creativa del presente si nutre del mondo poetico del passato, che, in questa occasione, si incarna in una delle più grandi voci del Novecento spagnolo ed europeo.

Kieron Williamson, essere artista a soli sette anni

 Lo scorso anno Kieron Williamson, un bambino di sette anni proveniente da Norfolk era alle prese con alcuni pastelli colorati. Il suo intento era quello di colorare alcuni dinosauri ed altri simpatici personaggi di un qualunque album da disegno. Oggi il piccolo artista ha venduto 16 acquerelli raffiguranti paesaggi inglesi per la sbalorditiva cifra di 17.000 sterline e tutto il Regno Unito parla di questo piccolo genio dell’arte. Il piccolo Kieron si è avvicinato alla pittura proprio lo scorso anno durante una vacanza in Cornovaglia. Kieron ha chiesto ai suoi genitori se potevano comprargli alcuni colori e dei fogli per disegnare una barca ormeggiata sulle riva.

In pochissimo tempo il ragazzino ha acquisito un incredibile talento ed una precisione nel descrivere minuziosamente il paesaggio circostante, tanto da essere accostato al giovane Pablo Picasso. Venerdì scorso alcuni dei suoi disegni sono stati esposti in una galleria di Norfolk ed in meno di 14 minuti sono andati letteralmente a ruba, alcuni collezionisti provenienti dal Giappone, dal Canada e dalla Germania hanno comprato tutta la sua produzione per la ragguardevole cifra che abbiamo già citato. Il talentuoso bimbo ha descritto il suo successo come brillante ed adesso ha in programma di farsi regalare dai suoi genitori un nuovo set di colori per Natale.