Carsten Nicolai – Unitxt Mirrored

La Galleria Lorcan O’Neill di Roma inaugura oggi Unitxt Mirrored, un’installazione audio-visiva specialmente creata da Carsten Nicolai per lo spazio di via della Lungara. Si tratta del primo progetto che l’artista tedesco ha sviluppato in collaborazione con la Galleria Lorcan O’Neill Roma. L’installazione occupa l’intero spazio espositivo ed è pensata per essere vista dall’esterno. Parte sonora e parte visiva possono essere fruite solo ponendosi di fronte alla vetrina che come una scatola magica dischiude la scena per lo spettatore attraverso un punto di vista definito.

Il progetto riprende il linguaggio audio-video codificato in UniTxt, lavoro discografico che Carsten Nicolai, sotto lo pseudonimo di Alva Noto, ha prodotto per l’etichetta raster-noton nel 2008. Il titolo Unitxt può essere letto come “unit extended” e si riferisce a un’unità di una griglia ritmica, oppure simultaneamente potrebbe significare “universal text”, e cioè riferisi a un linguaggio universale, come per esempio la matematica (le unità, le costanti, le misure), che viene rappresentato con la parola o con i codici nel suono stesso. L’aspetto visivo consiste nella proiezione di linee orizzontali colorate sempre in movimento e occupa tutta la parete dello spazio; esso è basato sulla manipolazione e modulazione di pattern generati da hardware e software da parte del segnale sonoro.

Il saluto infinito di Mariana Ferratto

Dal 25 febbraio The Gallery Apart ospiterà la mostra “Ciao”, la nuova personale di Mariana Ferratto. Si tratta dell’ultimo progetto dell’artista, elaborato, sviluppato e realizzato a Parigi nel corso del periodo di residenza dell’artista presso la Cité Internationale des Arts, dove è stata ospite per otto mesi nell’atelier messole a disposizione da Incontri internazionali d’arte, l’Associazione fondata e diretta con grande passione da Graziella Lonardi Buontempo.

Il progetto si sviluppa in due direzioni, un lavoro video e una serie fotografica composta da foto di scena. Il video propone una scena che si ripete milioni di volte in tutte le stazioni ferroviarie del mondo: una donna scende dal treno e si dirige verso un uomo che l’attende. Camminano uno in direzione dell’altra, sorridendo ed affrettandosi sempre più per abbreviare il tempo della promessa dell’incontro, finché si abbracciano felici.

Nina Fischer & Maroan el Sani – Impero dei segni

Lunedì 21 febbraio 2011, dalle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch presenta per la prima volta in Italia il lavoro degli artisti tedeschi Nina Fischer & Maroan el Sani. Saranno esposte per l’occasione otto fotografie di grande formato accompagnate da disegni e bozzetti che testimoniano la nascita, l’evolversi e lo svolgimento del loro progetto che ha avuto luogo al Palazzo dei Congressi di Roma.

In galleria verrà inoltre proiettato il film in HD, dall’omonimo titolo Impero dei Segni, creato dagli artisti durante le fasi di realizzazione del progetto espositivo. La mostra sarà preceduta da un talk con gli artisti che si terrà all’Auditorium del MAXXI di Roma, sabato 19 febbraio 2011 alle ore 17.00. Farà da moderatore Ludovico Pratesi.

Outsider Art Fair 2011, Art Brut e Naif a go go

George Peterson

Come ogni anno torna a New York la Outsider Art Fair e noi di Globartmag non potevamo non parlarne visto la nostra risaputa ammirazione nei confronti di chi crea arte fuori dalle regole. Come già accennato dallo storico d’arte australiano Colin Rhodes l’outsider artist: “non è per forza affetto da un qualche tipo di disturbo mentale o altre patologie ma un talento che crea al di fuori delle consone strutture della scena dell’arte”, un artista che molto spesso riesce a catturare l’affetto di pubblico e collezionisti, aggiungeremmo noi.

Ed infatti la fiera giunge quest’anno alla sua 19esima edizione nella location sulla 34esima strada di Manhattan (inaugurazione il prossimo 17 febbraio 2011). Quest’anno ad animare la fiera saranno presenti 33 gallerie che avranno le loro storie da raccontare. Nelle ultime edizioni inoltre, la fiera si è imposta al grande pubblico e va detto che dovrebbe essere annoverata tra le altre importanti manifestazioni di mercato internazionali.

Salvatore Arancio – Shasta

Giovedì 17 febbraio Federica Schiavo Gallery inaugura la mostra Shasta, prima personale a Roma di Salvatore Arancio. Nei tre spazi espositivi Arancio ha realizzato una nuova serie di opere che approfondiscono l’interesse e la ricerca continua dell’artista sull’idea di natura messa a confronto con la scienza, i miti e le leggende, introducendo un’esplorazione del mistico.

L’intervento nella prima sala, nato da un’interazione meditata con la struttura architettonica della galleria, presenta immagini geologico-scientifiche di repertorio, manipolate e reinventate dall’artista con l’intento di indurre una riflessione soggettiva su fenomeni naturali e proseguire l’interesse di Arancio per le rappresentazioni apocalittiche. Nella seconda sala, la video installazione a doppio schermo Shasta, originariamente girata su pellicola Super 8, trae ispirazione da una leggenda delle tribù dei nativi americani sulla creazione del monte Shasta in California.

Seppur con ragionevole ritardo sentivo di dover condividere con voi le mie impressioni a riguardo.

Sono passati troppi giorni perché la memoria italiana si ricordi, ma dal 3 al 6 febbraio a Milano è andata in scena la prima di The Affordable Art Fair, format internazionale che propone agli astanti opere d’arte al di sotto dei cinquemila euro. Un’idea decisamente attuale premiata infatti da più di diecimila visitatori e grandi vendite che han reso felici gli organizzatori, primo su tutti Marco Trevisan: colui che nei giorni precedenti all’evento ha condotto una campagna pubblicitaria serrata sulla sua persona parlando della fiera.

Questo sarà un articolo breve, solo qualche osservazione che avevo desiderio di condividere, la premessa, ci tengo, è che sono assolutamente favorevole a manifestazioni di questo tipo i cui intenti alla base sono encomiabili. Inoltre a corollario della fiera erano stati organizzati una serie di incontri e attività educative che manifestavano la volontà di presentare una proposta completa ed importante. Non avendo potuto parteciparvi però non posso dire se in quel frangente abbiano fatto centro.

Street art indonesiana a Milano

Primo Marella Gallery di Milano inaugura il 16 febbraio al pubblico europeo “The Alleys of a City Named Jogya”, una grande mostra collettiva dedicata alla Street Art Indonesiana. L’intento della mostra è quello di portare in Europa una selezione di dipinti e opere tridimensionali che esemplificano gli sviluppi più recenti di questa tendenza artistica, combinando in modo chiaro ed efficace elementi tratti dalla sottocultura urbana Indonesiana e riferimenti al mondo dei cartoon e della musica che tanto hanno influenzato i giovani artisti di questa generazione.

Gli artisti presenti in mostra, selezionati con l’aiuto del curatore Jim Supangkat, combinano una forte coscienza sociale e un serio impegno per il loro mestiere con un’estetica audace e un umorismo pungente, presentando i loro progetti in un contesto tale da garantire allo spettatore un’esperienza coinvolgente ed entusiasmante.

Due mostre alla Galleria Massimo De Carlo di Milano

Il 15 febbraio 2011 la Galleria Massimo De Carlo di Milano inaugura due mostre: la personale di Piotr Uklanski e la collettiva Are You Glad to Be in America?. Uno degli artisti storici della galleria, torna a Milano presentando dei nuovi lavori su tela. Ispirandosi al “tie and dye”, una tecnica molto antica di tinteggiatura che prevede la creazione di nodi sui tessuti e la conseguente penetrazione o meno del colore, Piotr Uklanski espone sette grandi lavori per la prima volta in Italia.

Piotr Uklanski sperimenta ancora su formati, tecniche e supporti differenti. E questo nuovo ciclo di opere, tappa più recente nella produzione dell’artista, riflettono sul significato della pittura e sul gesto del dipingere: generalmente si parla di pittura quando pigmenti vengono applicati su una superficie per realizzare segni e figure; invece, nel caso dei lavori di Piotr Uklanski, è fondamentale non la saturazione quanto la decolorazione, lo sbiancamento di alcune parti di colore già steso, attraverso reazioni chimiche fra i liquidi e la tela colorata su cui vengono versati. In questo modo i lavori si posizionano a metà fra casualità e precisa volontà dell’artista.

Il viaggio filosofico e spirituale di Moataz Nasr

Galleria Continua di San Gimignano il 12 febbraio inaugura The Other Side of the Mirrow, la nuova mostra personale dell’artista egiziano Moataz Nasr. Considerato tra i maggiori esponenti dell’arte pan-araba contemporanea, Moataz Nasr concepisce questa mostra come un vero e proprio viaggio filosofico e spirituale, invitandoci a meditare sul senso delle cose e del vivere insieme. Un canto corale, un inno alla compassione, come chiave di accesso alla conoscenza, come luce che illumina il percorso, e all’amore, come abolizione di frontiere e di pregiudizi; elementi questi che l’artista formalizza rielaborando le più diffuse icone del mondo islamico fino a trasformarle in nuovi significanti estetici globali, astrazioni simboliche aperte a molteplici letture.

L’esposizione si sviluppa tra la platea, i balconi e il palcoscenico dell’ex cinema-teatro disegnando metaforicamente un percorso teso all’elevazione spirituale. The Other Side of the Mirrow è la video installazione che dà il titolo alla mostra. L’altro lato dello specchio è il mondo che l’artista ci invita ad esplorare. Uno spazio che crediamo inaccessibile soltanto perché non ci siamo dedicati a decifrarne il meccanismo. L’altro lato dello specchio è la matrice dell’uomo, è la volontà di riconoscere se stessi, è quella possibilità che utopie e sogni tengono viva, ma è anche una dimensione della mente che se era innata, una volta, nel bambino, è per l’uomo adulto qualcosa da recuperare solo dopo un percorso di riconoscimento nella propria coscienza.

Mona Hatoum vince il Joan Mirò Prize 2011 mentre una sua opera è in mostra a Londra

L’artista di nazionalità britannico-palestinese Mona Hatoum è stata dichiarata vincitrice del  Joan Miró Prize edizione 2011. Questo prestigioso premio che ammonta a 70.000 euro viene concesso ogni due anni, durante una grande cerimonia che si svolge presso l‘auditorium Fundació Joan Miró a Barcellona. Mona Hatoum riceverà l’ambito riconoscimento, e sopratutto i soldini il prossimo 7 aprile ed a seguire l’artista sarà ospitata dalla fondazione nel corso di una mostra che rimarrà in visione fino al giugno 2012.

La giuria ha preso la sua decisione all’unanimità, affermando che Mona Hatoum “ha aperto la strada alle pratiche artistiche di natura non occidentale pur evidenziando i collegamenti tra cultura occidentale e transnazionale, tra eventi politici e culturali. Grazie a Mona Hatoum, il mondo dell’arte è diventato più aperto e meno egocentrico, un processo che è ancora in espansione ed in consolidamento. L’impegno dell’artista nei confronti del rispetto dei valori umani e di tutte le culture e le società, incontra l’impegno di Miró”.

Laurina Paperina allo Studio Trisorio di Roma

Venerdì 11 febbraio alle ore 19 allo Studio Trisorio di Roma saranno presentate le animazioni video di LAURINA PAPERINA How to Kill Laurina Paperina, presentato per la prima volta in Italia dopo la Biennale di Lione, i primi cinque episodi della serie How to Kill the Artists e The Great Ratzinger.

In How to Kill Laurina Paperina e How to Kill the Artists, Laurina Paperina si prende gioco di se stessa e dei più noti artisti contemporanei con ironia dissacrante. Una serie di video-animazioni narrano la sua ipotetica morte e quelle di artisti ormai arrivati all’apice del successo e osannati dalla critica. Il tratto di Laurina Paperina rimanda da una parte alla tradizione del disegno dei libri illustrati per bambini, dall’altra al fumetto e, per certa verve comica e capacità di critica, anche al grande fenomeno popolare dei cartoons americani di satira; ma Laurina Paperina si diverte ad estremizzare il racconto fino allo splatter, con sbrandellamenti di corpi e fiotti di sangue. I suoi lavori evocano i linguaggi che germinano dal mondo di internet, della televisione e del cinema horror degli anni ottanta e novanta.

Andrea Chiesi – Io rifletto

Guidi&Schoen Arte Contemporanea di Genova inaugura il 10 febbraio il nuovo progetto dell’artista modenese Andrea Chiesi. Chiesi espone un nuovo ciclo di dipinti su tela sui quali ha lavorato nell’ultimo anno. Dopo la personale da Nohra Haime a New York l’artista ha compiuto, durante un lungo soggiorno americano, una serie di viaggi lungo la costa est degli Stati Uniti (Philadelphia, Boston, Beacon, Providence, Washington…).

Come di consueto l’artista ha scattato una serie di immagini dell’area. Successivamente nel dipingerli li ha ricostruiti, modificando le costruzioni, lavorando per sottrazione, oppure all’opposto intensificando le linee, spingendo la prospettiva oltre una soglia che pare infinita, con una rigorosa insistenza a metà strada tra la pratica zen e l’ossessione maniacale.

Kinetica, una fiera in bilico tra arte e scienza a Londra

Tomomi Sayuda

Art Basel è senz’altro una manifestazione fieristica celebre e prestigiosa, gli espositori fanno a pugni per entrare al suo interno e gli artisti non vedono l’ora di portare una loro opera fra gli stand. Anche Frieze come Artissima Torino e Artefiera Bologna sono fiere molto amate da pubblico, collezionisti e semplici appassionati. Bisogna però ammettere che nessun’altra fiera al mondo è appassionante quanto Kinetica Art Fair, manifestazione in bilico tra arte e scienza che si è svolta dal 4 al 6 febbraio all’Ambika P3 Gallery di Londra.

Esperienze audiovisuali, tecnologia, forme mutanti, robotica, teorie quantistiche e new media art, tutto fa brodo in questa fiera che ha forse il pregio di riportare la meraviglia ed il gusto per la sorpresa all’interno del dorato mondo dell’arte contemporanea. Tra i tanti espositori e visitatori presenti tra i padiglioni, la fiera ha presentato un programma di eventi collaterali a cui ha partecipato anche il controverso artista Stelarc, quello che si è fatto impiantare un orecchio dentro l’avambraccio, per intenderci.

Tea Mäkipää – Domesticated Nature

La z2o Galleria è lieta di presentare per la prima volta in Italia l’artista finlandese Tea Mäkipää, con una mostra monografica a cura di Claudia Löffelholz nello spazio della galleria a Roma, dal titolo Domesticated Nature, e con la presentazione dei suoi lavori ad Art First Bologna 2011 (27 – 31 gennaio 2011) in collaborazione con il Comune di Bologna ed Arte Fiera, la più importante fiera italiana di arte contemporanea. Questo progetto pubblico, curato da Julia Draganovic, è un itinerario esclusivo nella città con le installazioni site specific di 20 artisti.

Tea Mäkipää è famosa nel mondo per le sue enormi installazioni e per gli importanti progetti d’arte pubblici ed il suo lavoro è caratterizzato da una critica incisiva dello stile di vita della civiltà occidentale. La sua prima mostra monografica in Italia presso la z2o Galleria che inaugura il 18 febbraio propone due grandi fotografie panoramiche su parete combinate in una suggestiva installazione site specific.