I Vorticisti alla Peggy Guggenheim di Venezia

E’ stata inaugurata ieri per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata al Vorticismo, movimento che nacque in Inghilterra agli inizi del ‘900. Caratterizzato da uno stile figurativo astratto che coniugava forme dell’era meccanica con l’energia suggerita dal vortice, il Vorticismo emerse a Londra in un momento in cui la scena artistica inglese era stata scossa dall’avvento del Cubismo francese e del Futurismo italiano. Pur assimilando elementi da questi due movimenti, il Vorticismo definì un proprio stile, caratterizzandosi come un breve ma cruciale movimento modernista negli anni della Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

La mostra presenterà circa 100 opere, che includono quadri, sculture, opere su carta, fotografie e stampe, di noti artisti come Percy Wyndham Lewis, Edward Wadsworth e Henri Gaudier-Brzeska. L’esposizione rappresenta il primo tentativo di ricreare le tre mostre vorticiste, allestite durante la prima guerra mondiale, che contribuirono a far conoscere a un pubblico anglo-americano l’estetica radicale di questo gruppo. La Collezione Peggy Guggenheim rappresenta la seconda tappa di questa mostra itinerante, inaugurata al Nasher Museum of Art, Duke University, Durham, NC (30 settembre 2010 – 2 gennaio, 2011) e che terminerà il proprio percorso al Tate Britain di Londra (14 giugno – 4 settembre, 2011).

Fluxus Biennal è la volta di Nam June Paik

Nam June Paik (Seoul 1932-Miami 2006), figura chiave non solo di Fluxus ma di tutta l’arte contemporanea, è dedicata la quarta mostra della Fluxus Biennial. Conosciuto come il padre della video-arte è stato un pioniere nell’elaborazione elettronica delle immagini, influenzando la ricerca artistica fino ad oggi. La mostra, allestita in AuditoriumArte a Roma, si inaugurerà il 28 gennaio e resterà aperta al pubblico fino al 13 marzo 2011.

Le due opere principali esposte sono le videoinstallazioni “Homage to Pythagoras” e “Cage in Cage”, la prima un tributo a uno dei padri della razionalità occidentale, la seconda un omaggio all’amico John Cage, genio musicale e sponda di un serrato dialogo culturale tra Oriente e Occidente. Così è Nam June Paik, artista ponte tra misticismo orientale e concretezza occidentale, uno sciamano del video che ha saputo trasformare i simboli della cultura orientale in paradigmi di un mondo lontano oggi riempito dalla una cultura di massa che tende ad omogenizzare le differenze.

E’ dedicato all’infanzia il nuovo numero di DROME magazine

DROME magazine ci conduce in un viaggio a ritroso nel tempo che ci porta fino all’infanzia, fino all’arte del possibile e del senso non finalizzato, dell’incredibile e dello stupefacente, per un numero che, come i bambini, pone tante domande e si diverte nel suggerire qualche risposta.

Ecco qualche passaggio in ordine sparso. La copertina di Jacqueline Roberts, ultima scoperta di DROME in fatto di fotografia, catapulta nella Spagna di Velázquez e delle corti, con l’incanto di una menina contemporanea che ne raccoglie gli intenti, sorella delle altre fanciulle fuori dal tempo che popolano il numero: le novelle eroine di miti e leggende di Marie Hendriks, o le indimenticabili protagoniste delle fiabe di Andersen nella parte moda, dove i redazionali sono veri e propri progetti artistici. Ma le narrazioni dei più giovani non sono sempre rassicuranti, anzi.

La Triennale di Milano dedica una grande mostra al Graphic Design

 Triennale Design Museum ha inaugurato ieri Graphic Design Worlds, una grande mostra dedicata al graphic design internazionale, a cura di Giorgio Camuffo. Triennale Design Museum porta avanti in questo modo un percorso di ricerca, analisi e valorizzazione del design contemporaneo, iniziato nel 2007 con The New Italian Design, ricognizione sulla nuova e giovane creatività italiana, allargando il proprio sguardo al panorama internazionale e ai suoi rapporti con quello italiano. Il graphic design è una disciplina che sta vivendo un periodo di particolare fervore e cambiamento, espresso anche dal maturare, negli ultimi decenni, di uno specifico discorso critico.

Impegnati nella configurazione dell’universo comunicativo in cui siamo immersi, attivi a diverse scale e dimensioni, traduttori ma anche costruttori partecipi di relazioni e conoscenze, i graphic designer disegnano un territorio in continua trasformazione, che offre interessanti prospettive per comprendere gli sviluppi della cultura e della società contemporanee. Necessariamente in dialogo con differenti settori e discipline (arte, musica, moda, cinema, architettura ecc.), il graphic design è anche sempre più proteso a elaborare e assumere posizioni critiche, sia rispetto al mondo sia rispetto ai propri strumenti e obiettivi.

Pronti ad avere uno shock con Robert Gligorov?

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta dal 26 gennaio al 15 febbraio 2011 con ingresso gratuito, la mostra Termination Shock 03 di Robert Gligorov, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in collaborazione con BND Art Promotion.

“Shock. Che cos’è uno shock? – ha commentato l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – È un trauma, un incidente, un’interruzione, uno stato mentale, un…’emozione improvvisa e violenta, una reazione organica indotta da uno stimolo esterno, confusione. Oggi, tuttavia, shock è anche altro: una “news”, un’ultima ora. E da qui Robert Gligorov ci conduce a un ripensamento della società mediale. Artista, performer, musicista, attore unisce sperimentazione e provocazione dell’arte contemporanea per sollevare domande inevase e interrogativi inaspettati sulla realtà, i rapporti, il potere, le icone del nostro immaginario”.

Secondo quarto di luna all’Hangar Bicocca di Milano

Prosegue con il secondo quarto lo sviluppo del progetto Terre Vulnerabili che segna la direzione artistica di Chiara Bertola all’HangarBicocca, contrassegnata dal tema della vulnerabilità. Un progetto fortemente innovativo, sia nel suo farsi – gli artisti prescelti hanno partecipato a vari incontri a partire dal settembre 2009 condividendo il proprio lavoro, modificandolo o trasformandolo per accordarlo agli altri e realizzando opere significative e site specific o comunque ripensate per lo spazio di HangarBicocca – sia nella modalità di esposizione – si tratta, lo ricordiamo, di quattro mostre che coprono un periodo di sette mesi, in quattro fasi come quelle lunari, (le altre seguono a marzo e aprile) per un totale di trenta artisti internazionali ed altrettante opere.

La seconda mostra che inaugura il 2 febbario vede la presenza di altri otto importanti artisti, di nuovo personalità molto diverse tra loro, con lavori differenti per dimensioni e materiali, alcuni di forte impatto emozionale, altri più concettuali; in tutti il concetto di vulnerabilità è declinato in modo sottile e personale. I loro lavori vanno ad aggiungersi a quelli degli artisti del primo quarto, seguendo l’idea di un terreno fertile che “germoglia”, cresce nel tempo e modifica la visione di quanto esposto precedentemente.

Premio Furla 2011

Nato da un’idea di Chiara Bertola nel 2000 a Venezia alla Fondazione Querini Stampalia, il Premio Furla si è sviluppato nel corso di otto edizioni arrivando a essere il premio italiano di eccellenza a sostegno dei giovani artisti contemporanei. Il Premio si pone ormai come una tappa fondamentale per il confronto con l’estero da parte di numerosi artisti italiani, grazie alla capacità dei suoi organizzatori di costituire una rete istituzionale di contatti con critici d’arte, curatori, direttori di musei e centri d’arte di prestigio internazionale.

Dal 2009 il Premio Furla si è rinnovato con un format mirato a rafforzare il sostegno alla creatività puntando sulla formazione e sulla produzione di nuovi lavori da parte degli artisti selezionati. Oltre alla possibilità di studiare e lavorare all’estero in una residenza d’artista, il vincitore sarà, infatti, invitato a realizzare un’opera finanziata dalla Fondazione Furla e destinata alla fruizione pubblica attraverso la concessione in comodato al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. L’opera del progetto vincitore sarà presentata in anteprima presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia nel giugno 2011, in concomitanza con la 54. Biennale di Arti Visive.

Il Terzo Inverno. Brevi racconti sul naufragio di Zaelia Bishop

Il cuore è uno specchio ustorio; a volte noi siamo il fuoco dell’altrui specchio e altre volte per alcuni siamo la superficie riflettente. È, questa, una delle verità smarrite nell’eterna stagione di crudeltà che è la fanciullezza, secondo Zaelia Bishop (Roma, 1977). Sulle friabili fondamenta di una stagione votata alla breve seduzione di una fiamma si costruiscono le immaginifiche architetture della ricerca dell’artista, popolate di nodi di storie e perturbazioni di personaggi, osservati nelle sbiaditure di un immobile travaglio.

Un tentativo di tradire narrazioni, biografie reali o fittizie, nostalgie di martirio e ambizioni orlate di affilata necessità è arroccato fra le rovine che si aggregano nella mostra Il Terzo Inverno. Brevi racconti sul naufragio di Zaelia Bishop, a cura di Francesco Paolo Del Re, che inaugura il 17 febbraio a partire dalle ore 19.00 ed è ospitata dal 18 febbraio al 14 aprile negli spazi della Galleria Ingresso Pericoloso di Roma.

Arianna Carossa – Mi sei mancata fino a ieri

Giovedì 10 febbraio 2011, dalle ore 18.30, presso la galleria CHANGING ROLE/Napoli, inaugura la mostra “mi sei mancata fino a ieri”, personale di Arianna Carossa a cura di Alessandro Facente. Il progetto si sviluppa intorno all’installazione di una palma precedentemente abbattuta che l’artista recupera ricomponendone i pezzi giocando sull’eliminazione del topos. L’intervento è sull’innata perfezione della natura, mostrandone un’altra sulla logica dell’imperfezione in cui l’intervento installativo riscatta la brutalità di quello umano.

La suggestione di base è la perfezione del logos hegeliano, secondo cui l’idea è lo svolgimento di una verità (essere in sé) che si aliena fuori di sé (essere fuori di sé) e si ricompone uscendo da questa condizione per ritornare a sé come spirito (essere in sé per sé). Partendo da questo, Carossa, ricostruisce una nuova struttura che si svolge nella perfezione del suo spirito dando vita ad una produzione che evolve rispetto alle prime sperimentazioni in due atti degli oggetti e le foto (ricordi) ad essi connesse. In questo caso la memoria dell’oggetto (la palma) si risolve nell’unico atto della sua ricomposizione. Alterando la natura, prima destrutturata e poi ricomposta, diventa una forma perfetta meramente contemplativa lontana da fallibilità ed errore, dove la trasgressione al grande sistema/natura si cristallizza nella sua rinascita.

SE UN GIORNO D’INVERNO UN VIAGGIATORE…

15 sono le location della 6a edizione di Bologna Art First, 22 gli artisti e il protagonista principale è, come nel romanzo postmoderno di Italo Calvino del 1979, il fruitore che può crearsi un percorso personalizzato. Il “tema” della mostra non è un tema, ma l’invito ad accettare che anche molteplicità e diversità possono essere coerenti. Ogni artista partecipante si è confrontato sia con il background storico-culturale e il contesto architettonico sia con la situazione attuale del “suo” spazio espositivo.

Le opere presentate sono scelte per il loro potenziale di creare un dialogo con la location: Antony Gormley sospende “Feeling Material” davanti alla Cappella dell’Archiginnasio, Sissi recontestualizza le sue ceramiche posizionandole nella Cappella Tremlett dove ottengono un significato quasi reliquario, Stefano Bombardieri posiziona il suo “Pozzo Petrolifero” in incessante movimento al centro della Piazza de’ Calderini rendendolo praticamente simbolo della ricerca creativa, ma non sempre effettiva, di nuove risorse nell’era della crisi finanziaria, Paolo Icaro si confronta con la municipalità bolognese esponendo la sua interpretazione contemporanea dell’antico sistema urbanistico romano nel cortile di Palazzo d’Accursio.

CERES4ART: il premio dei giovani artisti

Ritorna per il quarto anno consecutivo Ceres4Art, il grande contest artistico nel quale i talenti emergenti del panorama artistico italiano si sfideranno a colpi di pennello, matita, scalpello, cinepresa, fotocamera per rappresentare l’universo Ceres: la birra che popola le notti metropolitane dei giovani vuole conoscere e premiare proprio i giovani che meglio sapranno leggere e interpretare la contemporaneità fatta di musica, divertimento e irriverenza con quella refreshing creativity che ha sempre affascinato Ceres, e che da essa è affascinata.

Se hai tra i 18 e i 35 anni e vuoi esplorare secondo la tua personale prospettiva il mondo Ceres, inteso come espressione di una generazione e di una cultura non convenzionale, invia il tuo curriculum e le tue opere più significative tramite il sito: una commissione presieduta dal critico d’arte Luca Beatrice selezionerà i 20 finalisti che dovranno rappresentare, secondo la tecnica prescelta, l’immagine e la percezione di quella che ormai è un’icona del loro mondo.

RES PUBLICAE, videoarte spagnola nel project space di cura

cura. presenta il 20 gennaio dalle ore 20:00 alle 23:00 nella sua project space di Roma (via Nicola Ricciotti 4) RES PUBLICAE. Intervenciones del capitalismo en el videoarte español actual, film programme curato da José Luis Corazón Ardura con opere di Josechu Dávila, Democracia, Chus García-Fraile, Psjm, Avelino Sala, Rubén Santiago, Pelayo Varela.

RES PUBLICAE è una mostra di videoarte che raccoglie gli ultimi lavori di alcuni importanti artisti spagnoli, con l’intento di chiarire quale sia la posizione dell’arte nello spazio politico delle città contemporanee, una scommessa che pondera la rilevanza dell’esplorazione delle difficili relazioni tra arte e politica da un punto di vista riflessivo.

London Art Fair, la più grande vetrina britannica d’arte moderna e contemporanea del Regno Unito

London Art Fair, la più grande vetrina britannica d’arte moderna e contemporanea del Regno Unito, apre nuovamente al pubblico all’Islington Business Design Centre di Londra dal 19 al 23 gennaio 2011. La Fiera festeggia i suoi 23 anni  e con l’occasione riunisce oltre un centinaio di importanti gallerie inglesi, con unici progetti di arte e una vetrina di fotografia contemporanea, il tutto selezionato da una giuria specializzata.

Brevi Highlights della Fiera 2011: La sezione principale della fiera include oltre 100 gallerie d’arte moderna e contemporanea tra le migliori sulla piazza. La Fine Art Society porterà in fiera un’illustrazione originale di Christopher Wynne Nevinson prodotta per il magazine Blast durante la prima guerra mondiale, si tratta di un’immagine vorticista ritrovata l’anno scorso in un deposito negli Stati Uniti. Tra le gallerie di arte contemporanea di quest’anno segnialiamo Vegas Gallery, Bartha Contemporary, Foley Gallery, Charlie Smith e Danielle Arnaud.

COSA VOSTRA. L’arte del presente è l’anima del futuro: nutriamola

AMACI, alla luce dei tagli alla cultura previsti dalla Finanziaria 2011, promuove una campagna di sensibilizzazione pubblica a sostegno dell’arte contemporanea attraverso la realizzazione di undici “manifesti” proposti da undici artisti italiani. Carla Accardi, Stefano Arienti, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Marisa Merz, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi e Francesco Vezzoli hanno risposto all’invito mettendo le loro creazioni a sostegno dell’arte del nostro tempo.

“COSA VOSTRA. L’arte del presente è l’anima del futuro: nutriamola”. Questo è il titolo scelto per la campagna promossa dall’AMACI con la quale i musei associati hanno voluto ribadire al pubblico la natura collettiva del patrimonio e della produzione artistica nazionale. L’arte contemporanea è l’anima del futuro perché, con la sua capacità di offrire nuovi scenari e nuove prospettive, rappresenta uno stimolo costante alla creatività degli italiani e all’innovazione sociale ed economica.