Bill Viola per Villa Panza. Reflections

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano rende omaggio all’artista internazionale simbolo della video art Bill Viola con la mostra Bill Viola. Reflections nella prestigiosa sede di Villa e Collezione Panza a Varese dal 12 maggio al 28 ottobre 2012.

Le dodici videoinstallazioni in mostra documentano la ricerca artistica di Bill Viola dalla metà degli anni Settanta a oggi e sono state pensate e scelte dall’artista appositamente per Villa Panza, celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50. I lavori di Viola dialogheranno, quindi, in una “affinità elettiva” con l’humus della collezione di Giuseppe Panza, in un progetto che trasformerà lo spazio espositivo delle Scuderie e di un’ala del primo piano della Villa in un percorso di spiritualità, un viaggio tra luce, colore e misticismo.

Epipedon, una diversa percezione della scultura

La Galleria CO2 di roma inaugura il 21 marzo Epipedon, una mostra a cura di Ludovico Pratesi. Epipedon riunisce dodici artisti italiani delle ultime generazioni Salvatore Arancio, Francesco Arena, Francesco Barocco, Sergio Breviario, Chiara Camoni, Francesco Carone, Giulio Delvè, Ettore Favini, Francesco Mernini, Marco Morici, Giovanni Oberti e Luca Trevisani, chiamati a riflettere sulla possibilità di una diversa percezione della scultura, non più osservata a 360 gradi o dal classico punto di vista di una persona di media statura.

Ogni artista coinvolto nel progetto ha, infatti, lavorato sul concetto di traslazione della linea dell’orizzonte, per offrire allo spettatore un panorama sensibilmente visionario, modificando così la collocazione dell’opera nello spazio, secondo un assunto già messo in atto dal maestro Giorgio de Chirico nel celebre quadro “Le Muse Inquietanti”. Il capolavoro, dipinto a Ferrara nel 1918, pone l’osservatore a una distanza ravvicinata con due manichini e una serie di oggetti misteriosi dispersi nello spazio prospettico, posti sopra un piano inclinato composto da travi in legno parallele. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a un paesaggio asettico basso e surreale che riproduce il Castello Estense contornato da fabbriche e torri.

HangarBicocca si rinnova

HangarBicocca riapre le porte ai visitatori l’11 aprile 2012, dopo una temporanea sospensione delle attività, con spazi rinnovati, una nuova immagine e due originali progetti espositivi: NON NON NON, la prima retrospettiva dedicata agli artisti visivi Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, interpreti indiscussi della cultura artistica del XX e XXI secolo, e una inedita versione della celebre installazione Shadow Play di Hans-Peter Feldmann, artista tedesco tra i più accreditati al mondo.

I quindicimila metri quadrati di HangarBicocca offriranno aree più funzionali per le attività espositive e culturali: dal nuovo spazio dedicato ai bambini alla parete multimediale interattiva, dall’area polifunzionale per workshop e conferenze al rinnovato ristorante-caffetteria. Come luogo di respiro internazionale per la produzione e l’esposizione di arte contemporanea, HangarBicocca si apre maggiormente, dunque, alle esigenze del territorio, con programmi rivolti a un pubblico ampio, da coinvolgere in iniziative collegate all’arte.

L’Horror di serie B non è più di serie B

 

C’era una volta la Hammer Film Production, una casa di produzione cinematografica fondata nel 1934 che di fatto ha scritto la storia del B movie. Film di serie B o peggio ancora, la Hammer ne ha prodotti a centinaia, sfornando capolavori dell’Horror e dello Sci-Fi come La maschera di Frankenstein, Dracula il Vampiro e La Mummia. Per la Hammer, Christopher Lee interpretò sette volte il ruolo di Dracula e Peter Cushing 6 volte quello di Viktor Frankenstein.

 Erano Horror diversi da quelli di oggi, meno splatter e meno violenza. Un terrore fondato sull’idea del mostro piuttosto che sull’ostentazione di quest’ultimo. Ma la Hammer non è stata certo l’unica grande produttrice di B Horror Movies. Che dire di Roger Corman, storico regista autore di capolavori come La piccola Bottega degli orrori  e di una serie di film dedicati ai racconti di Edgar Allan Poe come Il pozzo ed il Pendolo,  Il Corvo ed altre memorabili pellicole che hanno visto Vincent Price nel ruolo di grande mattatore.

Arte e copyright, un bus a due piani nel centro del mirino

Come si diceva nel nostro articolo di ieri, l’artista ruba. Ovviamente si tratta di un furto visivo e concettuale, l’artista ruba attimi di esperienza umana, estetiche e meccaniche creative, impasta tutto all’interno del suo substrato emozionale per poi creare qualcosa di totalmente diverso. Eppure qualcuno rubacchia davvero, ne sa qualcosa il povero Patrick Cariou, vittima di una scopiazzatura portata a termine da nientemeno che Richard Prince.

 Ma la giustizia terrena esiste e come molti di voi sapranno, Prince è stato condannato a risarcire il furto di immagini perpetrato ai danni di Cariou. Il caso ha aperto nuove prospettive (allarmanti per qualcuno) per quanto riguarda i diritti d’autore. Come se non bastasse proprio in questi giorni un giudice inglese ha emesso un’ulteriore sentenza che ha già sollevato numerose e roventi polemiche.

PREMIO “PORTALI DELLO SCOMPIGLIO”#1, Bando di concorso per la scelta, l’esecuzione e l’acquisto di tre opere d’arte da collocare presso la Tenuta Dello Scompiglio

L’Associazione Culturale Dello Scompiglio, con sede nella Tenuta Dello Scompiglio promuove il Premio “Portali Dello Scompiglio”#1. Il premio, aperto a tutti gli artisti di qualsiasi nazionalità, età, qualifica o curriculum, prevede la selezione di dieci progetti finalisti, un evento espositivo e tre premi in denaro per un valore complessivo di € 22.500. I temi degli alberi, dei portali e dell’acqua scandiscono e pervadono tutto il paesaggio Dello Scompiglio, creando diversi accenti dentro di una musicalità costante e differenziata.

La percezione di questo paesaggio stimola la lettura della stratificazione del tempo, della sedimentazione dell’azione umana, della complementarietà e interazione di natura e storia. In particolar modo, lo spazio della Tenuta Dello Scompiglio si articola attraverso una serie di portali accennati che cadenzano il paesaggio, modulano gli spostamenti e tracciano molteplici percorsi e zone di transizione fra il bosco, l’agricoltura e l’architettura paesaggistica. Una successione di portali, configurati secondo esigenze contraddittorie e a volte conflittuali tra l’equilibrio della natura e gli interventi funzionali all’attività umana, sia essa colturale o culturale, che si vogliono evidenziare attraverso installazioni di arti visive in grado di leggere e interpretare la loro disposizione.

Austin Kleon e i 10 consigli agli artisti

Fare l’artista non è certo cosa semplice. Una formula giusta per il successo non è stata ancora inventata, quindi l’unica via possibile è quella dell’impegno, dello studio e della fatica. Eppure ogni tanto qualcuno ci prova ad elargire consigli, seri o semiseri che siano, noi non possiamo far altro che documentarvi con il beneficio del dubbio.

L’ultimo, in ordine di tempo, a provare a dar consigli è l’artista Austin Kleon che ha praticamente stilato un vero e proprio libro – decalogo zeppo di consigli per i giovani artisti. La pubblicazione prende il nome di Steal like an artist. In men che non si dica i concetti fondamentali del libro hanno cominciato a girare su moltissimi blog

Letture di Difesa: Dialogo nel vuoto: Beckett e Giacometti

“Leggo per legittima difesa.” (Woody Allen)

 Contrariamente al nocciolo più profondo del surrealismo, da cui pure Giacometti trae linfa e spunti, nelle sculture dello svizzero il nodo più importante non è la “sovra-realtà”, la surrealtà che trascende e cerca nuovi legami, nuove aperture, nuovi mondi.

Qualcosa qui vuole rimanere ancorato al mondo com’è, vuole che si combaci la rapprentazione alla vita o che la si testimoni. Il contatto con la realtà non è cercato nella perfetta somiglianza ma nel barlume dello sguardo, nella condizione, nello stile: qualcosa che si avvicina più alla scultura egiziana o alla pittura medievale bizantina che non al realismo o al rinascimento.

Giovedì difesa: Black mirror

Devo ammetterlo. Inizio a pensare che Charlie Brooker, classe 1971, sia veramente un autore di alto livello.

Avevo già tessuto le lodi di Dead set proprio in questa rubrica. Una serie horror che mescolava il Grande Fratello con George Romero raggiungendo livelli di tensione, di parodia, di sarcasmo assolutamente interessanti.

Black mirror fa di più. Ci porta in un futuro “specchio nero” di noi.

Video arte? Bella, ma il museo non ha i proiettori

La video arte è bella, la video arte piace a tutti e tutti vorrebbero averla all’interno di una grande manifestazione. Cosa sia in realtà questa video arte non lo sa nessuno, nessuno sa dove trovino dimora i limiti e le possibilità di questa meravigliosa tecnica ma vuoi mettere ad aver un bel video o magari tre all’interno della tua mostra museale.

Qui però arrivano i dolori, come vogliamo proiettarli questi video? Con un bel proiettore direte voi. Bene, la maggior parte dei musi italiani non dispone di strumentazioni tecniche adatte per la video proiezione “a regola d’arte” delle opere presentate e qualora disponesse di tali. Un proiettore con ANSI Lumen degno di questo nome con decentramento ottico motorizzato ed altre caratteristiche tecniche professionali costa uno sproposito, a questo si dovrebbe aggiungere il costo di lettori per la riproduzione ed apparecchi per il suono.

Quando la videoarte brilla….di luce propria

arsprima prosegue il proprio sostegno a favore della divulgazione e conoscenza della video arte ospitando alla Nur gallery di Milano a partire dal 21 marzo e per un totale di 3 serate (18 aprile e 23 maggio, sono le date successive) una rassegna a cura di Alessandro Trabucco con 13 video dedicati alla luce di 13 artisti del panorama contemporaneo.

Non a caso si è scelta la tematica della luce per una sala di progettazione e sperimentazione che porta il nome arabo di Nur, che significa appunto “luce”. Gli artisti presenti in rassegna, in ordine di presentazione dei rispettivi video, saranno: Isobel Blank , Elisabetta Di Sopra, Umberto Corni, Jessica Iapino, Leonardo Genovese, Silvia Camporesi, Irina Gabiani, Silvio Giordano, Alessia De Montis, Silvia Serenari, Andrej Mussa, JOYKIX, Francesca Arri.

Ritorno al futuro al Castello di Rivoli

Dal 16 al 18 marzo si terrà al Castello di Rivoli un tavolo di lavoro che proverà a fare il punto sullo stato delle arti a Torino, con una ricognizione storica interdisciplinare che parte dagli anni Ottanta. Si ripercorre il passato per parlare dell’oggi e immaginare il futuro. Una memoria necessaria per ritrovare e capire l’identità della scena artistica torinese e le sue ipotesi strategiche per il futuro. Per essere di nuovo una massa critica consapevole.

“Ritorno al futuro” è un tavolo con molti relatori, che non vuole essere esaustivo, che dichiara già la sua natura limitata, i suoi buchi. Ma è anche un work in progress partecipato da tutti coloro che vorranno venire a condividere il confronto, per primi gli artisti, a portare il loro importante frammento personale di sguardo, esperienza, riflessione. Un lavoro che si dovrà fare tutti insieme, in cui nessuno è escluso. Ma anzi, invitato.

Hernan Bas e il fagottone Louis Vuitton

Avete presente il classico fagotto? Stiamo parlando di quel bagaglio di fortuna formato da un tovaglione ed un bastone, comunemente usato da girovaghi e pellegrini. Ebbene, sappiate che ne esiste uno con il classico monogramma di Louis Vuitton. Strano a dirsi ma l’idea è venuta a Hernan Bas, scoppiettante artista di stanza a Detroit.

Il fagottone griffato Vuitton è infatti parte integrante dell’installazione intitolata A Traveler, in visione fino al prossimo novembre alla location Vuitton situata all’Aventura Mall di Miami.

Il critichese ti accorcia la vita

Difficile entrare nella pelle di questo lavoro, questo perché la meccanica che lo genera si affida non solo al substrato figurativo-narrativo, ma anche ad una logica surreale all’interno di una matrice spaziale che mina la sottostruttura del pensiero. L’iconicità delle opere di XX attiva una qualità transitoria in senso visivo e concettuale.  La qualità sommersa della purezza delle linee contestualizza giustapposizioni formali, per quanto riguarda invece il problema dei contenuti, la perturbazione disgiuntiva dona risalto a distinzioni formali”.

 Ciò che abbiamo appena pubblicato è lo stralcio di un testo critico. A molti questo sembrerà un bel testo critico, ad altri invece potrà apparire un poco inconcludente ed artefatto. Beh, in realtà questo testo è stato scritto con un generatore automatico di testi critici, praticamente il computer ha mescolato alcuni termini a suo piacimento ed ha scodellato questo prodotto finale.