George Lucas e l’attacco dei cloni dell’arte contemporanea

Il mondo dello star system è alquanto bizzarro, i divi che lo animano sono sempre in cerca di un qualcosa di irraggiungibile, puntualmente pronta a sfuggirli di mano. I premi, gli onori, la gloria e l’amore dei fans non è mai abbastanza, questo poiché il divo che canta o recita vorrebbe essere considerato un artista in piena regola. Ecco quindi che Lady Gaga e James Franco si auto proclamano performers e Sylvester Stallone pittore.

L’ultimo in ordine di tempo è il regista George Lucas, autore della saga di Star Wars nonché della nuova pellicola Red Tails. Ebbene Lucas ha dichiarato di voler tornare alle origini del cinema sperimentale, vale a dire ciò che sin dai primi anni della sua carriera ha acceso nel suo cuore l’amore per la celluloide. Questo significa che presto vedremo un Lucas videoartista alla stregua di Bill Viola. La cosa fa comunque sorridere, visto che il regista ha più volte affermato, nel corso degli ultimi anni, di voler tornare alle arti visive senza mai dare un benché minimo segno di scostamento dalle pellicole blockbusters che attualmente dirige.

Terza edizione a Villa Medici del Festival Controtempo

La terza edizione del Festival Controtempo dell’Accademia di Francia a Roma, dal 24 al 28 gennaio 2012, si iscrive in con­tinuità con le due precedenti, e scandisce così un ciclo di tre edizioni accomunate ad evidenziare i legami mantenuti dai compositori francesi e quelli italiani. La prima edizione si è concentrata su una corrente nata nel 1970, la corrente “spet­trale”. La seconda ha sottolineato un atteggiamento, quello della “radicalità”. L’edizione 2012 vuole onorare invece un compositore, Fausto Romitelli (1963-2004). Romitelli ha radicalizzato la scrittura spettrale (armonie timbriche, logica della metamorfosi, lo sviluppo delle onde), metten­dola in contatto con le espressioni allucinate e violente del rock psichedelico. La sua arte, intrisa di una profonda ori­ginalità, rompe con “l’accademismo moderno”, che tanto ama prendere in giro.

Sotto la direzione artistica del compositore Yann Robin, Controtempo presenterà l’Ensemble intercontemporain, Garth Knox, l’Ensemble l’Itinéraire, l’Ensemble Multi-latérale e il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble. La parte elettronica di ogni concerto sarà rea­lizzata dallo GMEM Centre National de Création Musicale de Marseille. I concerti di questa terza edizione si terranno presso Università La Sapienza – Sala Aula Magna, presso l’Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio, e negli spazi del Grand Salon dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

Hanksy, lo street artist che copia Banksy e altre notizie dal mondo della street art

Visto che da parecchio tempo non parliamo di Street Art, cogliamo oggi l’occasione per fornirvi alcune gustose notizie su questa meravigliosa forma espressiva. Cominciamo dal nostro beniamino Banksy, negli ultimi tempi a New York erano comparsi murales molto simili a quelli prodotti dall’artista, tanto che in molti hanno pensato ad una sua tournee negli States. Ad uno sguardo più attento ci si è però resi conto che i murales non erano opera di Banksy bensì di Hanksy, nuovo street artist newyorchese che ha deciso di ricalcare le orme del suo ben più noto collega d’oltreoceano.

Hanksy non fa altro che copiare pari pari lo stile di Banksy aggiungendo una bizzarra caratteristica, la faccia dell’attore Tom Hanks che puntualmente compare in ogni rappresentazione. Ecco quindi che anche il celebre topone di Banksy viene riprodotto fedelmente con in aggiunta la testa della celebre star di Hollywood. Insomma ormai il nostro amico Banksy è divenuto talmente celebre anche negli States che già qualcuno gli fa concorrenza. 

Giovedì difesa: J.Edgar

Un ottimo lavoro questo film di Clint Eastwood su John Edgar Hoover, con un maestoso Leonardo Di Caprio nei panni del capo dell’FBI. Quella che si analizza è la vita e i pensieri di uno degli uomini più influenti del mondo. A capo dell’FBI per circa 50 anni, durante 8 legislazioni.

La sceneggiatura non si risparmia nulla: la purezza e il buon senso ma anche l’ottusità e i sotterfugi. Quella che viene fuori è una linea di rigidità che poco si concede e molto piega a quello che considera necessario o fondamentale. Lo stato prima di tutto e combattere i suoi nemici (che siano veri o immaginari) il cittadino medio dovrà dormire sonni tranquilli.

YBA 2.0? non sempre l’arte si può programmare

 I fasti della Young British Artists generation sono passati ormai da un bel pezzo. L’anello di congiunzione che ha decretato il successo di gente come Tracey Emin, Damien Hirst, Steve McQueen, Chris Ofili, Marc Quinn e Jenny Saville si è irrimediabilmente spezzato ed a nulla sono valsi i tentativi di Charles Saatchi di ricomporre i frammenti dell’incantesimo. Eppure il buon Saatchi aveva organizzato nel 2010 la mostra Newspeak:British Art Now, con la speranza di sfornare altri artisti in grado di bissare quanto fatto dagli eroi di Sensation.

Ma le galline delle uova d’oro hanno chiuso i battenti con l’avvento della crisi economica e con lo scoppio della bolla speculativa dell’arte contemporanea innescata dalle vendite in fantastilioni di paperdollari di Damien Hirst. Proprio il buon Hirst ha chiuso un’epoca, aprendone un’altra ben più oscura con la faraonica serie di mostre in tutte le gallerie Gagosian del Mondo. Difficile quindi ripetere il miracolo della YBA e forse gli artisti britannici di nuova generazione non hanno nemmeno voglia di calcare le orme dei loro illustri predecessori.

Marcel Broodthaers – L’espace de l’écriture



Dal 26 gennaio al 6 maggio 2012 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna è lieto di presentare Marcel Broodthaers. L’espace de l’écriture, la prima retrospettiva completa in Italia dedicata all’artista belga, a cura di Gloria Moure. Marcel Broodthaers è una delle figure più rivoluzionarie ed influenti nell’arte del Novecento, ancora oggi imprescindibile per comprendere lo sviluppo delle ricerche artistiche e teoriche degli ultimi decenni. La sua critica costruttiva e ironica verso il sistema dell’arte come specifico sistema ideologico e il ruolo politico dell’artista nella società ha posto questioni sempre più centrali nel dibattito critico internazionale, rivelando l’attualità stringente delle sue sperimentazioni tese ad esplorare e ridefinire il significato della creazione artistica.

Dal 1976, anno della sua morte, alcune sue esposizioni si sono susseguite nelle più importanti istituzioni museali internazioni come la Tate Modern di Londra, il Walker Art Center di Minneapolis, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofià di Madrid e il Jeu de Paume di Parigi, mentre recentemente l’importanza della sua opera è stata testimoniata dall’apertura di una sala specificamente dedicata dal Museum of Modern Art di New York. La mostra con cui il MAMbo rende omaggio al genio di Marcel Broodthaers valorizza nella sua complessità e nella sua estensione un percorso artistico sviluppatosi nel corso di una straordinaria carriera durata soli 12 anni dal 1964 al 1976. L’espace de l’écriture introduce per la prima volta al pubblico italiano un’ampia selezione di circa cinquanta lavori provenienti da prestigiosi istituzioni internazionali, tra cui l’Hamburger Bahnhof Museum di Berlino, lo SMAK di Gand e il MACBA Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, che documentano i temi principali della poetica dell’artista: il rapporto tra arte e linguaggio, lo status dell’opera d’arte, la critica del museo come dispositivo e idea.

Blog e websites per rimaner in tema

Se state leggendo questo blog significa che siete amanti dell’arte contemporanea e della creatività in generale ma soprattutto significa che amate tenervi aggiornati sui vostri interessi sfruttando il magico mondo di internet. Abbiamo quindi pensato di fornirvi una piccola lista di link a blog e siti che parlano di arte e creatività, in modo da tener fede al nostro slogan connect yourself to art. Ovviamente il web è pieno di tantissime altre primizie ma noi lasciamo a voi il piacere di scoprirle. Ora bando alle ciance e via con la lista:

www.ffffound.com
Ottimo blog di sole immagini che raccoglie il meglio proveniente da tutto il web, offre spunti di design e packaging ma potrete trovarvi anche ottime immagini di architettura ed arte contemporanea, oltre a qualche fashion shot che non guasta mai .

Raffaele Gavarro e l’importanza della pratica curatoriale

Critica e pratica curatoriale non sono di certo attività facili all’interno di quel grande calderone che è il nostro Belpaese. Sovente ci si sofferma a pensare a coloro i quali preferiscono cercar fortuna all’estero, approdando in lidi ben più prestigiosi dei nostri. Altri invece tentano di barcamenarsi grazie all’aiuto dei vari compagnucci di merende che di volta in volta riescono a procurargli la direzione di un museo, la guida di una fiera d’arte o quanto altro. Si direbbe quindi che il curatore di turno, per emergere, debba per forza di cose espatriare o cercare di tessere trame con i vari clan politico-amicali.

Eppure esiste una terza strada ben più impervia di quelle sopraelencate, un sentiero che bisogna lastricare con coscienza e visione. Si può essere bravi curatori in Italia contando solo sulle proprie forze e sulla propria esperienza, lavorando a progetti seminali e ben organizzati, promuovendo le giovani leve senza ascoltare voci dall’esterno. Il tutto senza smetter mai di ascoltare, vedere, sperimentare, soffrire ed anche cadere per poi rialzarsi più forti che mai, riaffermando la natura del ruolo dell’independent curator.

Disegna le nuove COVER per TEMA magazine

TEMA magazine in collaborazione con BOLO Paper cerca un nuovo illustratore/ice per disegnare le quattro copertine del secondo anno della rivista. TEMA magazine è un progetto editoriale indipendente e no-profit curato da Sibilla Zandonini. In ogni numero vengono intervistati quattro giovani artisti partendo da un tema comune, per poi indagare a fondo tutto il loro percorso artistico. Ogni anno sono previste quattro uscite. Fino ad oggi più di seimila lettori hanno scelto TEMA come ideale approfondimento sull’arte contemporanea.

BOLO Paper è una casa editrice indipendente con base a Milano, Italia. BOLO è anche una piattaforma online per la promozione del’ editoria indipendente.

OPEN CALL
Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età o nazionalità. Per partecipare bisogna realizzare un’illustrazione che abbia come ispirazione il titolo del prossimo numero in uscita il 17 marzo 2012: “Growing old”, e spedirla alla mail [email protected] entro e non oltre il 7 marzo 2012. L’immagine vincitrice sarà la copertina del quinto numero di TEMA, nonchè rappresenterà TEMA su socialnetwork e nelle comunicazioni alla stampa.

Ludo – Nature’s Revenge

Wunderkammern presenta per la prima volta in Italia il giovane urban artist Ludo: una natura bellissima e minacciosa sfida l’uomo dai muri della città. In mostra a Roma dal 21 Gennaio a Wunderkammern e per la prima volta in Italia, Ludo è un giovane artista francese tra i protagonisti più innovativi e promettenti nel panorama dell’urban art.
Interviene nelle più grandi città del mondo (Parigi, Londra, Zurigo, Oslo, New York, Los Angeles, Chicago) con opere surreali e spiazzanti perfettamente integrate nel contesto in cui le posiziona. Le creature di Ludo nascono da rassicuranti scale di grigi unite al verde acido colato sulla carta e lanciano un messaggio di umiltà per la società contemporanea. Eleganti e vendicative, le creazioni dell’artista appartengono alle serie Nature’s Revenge e Bugs: piante e insetti disegnati con precisione botanica che si sono evoluti in ibridi meccanici, chimici e tecnologici al fine di difendersi dalle aggressioni umane.

I consigli per gli acquisti che affondano gli artisti

Giornalista, critico, saggista, esperto di economia dell’arte e perfino artista. Questo il profilo professionale di Paolo Manazza, artefice della ormai lungamente discussa lista di artisti/consigli per gli acquisti apparsa sull’inserto Come investire nel 2012 del Corriere della Sera lo scorso lunedì 9 gennaio. Insomma verrebbe da dire che il bravo Manazza è un vero e proprio Player Manager alla Greame Souness, per intenderci, ma non è questo il punto focale della questione.

Ora noi non stiamo qui a disquisire sui nomi, sui presenti o gli esclusi od altro meccanismo mentale che ha portato alla composizione della lista. Quello che si dovrebbe prendere in considerazione è il reale impatto che una tale operazione potrebbe avere sul mercato italiano e sui collezionisti attualmente in cerca di un reale e soprattutto solido investimento. La lista redatta da Manazza è in realtà una classifica squisitamente personale, con tanto di quotazioni difficilmente dimostrabili usando l’unità di misura del mercato internazionale.

Un’inconsueto connubio tra arte e giustizia sociale alla Nomas Foundation

Archivio o Fondazione? E’ questa la domanda che lo spettatore si pone varcando la soglia della Nomas Foundation di Roma, nelle cui sale espositive si respira un’inconsueta atmosfera crepuscolare emanata da The Veterans Book Project. Non tele appese al muro ma sedie e scrivanie su cui sono adagiate lampade da tavolo, penne e libri. Ideatrice di tutto ciò è Monica Haller (Minneapolis, 1980), artista visiva laureata in Processi di Pace e Studi sui Conflitti presso il College of St. Benedict. Dopo aver frequentato un Master in Arti Visive presso il Minneapolis College of Art and Design, l’americana ha deciso di concentrare la sua ricerca sul tema della giustizia sociale.

La mostra, a cura di Stefano Chiodi, consiste nella realizzazione di una Biblioteca ovvero una raccolta di trenta testi prodotti in collaborazione con i veterani USA delle guerre in Iraq e in Afganistan, i loro familiari e semplici civili. Esemplare è il racconto di una donna irachena che ha perso le gambe a causa di un missile atterrato ‘per sbaglio’ nel suo letto. Sono loro i veri protagonisti, coloro che narrano un vissuto terribile, fatto di tragedie e traumi incancellabili. Nel corso di un anno si sono svolti otto workshop durante i quali la statunitense, oltre a svolgere i compiti di redattrice e grafica (raccogliendo le testimonianze, indirizzando e aiutando gli ‘scrittori’ nell’editing), ha conosciuto in prima persona le vittime di tali ingiustizie e ha ascoltato le loro esperienze disumane diventandone una teste. Nascono, così, volumi pensati come stratificazioni di indescrivibili sensazioni rese tangibili attraverso un perfetto collage di lettere, fotografie, e-mail e annotazioni impresse nei loro diari personali.

Letture di Difesa: Cinema Deleuze

“Leggo per legittima difesa.” (Woody Allen)

Non i grandi tomi ma un piccolo libricino snello e maneggevole della Mimesis Edizioni.

Il Deleuze-pensiero, molto vasto e complesso, trova qui a mio avviso una sua corretta introduzione. Il testo è redatto a partire da due conferenze tenute da Deleuze a Parigi il 22 marzo e il 12 aprile del 1983. Non è difficile scorgervi i prodromi ovvero i punti essenziali di Immagine movimento (1983 appunto) e Immagine tempo (1985).

Kusama per Vuitton, Leonardo per Gherardini

Il mondo della moda e quello dell’arte contemporanea hanno da diverso tempo avviato una proficua relazione professionale. Molti personaggi dell’artworld, da Nan Goldin ad Ai Weiwei hanno collaborato a shooting fotografici per importanti brands o magazines, mentre il buon Takashi Murakami ha addirittura creato una linea di borse per Louis Vuitton. Proprio questa prestigiosa casa di moda ha ultimamente deciso di bissare il successo ottenuto con Murakami ed ha affidato al direttore creativo Marc Jacobs il compito di portare in casa Vuitton l’ennesimo artista artefice di un sicuro successo.

Jacobs è andato sul sicuro, scegliendo un’altra star del new pop giapponese autrice di intricate e coloratissime patterns polka-dot. Stiamo ovviamente parlando della signora Yayoi Kusama, combattiva artista della scuderia Gagosian che ha già disegnato assieme a Jacobs una serie di accessori moda come scarpe orologi ed altra gioielleria. Inoltre l’artista eseguirà installazioni site-specific per gli stores griffati Vuitton a partire dai primi giorni di luglio 2012. E’ questo l’anno di grazia per Yayoi Kusama, il 9 gennaio si è infatti chiusa la sua retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi che si sposterà dal 9 febbraio al 5 giugno alla Tate Modern di Londra e successivamente al Whitney Museum di New York dove rimarrà in visione dal 12 luglio al 30 settembre.