Sciopero della Fame a Roma per salvare le Accademie di Belle Arti

Gli studenti e i professori dell’Accademia di Belle Arti di Roma hanno iniziato il 29 giugno lo sciopero della fame per salvare le Accademie di Belle Arti dall’indifferenza, dalla sottovalutazione, dalla ghettizzazione. Le Accademie di Belle Arti devono essere valorizzate per ciò che erano e che sono: istituti di ricerca, sperimentazione e produzione artistica e culturale.

Dal 1990, dal Disegno di Legge promosso da Giulio Carlo Argan, gli studenti e i professori delle Accademie di Belle Arti italiane attendono di entrare, a parità di condizioni, di prerogative e di possibilità delle università, nel sistema universitario italiano. Resistenze accademiche, sindacali, ministeriali e governative lo hanno impedito e vogliono ancora impedirlo.

Cinema (d’autore) all’aperto all’Accademia di Francia di Roma

Dopo Jacques Tati / Federico Fellini, Délphine Seyrig / Claudia Cardinale, quest’anno, si incontreranno due giganti del cinema italiano e francese Gian Maria Volonté e Yves Montand. Un confronto tra due personaggi leggendari – che incrociarono i loro destini cinematografici esclusivamente nel film di Jean-Pierre Melville Le Cercle Rouge (I senza nome) del 1970 – animati da un comune impegno politico e civile, che si collocherà nell’atmosfera particolare di un rinnovo del cinema degli anni ’70 e dei capolavori nati in quel periodo.

La rassegna, si propone di ripercorrere alcuni dei film più significativi delle loro carriere, con cinque proiezioni ciascuno in due settimane di programmazione; un excursus sul cinema francese e italiano per rivivere i fermenti che mossero una generazione importante di cineasti e che ridefinirono il linguaggio estetico del cinema europeo.

Al MoMa PS1 di New York parte Warm Up 2011

Il MoMA PS1 di New York presenta al pubblico Warm Up 2011, serie di appuntamenti artistici che avranno inizio il 2 luglio e che si svolgeranno ogni sabato di questa lunga estate fino al prossimo 3 settembre 2011. Warm Up festeggia quest’anno il suo 14 ° anno di attività, confermandosi uno dei più attesi appuntamenti culturali all’aperto offerti dalla Grande Mela.

La manifestazione continuerà quindi la sua tradizione di presentare al pubblico la migliore musica dal vivo, le migliori performance e le migliori sperimentazioni sonore. Come ogni anno Warm Up si svolgerà nel cortile del PS1 MoMA. 

Per il secondo anno consecutivo Warm Up sarà gestito da un comitato curatoriale scelto dal museo per rappresentare un ampio spettro di competenze ed esperienze nel campo della musica, del suono, delle arti dello spettacolo, all’insegna dell’interdisciplinarietà.

Harun Farocki al The Model di Sligo

Un grande filmmaker, ingiustamente additato come “il più celebre regista sconosciuto del mondo”, un artista a 360 gradi, capace di fondere cinema ed arte visiva senza mai perdere di vista la pura sperimentazione. Stiamo ovviamente parlando di Harun Farocki filmmaker tedesco classe 1944 che in questi giorni è oggetto di una grande retrospettiva al The Model di Sligo in Irlanda. La mostra, che prende il nome di Recognition and Tracking, si aprirà il 2 luglio e si protrarrà fino al prossimo 20 agosto 2011.

Il progetto organizzato da The Model di Sligo (Irlanda del Nord) presenterà al pubblico quattro installazioni video ed una programmazione di film di Farocki dal 1966 ad oggi. Sarà inoltre presentato un progetto video girato dal grande regista, realizzato in occasione della mostra a The Model assieme ai rifugiati di Sligo.

Corso Aperto alla Fondazione Antonio Ratti di Como

Dal 28 giugno al 25 luglio si terrà la XVII edizione del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti con il supporto di Seminar II, che quest’anno vedrà come Visiting Professor Susan Hiller, artista americana che vive a Londra. Il corso, diretto dal 1995 da Annie Ratti è curato quest’anno da Andrea Lissoni e Cesare Pietroiusti, con il coordinamento di Angela Maderna.

Il 2 luglio inaugura, presso Villa Sucota e spazi limitrofi, si terrà Corso Aperto, a cura di Cesare Pietroiusti, manifestazione che offre l’opportunità di avvicinarsi alle ricerche dei giovani artisti internazionali che frequentano la XVII edizione del Corso Superiore di Arti Visive. Corso Aperto più che una mostra è un momento in cui il processo creativo e la ricerca artistica vengono mostrati nel loro farsi e non soltanto nella concretizzazione di un’opera finita. Quest’anno per la prima volta Corso Aperto durerà per quasi tutto il tempo del CSAV.

Vorrei quello Skateboard di Damien Hirst

Damien Hirst

Negli ultimi venti anni le dinamiche di mercato legate all’arte contemporanea si sono sostanzialmente trasformate. Ovviamente la vendita di opere uniche tramite gallerie, fiere e aste, rappresenta sempre uno dei canali largamente utilizzati ma è pur vero che nel corso degli anni gli artisti hanno cercato, tramite i multipli, di abbracciare un sempre più vasto bacino di pubblico.

Stampe, litografie, sculture a tiratura limitata e quanto altro sono quindi riuscite a concedere al piccolo collezionismo la possibilità di accaparrarsi un’opera di un dato artista a cifre un poco più abbordabili. La rivoluzione lanciata da Andy Warhol e ripresa ancor più concretamente dai vari Koons e Hirst ha segnato l’ingresso in campo di un nuovo attore: l’oggetto artistico di massa, vale a dire non un multiplo ma un’opera nata appositamente per essere prodotta a tiratura quasi illimitata. Oltre i vari toys lanciati dal fenomeno lowbrow, i poster della street art ed i libri d’artista, i principali attori dell’arte contemporanea hanno iniziato a produrre vere e proprie opere legate ad oggetti di uso quotidiano, entrando di fatto in un pericoloso limbo tra arte e design.

Performa 11, la Biennale della Performance sceglie i suoi protagonisti

Parlando di Biennali, a New York come forse molti di voi sapranno esiste l’unica biennale dedicata alla performance art, vale a dire Performa. La storia di questa prestigiosa manifestazione è relativamente breve, Performa è infatti nata nel 2004 per volere di RoseLee Goldberg, curatrice e pioniera degli studi sulla performance art.

Nel 2005 è stata quindi organizzata la prima edizione, sin da subito impreziosita dalla presenza di protagonisti d’eccezione come Marina Abramovic che per l’occasione presentò la sua ormai storica performance Seven Easy Pieces, dedicata a tutte quelle opere performative che di fatto influenzarono la sua creatività. In Seven Easy Pieces, Marina Abramovic eseguì delle re-performance di Body Pressure di Bruce Nauman, Seedbed di Vito Acconci, Action Pants:Genital Panic di Valie Export, The Conditioning di Gina Pane, How To Explain Pictures to a Dead Hare di Joseph Beuys e due sue opere: Lips of Thomas e Entering The Other Side.

Masbedo in mostra alla Lorcan O’Neill di Roma

La Galleria Lorcan O’Neill di Roma inaugura il 6 luglio una mostra di lavori inediti dei videoartisti Masbedo. Il progetto, concepito per lo spazio della galleria dedicato ai lavori site-specific, prevede l’esposizione di un video monocanale intitolato Until The End, una serie di fotografie e una video-scultura.

I Masbedo hanno recentemente esibito ad Art Unlimited Basel la video-installazione Kreppa Babies, parte del cosiddetto “ciclo islandese”, e presentato al Museo MAXXI di Roma la video-performance C’est la vie pas le paradis. Con il nuovo video Until The End che sarà presentato per la prima volta in questa occasione, i Masbedo inaugurano un nuovo ciclo di lavori, che tenta la propria piena e consapevole espressione proprio in questo progetto, al quale sono legate una serie di nuove fotografie e una video-scultura.

Giovedì difesa: Carpenter the ward

E poi esiste anche l’amore. Ritorna quasi dieci anni dopo Fantasmi su Marte, film del 2001, John Carpenter, il maestro. Il dato sarebbe impreciso, perchè i suoi due episodi di Master of Horror sono due chicche, non paragonabili a due parentesi, piuttosto a lavori completi.

Stavolta invece torna nei cinema e lo fa con un film horror al femminile. Un horror psicotico, forse non innovativo, ma divertente, vibrante… la garanzia è quella di passare qualche ora in fibrillazione e in adrenalina.

Occupiamoci di Contemporaneo riscrive la storia dell’arte contemporanea

Il 28 giugno 2011, contro mille pronostici e tanti detrattori ma a favore di tutta la comunità delle arti, Occupiamoci di Contemporaneo (collettività aggregata per prendersi cura della cultura e delle arti contemporanee) ha scritto un importante capitolo all’interno della travagliata storia della cultura del nostro paese. Va detto che l’impresa di chi ha animato queste giornate di grande impegno sociale non è certamente passata inosservata, visto che oltre alle testate nazionali anche il New York Times ha parlato dell’intera vicenda, riportando il MACRO sulle pagine di un quotidiano statunitense dopo un lunghissimo periodo di assenza.

Il potere della comunità ha sovvertito quindi l’immobilismo politico e l’insipienza delle parrocchiette della scena dell’arte locale, unendo mondi che difficilmente si sfiorano all’insegna di un bene comune. Occupiamoci di Contemporaneo ha restituito il MACRO alla città di Roma, nel corso di giornate dove si sono succedute molteplici assemblee in cui tutto il popolo creativo ha avuto la possibilità di esprimere il proprio parere e le proprie preoccupazioni circa il futuro del museo ed il futuro dell’arte contemporanea nazionale.

Joseph Waldo arrestato e 2 milioni di dollari di multa ad Ai Weiwei

Avete mai sentito parlare di Joseph Waldo? ebbene se negli ultimi tempi vi è capitato di gironzolare per New York avrete sicuramente notato almeno una delle opere dell’onnipresente street artist che si è messo il nome di battaglia di Moustache Man. Waldo ha la simpatica abitudine di accanirsi contro i cartelloni pubblicitari, disegnando dei baffi sopra i soggetti che solitamente campeggiano sulla maggior parte dei giganteschi billboards cittadini. I baffi di Waldo sono però atipici, visto che l’artista utilizza proprio la parola moustache (baffi appunto) per crearli.

Una pratica artistica decisamente ironica che non ha però stimolato il sense of humor (praticamente inesistente) delle autorità newyorchesi. Il povero street artist è stato quindi oggetto di un’azione di polizia in grande stile, degli agenti gli hanno dato la caccia per ben due mesi ed alla fine lo hanno arrestato, accusandolo di ” danneggiamento di beni pubblici e privati e possesso illecito di strumenti per eseguire graffiti.

Quiet like a lake da 1/9 Unosunove Arte Contemporanea di Roma

Dal 30 giugno fino al 30 luglio 2011 la galleria 1/9 Unosunove Arte Contemporanea di Roma presenta al pubblico Quiet Like a Lake, mostra collettiva con la partecipazione di David Raymond Conroy, Louise Despont, Petra Feriancova, Marysia Gacek, Jason Kalogiros, Xavier Mazzarol, Caterina Nelli, Alek O. e Lisa Williamson

Quiet like a lake è un momento di riflessione. Le opere selezionate suggeriscono un interrogativo sull’attenzione che rivolgiamo a ciò che ci circonda. Tramite la decontestualizzazione e la riassegnazione di un significato d’uso, l’osservazione intima di un paesaggio circostante abituale – sia esso reale o immaginario, personale o comunitario – restituisce un’interpretazione della realtà, una rielaborazione del quotidiano.

Kernel Festival accende la Villa Tittoni Traversi

Dall’1 al 3 luglio 2011, gli spazi settecenteschi della Villa Tittoni Traversi a Desio (MI) verranno invasi da esperienze elettroniche multidisciplinari nell’ambito del festival Kernel 2011.Il festival, alla sua prima edizione, coinvolgerà artisti di rilievo internazionale e giovani emergenti in un programma articolato in 4 sezioni: Electronic music & sound, Audiovisual mapping, Interactive & digital art e Temporary architecture.

Il nome Kernel deriva direttamente dal linguaggio informatico dove si configura come nucleo di un sistema operativo così come il festival si prefigge di diventare una piattaforma stabile che dia spazio e visibilità alle recenti esperienze in ambito tecnologico.Kernel dunque, raccoglie l’eredità romana di Dissonanze ma amplia il suo raggio d’azione attraverso questa articolazione in sezioni con un nutrito programma di esperienze e nomi, attraverso cui è sottolineato questo legame ormai onnipresente tra suono  e esperienza visiva.

Rapporto tra arte e mercato, se ne discute al Centro Arti Visive Pescheria

Il Centro Arti Visive Pescheria a Pesaro affianca alla programmazione espositiva annuale diverse attività di promozione e diffusione dell’arte contemporanea sul territorio, con l’intento di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e sviluppare il proprio ruolo didattico-educativo.

Unico spazio espositivo pubblico associato ad AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) nelle Marche, il Centro Arti Visive Pescheria ha visto negli ultimi anni esposti artisti italiani ed internazionali come Giuseppe Penone, Enzo Cucchi, Jan Vercruysse, Domenico Bianchi, Mimmo Paladino, Cristiano Pintaldi, Stefano Arienti, Gianni Caravaggio, Paolo Icaro, Flavio Favelli, Francesco Gennari, Ghirri e Giacomelli, Claudio Cintoli, Gabriele Basilico e Candida Hoefer.