Arrestata a New York Julie Torres, una street artist che non è una street artist

Abbiamo più volte parlato della street art ed in particolare della graffiti art e dei murales in termini di arte o vandalismo. Fermo restando che certe manifestazioni ( i famosi scarabocchi ) potrebbero essere tranquillamente definite come volgari espressioni di squallidi imbrattamuri, i murales ed i graffiti eseguiti con coscienza e con la dovuta creatività sono comunque un patrimonio per la città e non un danno come a volte le istituzioni vorrebbero farci credere. Recentemente in Italia alcuni comuni hanno lanciato una vera e propria caccia alle streghe contro i poveri street artists, tartassati dall’inasprimento della legislazione.

C’è da dire però che a New York, patria per eccellenza della street art, le cose non vanno meglio e le insulse leggi sul decoro urbano a volte mietono vittime che nulla hanno a che fare con la street art. Ne ha fatto le spese la povera artista di Brooklyn Julie Torres che lo scorso 17 luglio si era tranquillamente recata all’incrocio con l’undicesima strada e Bedford per portare a termine un acquerello en plein air.

Giulio Squillacciotti vince il Festarte Video Art Festival 2010

La video arte si riscopre regina della scena contemporanea romana. Dopo il grande successo di Macro Video Drink dello scorso martedì in quel di via Reggio Emilia a Roma ( evento che ha fatto registrare la presenza di circa 4 mila persone ), ci ha pensato Festarte Video Art Festival al Macro/Pelanda con ben quattro giorni (da mercoledì a sabato) dedicati alla videaoarte a confermare l’estremo interesse che questa meravigliosa tecnica riesce a generare. Una folta presenza di pubblico ha quindi invaso i magici spazi della Pelanda, accingendosi alla visione di un vasto numero di  opere provenienti da ogni parte del globo, accomunate dal tema Violenza Invisibile – privata, pubblica, sociale.

La manifestazione ha inoltre presentato una serie di eventi collaterali come un talk su Video arte e mercato, moderato dalla scrivente a cui hanno partecipato Cecilia Casorati (critico d’arte e docente Accademia di Belle Arti di Roma, in fenomenologia delle arti contemporanee), Raffaele Gavarro (Critico e curatore indipendente, Direttore del Festival internazionale “Videominuto”),  Alessandra Arnò  e Giorgio Fedeli (Fondatori di Visualcontainer), Valentina Moncada (gallerista) e Calogero Pirrera (Responsabile ricerche internazionali FestArte VideoArt Festival). Un secondo talk sulle Affinità e divergenze tra Video Arte Monocanale e Video Installazione, è stato invece moderato da Fabrizio Pizzuto con l’intervento di Bruno di Marino (Studioso di sperimentazione audiovisiva), Silvia Bordini (Docente di Storia dell’Arte contemporanea – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), Andrea Aquilanti (Artista) e gli artisti in concorso.

Valerio Berruti alla Fondazione Stelline di Milano

Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia – disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.

Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.

Salvador Dalì. Il sogno di avvicina

Torna dopo 50 anni a Palazzo Reale con la mostra Salvador Dalì. Il sogno di avvicina, a cura di Vincenzo Trione, nella quale saranno esposte, dal 22 settembre 2010 al 30 gennaio 2011, oltre 50 opere del grande artista spagnolo. La mostra intende illustrare al pubblico, in modo approfondito e con un altissimo livello scientifico, il rapporto nella produzione artistica di Dalì tra paesaggio, sogno e desiderio.

«Una prospettiva, uno sguardo che erompe dalla conformità e si apre a nuove relazioni, inattese rivelazioni, differenti profondità» scrive Massimiliano Finazzer Flory nel testo introduttivo al catalogo «Fra referenze passate e coeve: Velázquez, Vermeer, Raffaello, Picasso, Miró, Miralles, Dalí mette in scena il proprio immaginario fra sperimentazione e suggestione onirica, inquietudine e tecnica, provocazione e modernità. Fra gli “Oggetti ultracivilizzati del ‘900” che, in certo senso, ne accentuano una “sensibilità pop” e nell’uso plurale dei linguaggi artistici che paiono dare corpo all’affermazione di André Breton secondo la quale il linguaggio è stato dato all’uomo perché ne esplori tutte le possibilità e ne faccia “un uso surrealista”» .

Susie J. Lee – Still Lives

La Galleria Tiziana Di Caro ha il piacere di ospitare la seconda mostra personale di Susie J. Lee, che inaugura sabato 25 settembre 2010 alle ore 19.00. A due anni di distanza da Bodies of Water, mostra di video installazioni e video sculture, Susie J. Lee torna a confrontarsi con gli spazi della galleria con un progetto nuovo, in cui la passata attitudine per le scienze biologiche, che per tanti anni aveva caratterizzato il suo lavoro, è sostituita da una riflessione sul ritratto espressa attraverso il video.

A Salerno sarà presentata una serie di lavori, nata dall’esperienza al Washington Care Center, una casa di cura situata a Seattle, in cui Lee si è imbattuta in un gruppo di pazienti con peculiari problemi di salute, che sono divenuti protagonisti delle singole opere. Queste ultime quindi sono il risultato di un’esperienza vissuta in prima persona, modulata da incontri, conversazioni, confronti, da cui è emersa una riflessione sul rapporto tra la vita presente e quella passata.

Herb & Dorothy, il film di Megumi Sasaki in anteprima nazionale a MIlano

Vi ricordate la storia che vi avevamo raccontato di Herb & Dorothy Vogel? bene, ora il film documentario di Megumi Sasaki verrà proiettato in anteprima nazionale oggi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il film narra la storia di un’atipica coppia di collezionisti: impiegato alle poste lui e bibliotecaria lei, a partire dai primi anni ’60 si avvicinarono al mondo dell’arte contemporanea, riuscendo a costruire negli anni una delle principali collezioni d’America, vivendo con un unico stipendio e destinando l’altro all’acquisto di opere.

“La maggior parte di noi gira per il mondo senza mai vedere nulla. Poi incontri qualcuno come Herb e Dorothy che hanno occhi che vedono” dice Richard Tuttle all’inizio del film. I Vogel all’inizio degli anni sessanta, fin dai primissimi giorni del loro matrimonio, decidono di vivere solo con lo stipendio di Dorothy e di utilizzare il salario di Herb per comprare arte. Passano la maggior parte del loro tempo tra musei, gallerie e gli studi degli artisti, collezionando in meno di cinquant’anni quasi quattromila opere d’arte. Divengono subito una presenza costante nella scena newyorkese, vere “mascotte del mondo dell’arte” come affettuosamente li definisce Chuck Close nel film: in città tutti li conoscono e come ricordano anche Jeanne-Claude e Christo, era sufficiente cenare una sera con i Vogel per essere aggiornati su tutto quello che era successo a New York negli ultimi sei mesi.

Jeffrey Deitch: “Organizzerò la più grande mostra di street art della storia”

Era da qualche tempo che non parlavamo di Jeffrey Deitch, novello direttore del MoCa di Los Angeles, nonché ex proprietario della celebre galleria Deitch Projects. Ebbene molti di voi si staranno sicuramente chiedendo quali saranno le prossime mosse del direttore all’interno della sua nuova istituzione museale, il mistero è presto svelato: Deitch punterà tutto sulla street art.

Alcuni artisti di Los Angeles, assieme a galleristi del luogo avevano già da qualche tempo messo in giro voci su una possibile mostra di street art all’interno delle mura del MoCa ma in settimana Deitch ha rotto ogni indugio ed ha presentato il programma per una mostra che si terrà nel 2011: ” Nel corso delle prossime settimane daremo il via ai comunicati stampa, per adesso stiamo ancora definendo alcuni particolari con i nostri sponsors. Comunque sia la mostra in questione sarà la più grande retrospettiva sulla storia del graffiti e della street art mai presentata in tutti gli Stati Uniti” e queste affermazioni non possono che ravvivare il nostro interesse su quello che si preannuncia come la consacrazione definitiva della street art in ambito istituzionale, se ancora se ne sentiva l’urgenza.

Chiara Dynys – Save Me

Chiara Dynys. Save Me è il titolo della nuova mostra dell’artista milanese che si tiene al CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno dal 19 settembre 2010, a cura di Italo Tomassoni. Il museo, nato nel cuore della città umbra da meno di un anno grazie alla volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, del Comune di Foligno e della Cassa di Risparmio di Foligno, opera con grande impegno nel campo dell’arte contemporanea e contribuisce con la sua attività al rilancio di Foligno quale centro di cultura attiva.

L’evento espositivo è incentrato su un tema oggi ancora più attuale e complesso: il depauperamento dell’ambiente e l’esigenza dell’Uomo di recuperarlo attraverso un grande cambiamento, anche individuale, per salvare il pianeta Terra che è sempre più minacciato. Uno dei sentieri da seguire è quello del risparmio globale nell’uso delle risorse ambientali, il cui sfruttamento comporta danni sia all’uomo che alla natura.

Artissima 17 volge lo sguardo al futuro ma non dimentica gli artisti degli anni 60

 Artissima presenta l’elenco delle gallerie che da venerdì 5 a domenica 7 novembre 2010 animeranno la diciassettesima edizione della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino, diretta da Francesco Manacorda. Nella nuova sede dell’OVAL, Artissima 17 accoglierà in totale 153 gallerie, scelte dai Comitati di Selezione e dai Comitati curatoriali tra i nomi più attuali e di maggior interesse del mercato internazionale dell’arte, suddivise nella tradizionale partizione in sezioni.

La MAIN SECTION, che raccoglie le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale, sarà composta da 98 gallerie, di cui 50 straniere e 48 italiane. La sezione PRESENT FUTURE, dedicata agli artisti emergenti e alle rispettive gallerie su invito diretto di un Comitato curatoriale internazionale composto da Luigi Fassi (coordinatore), Mai Abu ElDahab, Richard Birkett e Thomas Boutoux, presenterà 15 progetti monografici.

Speciale punto di riferimento per la nuova creatività, la sezione NEW ENTRIES, riservata alle più interessanti giovani gallerie con meno di cinque anni di attività e presenti per la prima volta ad Artissima, ospiterà 28 gallerie provenienti da quattordici paesi: Italia, Dubai, Cile, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, India, Polonia, Romania, Russia, Stati Uniti, Svezia, Svizzera.  

Brucia il Colosseo? tranquilli è la video-installazione di Thyra Hilden e Pio Diaz

Oggi il Colosseo brucerà! Coliseum on Fire e’ il titolo di una sorprendente performance che interessa il piu’ noto tra i monumenti antichi: il Colosseo. Per gli autori della video–installazione, Thyra Hilden (danese) e Pio Diaz (argentino) l’idea centrale e’ quella di uno spettacolare incendio che avvolge il Colosseo: le tre repliche serali previste il 17, il 18 e il 19 settembre proseguiranno per l’intera notte.

Le fiamme, che coinvolgeranno una gran parte delle arcate del monumento, saranno, in realtà, una raffinata riproduzione affidata a proiettori. L’installazione sarà visibile dal lato di via dei Fori Imperiali. Il Colosseo e’ il luogo ideale per un progetto “site specific” sulla forza ambigua del fuoco che si leghi all’idea di rinascita e di rinnovamento.

Droga ed obesità al femminile al Wessing photographic prize 2010

La National Portrait Gallery di Londra ha da poco annunciato i finalisti per l’edizione 2010 del Taylor Wessing photographic prize e per nostra sorpresa gli artisti selezionati di quest’anno toccano, nelle loro opere, temi molto sensibili principalmente legati alla parte femminile della società odierna. Prostituzione, obesità ed altre delicate tematiche sono infatti protagoniste assolute del prestigioso premio fotografico.

Ad esempio il fotografo americano Jeffrey Stockbridge ha scelto di ritrarre una coppia di gemelle di 20 anni chiamate Carroll e Shelly McKean che nel suo scatto appaiono sedute su di un gradino e abbigliate in maniera alquanto sciatta. Dai duri ed allo stesso tempo vulnerabili sguardi delle due sorelle traspare la crudezza della loro esperienza di vita, secondo quanto dichiarato da Stockbridge, Carroll e Shelley vivono per strada, soffrono di insonnia e sono state costrette alla prostituzione dalla loro dipendenza dalla droga. Stockbridge, che ha già partecipato a numerose mostre internazionali ha aggiunto: “il dolore e l’estrema difficoltà vissuta quotidianamente dalle due sorelle le forti e deboli allo stesso tempo. Nel pieno della loro dipendenza, le due fanno di tutto per sopravvivere ma non riescono ad uscire fuori dal vortice della droga”. 

Marco Bernardi – Time enough

Il 28 ottobre 2010 Ex Elettrofonica di Roma presenta nei suoi spazi la mostra personale di Marco Bernardi Time Enough a cura di Gianluca Brogna. L’obiettivo della mostra, visibile fino al 3 dicembre, è quello di trasformare l’ambiente della galleria in un luogo a metà strada fra una wunderkammer e un gabinetto alchemico attraverso l’utilizzo di installazioni-macchine che producono un movimento ciclico e ripetuto.

Mediante un’attenta osservazione prolungata, nello spettatore potrebbe nascere  la forte sensazione di trovarsi di fronte a congegni insoliti in continuo movimento. Meccanismi che rivelano un’esistenza che insiste su regole biologiche. L’imprevedibilità dei movimenti fa sì che ogni macchina abbia una propria scansione del tempo e un modo differente per misurarlo.

Aperto il bando dell’Ares Film e Media Festival

Si terrà a Siracusa, nei locali dell’Ex Convento del Ritiro, la seconda edizione dell’A.Re.S. Film e Media Festival, rassegna internazionale di film, video pubblicitari e fotografie volto a rafforzare la connessione tra il mondo dell’arte e della cultura con quello dell’impresa e della Responsabilità sociale.

Concorso video pubblicitari e promozionali sul tema La pesca e le tradizioni siciliane legate al mare: premio miglior opera 2.000 euro, scadenza 30 ottobre 2010; Concorso fotografico sulla pesca: primo premio 750 euro, scadenza 30 ottobre 2010. Al primo concorso possono partecipare tutti gli autori italiani e stranieri a partire dall’età di 18 anni; mentre al concorso fotografico solo i giovani, residenti in Sicilia, dai 14 fino ai 25 anni d’età.

Lady Gaga si veste di carne e copia Jana Sterbak

La nostra peperina Lady Gaga ne ha combinata un’altra delle sue, dopo aver dichiarato a gran voce di voler entrare nel mondo dell’arte contemporanea, dopo aver collaborato con il nostro Francesco Vezzoli e dopo essere stata più volte “beccata” assieme al curatore del MoMa  Klaus Biesenbach, la biondissima clone di Madonna ha letteralmente stupito il pubblico la scorsa domenica agli MTV music video awards.

A dire il vero sono stati in molti ad accusarla di cattivo gusto e gli animalisti sono andati su tutte le furie. A scatenare il vespaio di polemiche questa volta ci ha pensato il vestito indossato dalla celebre cantante: un ammasso di carne macellata, braciole e fettine di vitella incluse.  Lady Gaga ha dichiarato di aver già indossato un simile costume per la cover di Vogue Hommes giapponese del prossimo ottobre, lo scatto è stato effettuato (neanche a farlo a bella posta) da Terry Richardson, uno che con gli scandali ci va letteralmente a nozze. Tra scarpe di, borsetta e cappello ricavati da bistecchine fresche Lady Gaga ha dichiarato che il suo gesto può assumere molteplici significati: “Se non combattiamo per i nostri diritti e per quello in cui crediamo in un prossimo futuro non avremo più diritti di un pezzo di carne ed io non sono un semplice pezzo di carne”.