Bruce LaBruce infiamma il Sud Africa con X Homes

A Johannesburg è stato inaugurato uno strano ma interessantissimo progetto di arte pubblica intitolato X Homes ed organizzato dal Goethe Institut del Sud Africa, in collaborazione con Christopher Gurk dell’ Hebbel Am Ufer Theatre di Berlino. Il progetto è in realtà un tour a piedi di circa due o tre ore all’interno di case, appartamenti ed hotel sparsi per la città, alla ricerca di inusitate quanto sperimentali performances organizzate da artisti locali ed internazionali. Caratteristica principale di tali azioni artistiche è l’estrema interattività.

La missione di X Homes è quella di “cambiare la percezione degli spazi urbani che molti abitanti di Johannesburg conoscono solo attraverso i media e produrre così immagini al di fuori della violenza e della paura, caratteristiche sempre presenti in questo paese”. All’interno di edifici coperti da graffiti e vetri infranti alcune attrici recitano la storia del quartiere Hillbrow mentre in altre stanze un uomo cammina con tacchi a spillo, la sua faccia ed il suo busto sono coperti da un fitto grappolo di palloncini rossi.

Il ritratto ritrovato al CACT Centro dʼArte Contemporanea Ticino

Il CACT Centro dʼArte Contemporanea Ticino inaugura il 7 agosto lʼesposizione collettiva Il ritratto ritrovato. Gli artisti sono stati selezionati per convergenze prettamente tematiche, anziché idiomatiche. Oltre gli sconvolgimenti socio-politici, che hanno dato allʼuomo e allʼartista nuovi stilemi e strumenti di pensiero, il ritratto è sicuramente uno dei temi più antichi e paradossalmente universali entro le diverse culture, proprio per la sua capacità di attraversare i secoli e rappresentare lʼuomo/lʼumanità nei diversi contesti e/o decorsi storici o sociali.

Da un punto di vista filosofico il ritratto non costituisce che la rappresentazione del soggetto ritratto da un artista; e pur avvicinandosi ad un reale, lʼopera dʼarte intende delineare per immagini lʼuniverso esistenziale/esistenzialista dellʼuomo. Da una prospettiva più analitica, invece, il ritratto (ri)disegna lʼinconscio soggettivo dello spettatore individuale o dello stesso autore attraverso la lettura psicologica della persona ritratta. I mezzi e i linguaggi impiegati dagli autori in mostra sono diversi: pittura, video, installazione, fotografia, figurazione e astrazione. Nellʼavvicinare il tema del ritratto, ci si può facilmente accorgere quanto ogni espressione, in arte, riconduca allʼartista e alla maniera autobiografica di rappresentare fondamentalmente il proprio io. Lʼautore intrattiene con il proprio modello (sia ritratto, che autoritratto od oggetto) un rapporto di compenetrazione psicologica tale da
svelarne le geografie interiori.

Videominuto 2010

Si svolge dal 4 all’11 settembre 2010 presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, la 18.a edizione di Videominuto 2010, il concorso internazionale di video da 1 minuto, organizzato dall’emittente radiofonica toscana Controradio, dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, in collaborazione con l’associazione culturale Grav e con il contributo di Regione Toscana, Comune e Provincia di Prato e Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Raffaele Gavarro che cura la direzione artistica del festival dal 2008, ha negli ultimi anni indirizzato il festival verso una più ampia inclusione di quei linguaggi video vicini alla ricerca artistica, cercando un più serrato confronto con quegli ambiti tradizionali del festival più impegnati nel versante cinematografico, televisivo, dell’animazione e del documentario, senza dimenticare quelle importanti, e spesso sorprendenti, partecipazioni “amatoriali”, che hanno negli anni reso il festival uno dei laboratori più interessanti del nostro paese.

Realtà OggettiVA, la doppia mostra personale di Dario Tironi e Koji Yoshida

Inaugura sabato 28 agosto 2010 presso la Galleria Gagliardi di San Gimignano (SI), Realtà OggettiVA, la doppia mostra personale di Dario Tironi e Koji Yoshida, artisti selezionati nell’ambito dei Premi Speciali dell’edizione 2009 Arte Laguna.

La mostra – che nasce da un più ampio progetto di collaborazione instaurato nel corso degli anni dal Premio Arte Laguna con un numero sempre maggiore di gallerie italiane e internazionali partner del progetto, che ospitano una personale di uno o più artisti finalisti del Premio da loro scelti – presenta 8 opere, tra installazioni e sculture, di Dario Tironi e Koji Yoshida. I due giovani artisti lavorano sul concetto di abbandono e fanno rivivere nelle opere d’arte oggetti e materiali riciclati attraverso un lavoro certosino di recupero e catalogazione per oggetti, funzioni, forma, colori, materiali. Così nascono queste opere che, ad un primo sguardo, possono sembrare geniali e fantasiose sculture dai colori accesi, ingegnosi e gioiosi giocattoli per adulti.

Premio Michetti – Diorama Italiano

Inaugura oggi sabato 24 luglio nella sede del Museo Michetti di Francavilla al Mare la sessantunesima edizione del Premio Michetti, a cura di Carlo Fabrizio Carli, con il titolo Diorama Italiano.

Il titolo prescelto possiede una duplice valenza. Vuole indicare innanzitutto che italiani sono i trenta artisti, autorevoli e di vasta notorietà, che partecipano all’esposizione con opere quasi sempre realizzate appositamente per la mostra, ma anche che essi interpretano, spontaneamente e in assoluta libertà, altrettanti aspetti della creatività, della specificità, degli scenari esistenziali, in breve, dell’essere italiani. Estendendo all’intero settore dell’arte l’affermazione che Mina Gregori riservava recentemente all’ambito del collezionismo d’arte, questo equivale a dire che quello delle arti visive e’ un campo privilegiato per ritrovare l’identità italiana. Si tratta, come ciascuno puo’ constatare, di un tema assai attuale, al centro del dibattito culturale, anche in vista delle pur difficili celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità politica della nazione.

Stirling Prize 2010 – Tra i finalisti anche il nostro Maxxi di Zaha Hadid

I giudici hanno scelto i loro finalisti per lo Stirling Prize 2010, prestigioso concorso annuale di architettura organizzato dall’associazione britannica RIBA (Royal Institute of British Architects) che prende il nome dall’architetto James Stirling (1926-1992). Ai vincitori del concorso sarà assegnato un ricco  premio di 20.000 sterline. La finale si terrà il 2 ottobre, in questo articolo scopriremo dalle vive parole dei giudici chi ci sarà e perchè.

Per la quarta volta Zaha Hadid parteciperà alla finale dell’ambito premio, l’archistar non ha mai vinto ma la più celebre donna dell’architettura britannica è una delle favori per il titolo di quest’anno. Tutto grazie al Maxxi di Roma che secondo i giudici ” simboleggia il costante sforzo della Hadid di creare un paesaggio, una serie di spazi cavernosi delineati da una linea libera. La costruzione non ha mura dritte e sarà difficile appenderci quadri. Ma questo è un museo di sentieri e percorsi dove i curatori dovranno cercare un nuovo modo di disporre le opere del 21 secolo”.

3D2D. TRIDIMENSIONS TODAY. Indagine sull’arte plastica, tra creazione e trasmissione del sapere

Inaugura il 7 agosto la mostra 3D2D. TRIDIMENSIONS TODAY. Indagine sull’arte plastica, tra creazione e trasmissione del sapere ospitata dalla Fabbrica dei Pinoli di Villa la Versiliana nell’ambito della ricca stagione culturale 2010, mette a confronto 3 diversi modi di interpretare la scultura contemporanea e il suo insegnamento. Tre artisti under 40, che nonostante la giovane età, hanno già ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali di pubblico e critica.

Aron Demetz, Michelangelo Galliani e Fabio Viale condividono un approccio creativo di carattere processuale, che vede la creazione plastica in una dimensione sperimentale, di continua ricerca, di ibridazione di materiali e tecniche, spesso integrate anche con innesti tecnologici e “integrazioni” di carattere performativo e video cinematografico, pur mantenendosi fedeli a un solido impianto “classico” dal punto di vista espressivo e strutturale. Qualsiasi materiale è ortodosso per la creazione di elementi estetici tridimensionali, adattando tecniche e approcci alle finalità espressive così pure la scultura, arte dello spazio per antonomasia deve contaminarsi e integrarsi con la dimensione processuale, che include nella genesi creativa l’elemento temporale.

Exhibition Review – Ex Elettrofonica, This Story…

Una mostra che vale la pena di visitare, un evento che proprio nel bel mezzo della torrida estate romana riesce a portare una ventata di freschezza insperata. Stiamo parlando del terzo appuntamento della serie This story is not ready for its footnotes che ha aperto le danze lo scorso 21 luglio ( in visione fino al prossimo 16 settembre ) nella galleria Ex Elettrofonica di Roma. In occasione di questo nuovo capitolo, i curatori Camilla Pignatti Morano e Pelin Uran hanno presentato video opere di Rossella Biscotti, Ali Kazma, Bettina Wind & Alexandra Ferriera e Danilo Correale, giovani artisti che hanno piacevolmente stupito la redazione di Globartmag accorsa per il vernissage.

Tutte le opere in visione sono sottilmente legate dal filo rosso dell’industrializzazione e dell’operato umano. Il lavoro, la manodopera, la macchina e la società contemporanea sono i soggetti principali di ambientazioni asettiche, dove l’uomo si fonde con l’elemento architettonico-industriale e partecipa ad un ciclo produttivo a volte alienante nella sua rapidità, altre visibilmente liquido ed allungato all’interno di patterns temporali indefinite ed azioni incapibili.

Strata Tower, abitare in maniera autosufficiente

Sembra una grande astronave frutto della fantasia di qualche scrittore di fantascienza anni ’30. Eppure lo Strata Tower, il nuovo protagonista dello skyline di Londra, è un semplice edificio. Ad essere precisi non tanto semplice visto che sul suo soffitto sono state implementate delle gigantesche turbine. Il grattacielo è stato progettato dagli architetti Hani Rashid e Lise Anne Couture di Asymptote ed è alto circa 147 metri per 40 livelli totali.

I piani per la costruzione del possente edificio sono stati presentati al pubblico circa sei anni fa e la sua costruzione doveva essere ultimata prima del 2020, invece questo enorme colosso da 113 milioni di sterline ha bruciato le tappe aprendo le sue porta con circa 10 anni di anticipo. Lo Strata Tower è in realtà una grande sfida, il primo dei tre grattacieli previsti per la zona di Elephant & Castle ed il primo tangibile tentativo di costruire nuovi edifici autosufficienti.

Drodesera compie 30 anni

Drodesera (dal 23 luglio al 1 agosto 2010) compie trent’anni, un traguardo che poche altre manifestazioni nel campo dello spettacolo dal vivo possono vantare in Italia. E lo fa mettendo in campo la sua natura ormai consolidata di centro di produzione di performing art, riconosciuto in Italia e in Europa: molti dei lavori presentati in questi anni al Festival sono infatti stati concepiti negli spazi di Centrale Fies, per poi circuitare nelle piu’ importanti vetrine dedicate al teatro in tutto il continente. Grazie al prezioso sostegno di importanti partners (Hydro Dolomiti Enel, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Dro, Regione Autonoma Trentino Alto-Adige/Südtirol, Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ed al lavoro costante di tutoraggio e promozione, dal 2001 la dimora di Drodesera, immersa nel cuore della riserva naturale delle Marocche di Dro, e’ diventato un vero e proprio marchio di eccellenza nel panorama italiano.

Questi i numeri della trentesima edizione del festival: 17 compagnie, 7 artisti, 33 spettacoli, 2 prime nazionali e 7 prime assolute, per un totale di 75 repliche. Questa la scommessa: un cartellone quasi completamente made in Italy, in grado di dimostrare come nel nostro paese le energie creative non manchino, ma come sia d’altra parte necessario e doveroso sostenerne gli sviluppi, mettendo in atto una strategia a lungo termine capace di investire sul lavoro dei giovani e renderne piu’ agevole la diffusione.

La burocrazia ed i cittadini del Colorado contro “gli stracci sul fiume” di Christo


Christo sta progettando da diverso tempo una grande installazione dal titolo Over The River, opera costituita da grandi pannelli di tela che dovrebbero dispiegarsi sulle 42 miglia del fiume Arkansas in Colorado. L’ambizioso progetto era molto sentito anche dalla compagna/collega Jeanne-Claude (prematuramente scomparsa all’età di 74 anni il 18 novembre del 2009) che purtroppo non ha vissuto abbastanza per poter vedere l’opera realizzata. C’è da dire che molto spesso i progetti di Christo sono difficili da realizzare proprio per la loro vasta scala ed una volta portati a termine per molti risultano incomprensibili.

Forse anche il Bureau of Land Management del Colorado non ha ben compreso gli intenti del noto artista. L’organismo di gestione del territorio ha infatti stilato un complesso rapporto in quattro volumi che definisce l’opera di Christo potenzialmente dannosa per l’ambiente e per le cittadine vicine di Salida e Cañon City, dove i teli di tessuto dovrebbero essere installati. Il Land Management ha però voluto dare una possibilità all’artista, fornendo alcuni suggerimenti per minimizzare il potenziale impatto ambientale.

Giovedì Difesa: Il bosco è fuori

Continuando a parlare di film difficili da trovare, mi preme sottolineare che anche il cinema italiano ha i suoi episodi sperimentali poco noti.

Il bosco fuori è un film horror del 2006 scritto e diretto dal regista italiano esordiente Gabriele Albanesi. Prodotto in maniera indipendente dalla NeroFilm di Gregory J Rossi, assieme allo stesso Gabriele Albanesi e alla Manetti Bros, con un budget minimo. In italia ha avuto incassi minimi grazie ad una pubblicità assente e ad una presenza infinitamente bassa nelle sale. In home video in Giappone con il titolo Italian Chainsaw è andato molto bene, tanto da affermarsi tra i dieci dvd home video più venduti. Il titolo per il Giappone è indovinato perché viene in mente il folle mondo delirante dei tutti cattivi di The Texas Chainsaw Massacre, che in italiano si dice “Non aprite quella porta” non saprei spiegare perché: ormai un cult dell’horror indipendente e a basso costo diretto da Tobe Hooper, e distribuito nelle sale nel 1974.

Premio Vasto – Memoria e creativita’. I mille occhi della Sfinge

Dalla seconda metà del Novecento l’arte figurativa, come quella che più fortemente esprime l’impulso umano a creare, non e’ soltanto uno dei possibili, ma il solo processo possibile per riconoscere, nel conflitto storico della società, la prevalenza delle forze creative sulle distruttive.

Non vale risalire alle origini, ricercare la spontaneità, la naturalità, l’originalità di quell’impulso: il problema non e’ in una preistoria che coinvolge miti remoti ed antichi complessi che possono riemergere al livello del precedente, ma nella storia della memoria e della creatività, che apre, nella riflessione del Nietzsche de La gaia scienza, al profondo e attuale tema di arte e verità.

La Polaroid torna al vecchio con la Pic 1000 e Lady Gaga

Il nostro blog è notoriamente innamorato delle tecnologie vintage ed a più riprese nel corso degli ultimi mesi vi avevamo parlato della probabile rinascita della Polaroid vecchio stile. Nell’ultimo periodo però sono trapelate alcune informazioni le quali ci hanno convinto che le cose potrebbero andare meglio di quanto sperato. L’ultima cartuccia di pellicola istantanea ( tanto amata da grandi artisti come David Hockney, Nobuyoshi Araki ed Andy Warhol ) è scaduta lo scorso novembre e pareva proprio che la nota azienda statunitense avesse abbandonato del tutto la fotografia analogica per buttarsi unicamente sul mercato del digitale.

Alcuni mesi fa ci avevano pensato Florian Kraps e Andre Bosman, fondatori dell’Impossible Project, a riportare in vita alcune celebri emulsioni in stile Polaroid ma la casa madre aveva fatto intendere che la produzione non sarebbe mai più ricominciata. Ed invece qualcosa è successo, forse i dati relativi alle vendite di altre toy camera come la Diana e la Holga ( prodotte dalla Lomo ) hanno convinto la Polaroid a tornare sui propri passi e rilanciare sul mercato sia una nuova macchina fotografica che una nuova pellicola.