Linguaggi e Sperimentazioni al Mart di Rovereto

La ricerca artistica contemporanea protagonista della mostra Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea. La mostra sarà aperta al pubblico al Mart di Rovereto dall’8 maggio al 22 agosto 2010. Nelle sale del museo saranno esposte circa ottanta opere tra dipinti, fotografie, sculture, installazioni e video, provenienti dalla AGI Verona Collection che da sempre si dedica alla ricerca di nuovi talenti. AGI Verona Collection e’ nata nel 1989 dalla volontà di cinque collezionisti veronesi, associati nel desiderio condiviso di sostenere l’arte contemporanea.

Ad oggi sono entrate in collezione oltre 500 opere, realizzate con diversi linguaggi e tecniche artistiche, di differenti poetiche e provenienze, e tra queste le presenze internazionali sono la maggioranza. AGI ha sempre privilegiato l’acquisizione di artisti giovani ed esordienti, e per lo piu’ i lavori sono entrati nella raccolta nell’anno stesso di realizzazione. I giovani e le nuove promesse hanno rappresentato una sfida continua, secondo una sensibilità collezionistica che cerca di catturare sempre il nuovo e l’attuale, registrando cosi’ i cambiamenti e le trasformazioni in atto nella storia dell’arte.

Tutti pronti per l’apertura del MAXXi di Roma

27, 28 e 29 maggio 2010: tre giorni di inaugurazione per il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato a Roma da Zaha Hadid, che a partire da domenica 30 maggio sarà definitivamente aperto al pubblico, a coronamento di un impegno pluriennale del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero delle infrastrutture.

Il MAXXI è il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività contemporanea. Fortemente sostenuto dal Ministro dei beni culturali Sandro Bondi, è gestito dall’omonima Fondazione presieduta da Pio Baldi, con la direzione di Margherita Guccione (MAXXI Architettura) e Anna Mattirolo (MAXXI Arte). Dopo l’architectural preview dello scorso novembre, ecco dunque per il museo il momento più atteso, con un programma ricco e internazionale. Le mostre inaugurali sono GINO DE DOMINICIS: l’Immortale, a cura di Achille Bonito Oliva, KUTLUG ATAMAN. Mesopotamian Dramaturgies, a cura di Cristiana Perrella. LUIGI MORETTI ARCHITETTO. Dal Razionalismo all’Informale, a cura di Bruno Reichlin e Maristella Casciato.

Il bookstore dell’Hirshhorn Museum si rifà il trucco grazie a Doug Aitken

La lobby dell’ Hirshhorn Museum di Los Angeles potrebbe essere la location ideale per ammirare capolavori d’arte contemporanea ed anche le caratteristiche dello spazio sarebbero quelle giuste: soffitti alti e tanta tantissima luce. Sfortunatamente per moltissimi anni la lobby è stata deputata al commercio. Lo spazio era infatti il bookstore del museo dove era possibile acquistare libri ed altro merchandising. Oggi però le cose stanno per cambiare, questo perché il direttore dell’Hirshhorn, Richard Koshalek, ha deciso di invitare a Los Angeles il celebre artista Doug Aitken che avrà il difficile ma affascinante compito di reinventare il vecchio spazio. “Questo spazio rappresenta il biglietto da visita del museo e penso che sia decisamente inappropriato che all’entrata i visitatori si trovino di fronte ad un ambiente votato al commerciale. Lo spazio dovrebbe avere un carattere didattico” ha dichiarato Koshalek in merito al futuro progetto.

Ovviamente il progetto è ancora alle fasi iniziali ma è già stata presa in considerazione l’idea di spostare momentaneamente il bookstore (per procedere con i lavori) del museo nel seminterrato al posto di un vecchio ed inutilizzato guardaroba, nei pressi c’è anche il celebre Black Box, affascinante spazio dedicato al video che speriamo non venga toccato da tali trasformazioni.

Viafarini alla Tate Modern per No Soul for Sale

Viafarini dal 14 al 16 maggio partecipa alla seconda edizione del festival degli spazi indipendenti No Soul for Sale – A Festival of Independents, che dopo il successo registrato a New York l’anno scorso, si trasferisce a Londra, nei monumentali spazi della Turbine Hall della Tate Modern.

Viafarini si rappresenta attraverso una installazione-ambiente di Flavio Favelli, China Purple, che fungerà da showcase per presentare alcune opere di artisti che hanno esposto durante i venti anni di attività di Viafarini: Stefano Arienti, Maurizio Cattelan, Linda Fregni Nagler, Paolo Gonzato, Kim Jones, Armin Linke, Margherita Manzelli, Martin Margiela, Liliana Moro, Yoshua Okon, Tobias Rehberger, David Renggli, Dragana Sapanjos, Sissi e Santo Tolone. Alla realizzazione del progetto contribuisce Nicoletta Fiorucci.

Un database con 21.000 opere trafugate dai nazisti

Incredibile notizia dal mondo dell’arte e della tecnologia. La Libera Università di Berlino ha infatti lanciato un progetto su internet senza precedenti. Si tratta di un enorme database che conterrà notizie ed informazioni su più di 21.000 opere d’arte che durante il periodo del nazismo furono considerate come degenerate e trafugate dalle SS dai musei tedeschi nel 1937. Questo enorme registro elettronico è frutto di oltre 8 anni di ricerche condotte dagli storici d’arte dell’università, grazie ai quali è stato possibile risalire ad informazioni come i musei da dove sono stati trafugati e la loro attuale location anche se va detto che molte opere sono andate irreparabilmente distrutte.

Tra i capolavori trafugati figurano quelli di grandi nomi dell’arte come Franz Marc, Emil Nolde, Otto Dix, Marc Chagall, Max Beckmann, Wassily Kandinsky ed Ernst Ludwig Kirchner.  “Speriamo vivamente che questo progetto aiuti a gettare luce sul destino di alcuni capolavori trafugati. Il progetto vuole inoltre sottolineare e documentare l’importanza della meravigliosa collezione d’arte moderna in posseduta dai musei tedeschi negli anni ’30” ha dichiarato Meike Hoffmann, uno degli studiosi coinvolti nel progetto.

Sergio Zavattieri – The ancient Romans Portfolio

In puro stile seicentesco, la grande wunderkammer di Sergio Zavattieri e’ ad oggi satura di mirabilia, dalla sezione naturalia con le anomalie del ciclo Bòtanica, passando per la sezione artificialia del piu’ recente ciclo sugli avvistamenti UFO, sino ai preziosi reperti di The ancient romans.

Ad accogliere lo spettatore dal 24 aprile alla galleria Zelle Arte Contemporanea di Palermo, un vecchio tavolo, uno sgabello, un paio di guanti, una luce calda dritta sul tavolo, 9 ritratti di personaggi celebri, o presunti tali, d’epoca romana, scattati nel 2000 al Museo della Civiltà Romana di Roma, editati e stampati solamente nel 2009 attraverso un processo di simulazione dei toni originali della stampa cyanotype, tecnica scoperta dallo scienziato e astronomo inglese John Herschel nel 1842.

Chiara Dynys – Labirinti di memoria

L’Archivio Centrale dello Stato di Roma ospita dal 7 maggio al 25 settembre 2010 la mostra Chiara Dynys. Labirinti di memoria, a cura di Fortunato D’Amico. L’artista disegna un vero e proprio labirinto lungo corridoi e scalinate, dove installazioni site specific, videoproiezioni, opere interattive e la presenza ossessiva della carta creano un viaggio alchemico che esplora quella sottile linea che idealmente separa passato e presente offrendo un’opportunità di incontri tra storia e mondo contemporaneo.

L’evento consente l’apertura al pubblico per la prima volta dei depositi dell’Archivio Centrale dello Stato, lo storico edificio sito nel quartiere dell’EUR che conserva al suo interno milioni di documenti e rappresenta, da oltre mezzo secolo, il punto di riferimento obbligato per le ricerche sulla storia unitaria del nostro Paese. L’intero ciclopico archivio è infatti un monumento alla memoria custodita in ben cento chilometri di scaffalature.

OPERE/works 2010 al festival dell’arte Contemporanea di Faenza

Con la sua terza edizione OPERE/works il festival dell’arte Contemporanea di Faenza mette dal 21 al 23 maggio l’opera d’arte al centro del dibattito e della relazione con lo spettatore. Cosa rappresenta l’opera d’arte ai nostri giorni? Quale è il suo ruolo nella società? Espressione di un determinato contesto culturale e sociale o della biografia dell’artista, l’opera è stata nei secoli mezzo di comunicazione, veicolo didattico, strumento del potere, oggetto votivo, atto di denuncia, portatrice di innovazione, scardinamento del linguaggio, avanguardia…

L’arte contemporanea, negli ultimi anni, ha conquistato un grande, positivo ascendente sul pubblico, confermando il proprio ruolo di interprete della società e dei suoi mutamenti, ma spesso è stata anche identificata con fenomeni di costume, puro entertainment, glamour a tutti i costi, incoraggiando un rapporto di subalternità tra significato e necessità mondane. Anche a fronte di una crisi economica che sembra essere diventata l’imperativo categorico di tutti i settori, non ultimo quello dell’arte e della cultura contemporanea, ciò che viene richiesto è il recupero di un sistema di valori che consolidi un approccio più diretto ed autentico con il fruitore e tra coloro che contribuiscono, con il proprio lavoro, a tradurre le idee in opere. Come lo stesso successo del festival, – un momento in cui non si vede l’arte, ma si parla e si riflette sui suoi messaggi – ha dimostrato, cresce l’esigenza di recuperare un’esperienza dell’arte autentica e di tornare a ragionare sui suoi messaggi.

Quell’opera è di Leonardo Da Vinci, anzi no! anzi si!

Alcuni anni fa, precisamente nell’estate del 2008 la stampa internazionale diffuse una notizia a dir poco stupefacente.  La scoperta di una nuova opera di Leonardo Da Vinci, un ritratto di una bellissima donna dai capelli d’oro ritratta di profilo, appassionò milioni di appassionati d’arte in tutto il mondo. Secondo quanto descritto all’epoca, un dealer americano chiamato Peter Silverman si recò in visita da un suo amico svizzero che aveva appena comprato il dipinto in questione (di un autore anonimo) per una cifra del tutto modesta. Una volta giunto a casa del suo amico Silverman capì che l’opera non poteva essere stata creata da mani anonime e dopo alcune ricerche attribuì il disegno a Leonardo.

Secondo il dealer le quotazioni dell’opera si aggirerebbero attorno ai 154 milioni di dollari ed il personaggio raffigurato altri non sarebbe che Bianca Sforza, figlia del duca di Milano. Tempo dopo ci si rese conto che la storia di Silverman presentava alcune incongruenze e venne a galla la verità. Il dealer aveva infatti comprato di persona l’opera (non esisteva nessun amico svizzero) da Christie’s per 21.850 dollari.

La Robba di Laboratorio Saccardi

La Z2O Galleria di Roma inaugura il 13 maggio (sarà visibile fino al 30 giugno) la mostra La Robba, personale di Laboratorio Saccardi. Gli artisti del collettivo siciliano, per la loro prima esposizione a Roma, hanno istoriato un carretto siciliano in legno, dipingendo i fatti di mafia più eclatanti della recente storia siciliana, i misteri insoluti della storia politica del nostro Paese.

Simbolo della Sicilia, per tradizione il carretto è decorato con rappresentazioni mitologiche delle gesta dei condottieri appartenenti alla tradizione cavalleresca “dei Paladini di Francia”, arricchito da arabeschi e fregi geometrici di ogni specie. Le raffigurazioni, un tempo, avevano anche la funzione di sintetizzare vicende e storie di cronaca per coloro che non sapevano né leggere, né scrivere. La riscrittura dell’apparato iconografico del carretto condotta da Laboratorio Saccardi racconta la cruda attualità delle stragi di mafia: Portella della ginestra, l’assassinio di Peppino Impastato, la strage di Ustica, le stragi di Capaci e di via d’Amelio. I fatti con i quali gli artisti si misurano sono il risultato di un’approfondita conoscenza dei fatti storici, e di una critica spontanea e feroce agli eventi contemporanei, da sempre alla base della ricerca artistica del gruppo.

Hermann Nitsch e Caravaggio a confronto

Hermann Nitsch e Caravaggio: il confronto – incontro fra due personalità cardine della scena artistica di tutti i tempi si celebra dal 1 maggio a Napoli, con una doppia esposizione e un calendario di appuntamenti promosso, nell’ambito del Maggio dei Monumenti, dal Museo Nitsch e dalla Fondazione Morra in collaborazione con la pinacoteca del Pio Monte della Misericordia.

Le opere del maestro contemporaneo, pioniere e protagonista dell’azionismo viennese, e quelle del rivoluzionario pittore seicentesco dialogheranno nel programma di eventi -Nitsch e Caravaggio-, un progetto di ampio respiro che punta alla commistione di linguaggi distanti nei secoli eppure in sintonia per innovazione e unicità. E che, inscritto nelle celebrazioni del quarto centenario della morte di Caravaggio, animerà la chiesa del Pio Monte della Misericordia, prezioso scrigno nel cuore antico di Napoli, nonche’ sede dal 1607 del celebre dipinto Le sette opere di misericordia eseguito da Michelangelo Merisi poco dopo il suo arrivo a Napoli fuggiasco da Roma.

il nuovo film di Werner Herzog sarà legato all’arte primitiva ed al 3D

 Werner Herzog è uno dei più grandi registi del contemporaneo, fin dagli inizi è stato un importante esponente del cosiddetto “nuovo cinema tedesco” e nel corso della sua lunga ed avventurosa carriera ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole. Alcune di esse, come ad esempio Fitzcarraldo e Cobra Verde (ambedue con l’indimenticabile despota Klaus Kinski) oltre ad essere pellicole memorabili, sono storie al limite tra finzione e documentario, vere e proprie avventure che confermano il coraggio e la determinazione di un regista che ha girovagato per tutto il mondo, molto spesso a piedi.

Oggi Mr. Herzog è un uomo maturo ma questo non gli impedisce di gettarsi in imprese sempre più rocambolesche. Questa volta il regista tedesco ha intenzione di girare un film sull’arte e più precisamente un film che parla dei primordi dell’arte. Altra nota del tutto bizzarra è che il film sarà interamente girato in 3D. La pellicola sarà ambientata all’interno di una grotta francese che contiene disegni i quali risalgono a più di 30.000 anni fa.

Alberto Di Fabio, oltre l’arcobaleno alla Galleria Pack di Milano

Alberto Di Fabio concepisce, per questa sua terza mostra personale alla Galleria Pack di Milano, un progetto che si pone in stretta relazione con lo spazio espositivo recentemente ridisegnato. In mostra dal 4 maggio all’11 settembre varie tele di grandi dimensioni appositamente realizzate sono intervallate da una serie di opere di medio formato a segnare un percorso più intimo e frammentato.

L’insieme dei lavori – caratterizzati da nuove sperimentazioni cromatiche, come l’uso di pigmenti fluorescenti, e dalla giustapposizione di riflessi brillanti e tonalità oscure – suggerisce l’idea di una visione paesaggistica totalitaria, una sorta di osservatorio che permette un’esplorazione globale del mondo: materiale e visibile (paesaggi Himalayani, geografie cosmiche) da una parte ma anche psichica e interiore (tracciati del pensiero, partiture di ritmi psichici), conducendo lo sguardo oltre, verso l’ultraterreno e l’inesplorato (sentieri luminosi interplanetari, grafismi c elesti enigmatici).

Patatine di carta, gioielli che crescono e carote-sigarette: ecco il nuovo design

 A noi piace il design, sopratutto quello più visionario ed irriverente poichè ci aiuta a guardare agli oggetti del nostro quotidiano mediante un’ottica totalmente diversa, confondendo le nostre percezioni ed emozioni. Proprio ieri abbiamo avuto modo di ammirare il talento di Alejandro Aravena e la sua sedia Chairless, presentata al Salone del Mobile di Milano edizione 2010. Oggi vi presentiamo un’altra simpatica proposta di design, sempre presente al salone ma che con i mobili non ha niente a che vedere. Parliamo infatti di cibo e più precisamente delle patatine in busta.

Tutti amano le chips ma sappiamo benissimo che in quanto a grassi e colesterolo le simpatiche sfogliatine croccanti non scherzano. Ecco quindi che il simpatico designer islandese/italiano Hafsteinn Juliusson ha presentato un nuovo tipo di patatine fritte, coloratissime e ben fasciate da una confezione up to date. Le patatine di Juliusson si chiamano Slim Chips e possono essere mangiate tutti i giorni perchè hanno zero calorie e non hanno grassi. Incredibile direte voi ma la cosa ancor più strana è che in realtà non si tratta di patatine ma di carta commestibile aromatizzata. “invece di ingrassare ora potrete mangiare carta in vari gusti” afferma il designer e c’è da dire che per ora noi preferiamo le patate.