Come cambia la Street Art

Impossibile pensare alle mura dei nostri edifici metropolitani senza associarli a qualche meraviglioso intervento di Street Art, anche se va detto che tale corrente creativa non è solamente legata al graffiti o ai murales. Del resto artisti come Banksy ed Invader hanno dato prova della natura cangiante di questa caleidoscopica tecnica espressiva. Alle manifestazioni per così dire di natura segnica, si sono via via affiancate delle vere e proprie installazioni, degli oggetti ready made, delle performance urbane e chi più ne ha più ne metta.

Attualmente la scena della Street Art è la più attiva di tutte sul fronte della sperimentazione e gli artisti che la animano sono sempre pronti ad inventarsi qualcosa di nuovo per stupire l’intera cittadinanza. Andiamo quindi a vedere gli street artists più spregiudicati del momento per osservare da vicino i cambiamenti e le nuove tendenze di questo meraviglioso mezzo espressivo. NohjColey, artista che usa la street art per esplorare vizi e virtù delle persone, la street sculpture in questione dal titolo hoodwinked lifestyle è una sorta di marionetta, piegando le braccia il soggetto passa da una posizione di preghiera ad una tipica da bisognoso di aiuto.

EDWARD THOMASSON – Find A Problem To Solve

Furini Arte Contemporanea di Roma inaugura il 21 gennaio la prima mostra personale  in Italia dell’artista britannico  Edward Thomasson (1985 – Staffordshire, vive e lavora a Londra) che include il video Find A Problem To Solve, 2008, e una serie di disegni dal titolo Voluntary Working Relationships, 2010-2011. Il lavoro di Thomasson si focalizza sul sistema dei rapporti fra gli individui in gruppo, spostando il punto di vista fra l’interno e l’esterno dei personaggi, muovendosi fra le menti e i corpi.

Attraverso un’accurata e critica osservazione del comportamento, Thomasson identifica espressioni del volto e pose specifiche e isola i movimenti degli individui in gruppo, processo che viene inizialmente esplorato nelle serie di disegni. In seguito queste osservazioni divengono il fondamento per i suoi video narrativi che, interpretati da attori, sono tutti riferiti a come gli individui partecipano alle attività di gruppo, intese come occasione per affermare a se stessi che c’è qualcosa oltre i limiti del loro stesso corpo. Anche la musica ha un ruolo centrale nella costruzione dei suoi video. Edward Thomasson scrive i testi per le canzoni che, eseguite dagli stessi attori dei video, diventano parte dell’azione.

Il Diritto di Seguito vince negli States, ma c’è anche in Italia

Vi ricordate della questione sul diritto di rivendita delle opere d’arte? Ebbene se non vi ricordate di questa vicenda possiamo farvi un piccolo sunto per rinfrescarvi le idee. Verso la fine di ottobre un manipolo di artisti guidato da Chuck Close aveva fatto causa a due succursali di Christie’s e Sotheby’s. Le case d’asta erano state accusate di non aver rispettato il diritto di rivendita sancito da una legge vigente dal lontano 1977.

In pratica ogni persona intenzionata a mettere in vendita le opere di un determinato artista ancora in vita (o comunque deceduto da meno di 20 anni), deve per forza di cose versare una percentuale del ricavato alla fondazione che detiene i diritti dell’artista o all’artista stesso. Sulle prime, Close e gli altri avevano intrapreso una battaglia per la legge che riguardava lo stato della California (ma valida anche per opere vendute in altri stati, se quest’ultime sono state create da un cittadino residente in California).

Shepard Fairey tra gli autori di un libro per colorare sulla brutalità della polizia di New York

Bambini non fatevi trovare in possesso di questo libro, c’è il rischio che la polizia di New York ve lo confischi. La notizia di oggi è infatti dedicata al mondo degli adulti anche se si riallaccia idealmente a quello dei più piccini. Il Movimento Occupy Wall Street ha infatti da poco lanciato un’interessante iniziativa per sensibilizzare il pubblico sui numerosi atti di brutalità compiuti dalla polizia.

Si tratta del Police Brutality Coloring Book, un libro da colorare (proprio come quelli che si comprano ai più piccoli) dove sono raffigurati gli atti di ritorsione innescati dalla polizia ai danni del movimento newyorchese. Al libro da colorare hanno partecipato 46 artisti, tra cui spiccano i nomi di Shepard Fairey e Tim Biskup. L’idea è sorta all’indomani di un duro attacco compiuto dalla polizia in quel di Zuccotti Park con largo uso di spray al peperoncino e botte da orbi. L’ideatore del progetto, l’artista Joe Nelson, ha quindi deciso di contattare tutti i colleghi di sua conoscenza ed organizzare un meeting proprio in Zuccotti Park per sensibilizzarli sull’accaduto ed informarli sul progetto di artist’s book.

Abbracciarsi con uno sconosciuto? è possibile con la performance dei Gao Brothers

Il 28 gennaio tutti a Piazza del Popolo a Roma, appuntamento alle ore 14:oo per partecipare alla performance collettiva THE UTOPIA OF HUGGING FOR 20 MINUTES dei Gao Brothers organizzata in occasione della mostra (Un) Forbidden City che inaugurerà il prossimo 24 gennaio presso gli spazi del MACRO Testaccio.

La performance  “The Utopia of Hugging for 20 Minutes” dei Gao Brothers comincia nel 2000 sulla spiaggia di Jinan, in Cina, un luogo desertico dove i fratelli riuniscono un centinaio di sconosciuti ed amici nell’atto di abbracciarsi per 15 minuti. In seguito, spostandosi in vari luoghi del pianeta, la serie, si sviluppa assumendo progressivamente la forma di un tableau vivant, di un diario intimo di incontri collettivi dove lo scambio di un gesto naturale come un abbraccio diventa improvvisamente artificiale quando scambiato con uno sconosciuto.  

Mostre in giro per il mondo edizione 2012

Eccoci giunti al consueto appuntamento con le mostre in giro per il mondo previste per i prossimi giorni di questo scoppiettante 2012. Se avete deciso di passare le vostre vacanze all’estero, non perdetevi questi appuntamenti: Dal 6 gennaio all’11 febbraio la galleria David Zwirner di New York city propone al suo pubblico i Date Paintings di On Kawara. Alla mostra saranno presenti 150 opere con le classiche date.

Dal 12 gennaio al 18 febbraio tutte le Gagosian Gallery sparse per il globo ospiteranno invece Mr. Damien Hirst ed i suoi Spot paintings, un evento senza precedenti. Dal 29 gennaio al 9 aprile il MoMa PS1 presenta una panoramica sull’artista californiano Henry Taylor. Dipinti naif realizzati su qualunque supporto da una valigia gettata nella spazzatura ad una scatola di cereali, tutto fa brodo per il magico Taylor. Londra dedica invece, dal 9 febbraio al 27 maggio, una grande retrospettiva al pittore Lucian Freud scomparso nel 2011. Alla National Portrait Gallery saranno presenti i suoi ritratti, prodotti nell’arco di 70 anni di prolifica carriera.

Nei musei italiani le statistiche si fanno da Natale a Santo Stefano

Anno nuovo, mondo museale nuovo. Certo, sarebbe bello poter assistere ad un cambiamento del genere anche se insperato, svegliarci un giorno e poter renderci conto che i nostri poli istituzionali si sono trasformati in una macchina da guerra ben congegnata. Inaugurazioni programmate a regola, mostre interessanti anche per il pubblico e non solo per gli addetti ai lavori, eventi centrali affiancati da sotto-clou in grado di tener alto l’interesse, elementi multimediali e didattici, programmi per i più giovani, screenings di video e quanto altro fa arte.

In special modo andrebbero curate le statistiche, vale a dire la base per compiere futuri studi sull’andamento dei musei. Questo al di fuori dei nostri confini nazionali rappresenta la regola ma da noi questi accorgimenti sono rari come l’acqua nel deserto. Prendiamo ad esempio le ultime statistiche rilasciate da un raggiante MIBAC: nei giorni di Vigilia, Natale e Santo Stefano i nostri musei hanno riscontrato un incremento complessivo di visitatori del 17,73% rispetto al 2010, per un totale di presenze pari a 63.745 (mentre le statistiche dello scorso anno parlavano di  54.144 presenze). Nello specifico, alla vigilia di Natale si è registrato un incremento di visitatori del 24,29% rispetto al 2010, con incassi del 27,09% in più rispetto all’anno precedente.

Intervista a James Gallagher

In occasione di Prolonging the ecstacy, prima personale italiana presso la CO2 contemporary art di Roma dell’artista americano James Gallagher, abbiamo preparato un’intervista. James lavora attraverso la tecnica del collage per investigare sulla forma e sull’identità. Attraverso il recupero di immagini di scarto e vecchi manuali di sesso anni ‘60 l’artista ripropone un immaginario personale e provocante che riflette sul mondo circostante.

 

Kaarina Kaikkonen – Are We Still Going On?

Pensata per la ex fabbrica di abbigliamento Max Mara, ora sede della Collezione Maramotti, la grande installazione Are We Still Going On? di Kaarina Kaikkonen segue e accompagna la struttura compositiva dell’edificio, esempio peculiare di architettura brutalista e organicista degli anni Cinquanta. Il vecchio ingresso alla fabbrica − in cui è stata realizzata l’opera − è idealmente diviso in due aree; le catene orizzontali in cemento armato che collegano i pilastri non solo conferiscono un ritmo architettonico allo spazio, ma divengono parte del lavoro dell’artista.

L’installazione si compone di due strutture simmetriche che evocano lo scheletro di una grande barca. La semplice carena è sezionata in due parti che si sviluppano dal soffitto fino a tangere il pavimento, con un medesimo ritmo compositivo semicircolare realizzato con abiti annodati tra loro. Per la scelta dei colori che delineano le due strutture complementari, gli abiti suggeriscono un dialogo simbolico tra il maschile e il femminile: chiari da un lato, dai toni più freddi dall’altro. Dal tutto emana una combinazione coloristica di armonica bellezza.

Claire Fontaine al Museion

Una sagoma dell’Italia composta da migliaia di teste di cerini bruciati, materiale “incendiario” per sottolineare la precarietà in cui si trova il paese e alludere alla catastrofe costantemente in agguato. È questa una delle installazioni che si troveranno di fronte i visitatori di “M – A – C – C – H – I – N – A – Z – I – O – N – I” – la mostra di Claire Fontaine che il 3 febbraio prossimo apre la stagione espositiva 2012 di Museion.

Il collettivo Claire Fontaine, fondato a Parigi nel 2004, prende il nome da una nota marca francese di quaderni e cancelleria. I suoi lavori, animati da una ricerca teorica, riprendono spesso a quelli di altri: Claire Fontaine si definisce infatti un’artista “ready made”, mettendo in discussione la figura stessa dell’artista, definita “singolarità qualunque” equivalente di un orinale o di una scatola di sapone “Brillo”, e quindi altrettanto intercambiabile. Quella a Museion è la prima personale del collettivo in un museo italiano. Le opere di Claire Fontaine nascono e si riferiscono a situazioni socio-politiche di scottante attualità, contengono brillanti metafore e una forte carica utopica. Al museo di Bolzano il collettivo presenta una selezione di lavori esistenti e nuove produzioni: dai video alle scritte al neon fino alle installazioni e alle “sculture-macchinari”.

Sono Giorgio Andreotta Calò, Patrizio di Massimo, Adrian Paci e Luca Trevisani gli artisti del Premio Italia 2012

Il Premio Italia Arte Contemporanea, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è nato per sostenere e promuovere i più recenti sviluppi della scena artistica contemporanea e la nuova generazione di artisti italiani nel contesto locale e internazionale. Inoltre, il Premio rappresenta un’occasione importante per la crescita della collezione del Museo MAXXI, che viene incrementata anche attraverso l’acquisizione di opere appositamente commissionate e prodotte.

In occasione del Premio Italia 2012 (inaugurazione il 27 gennaio 2012), i quattro artisti finalisti – Giorgio Andreotta Calò, Patrizio di Massimo, Adrian Paci e Luca Trevisani – presentano altrettante opere pensate appositamente per gli spazi del Museo, opere che riflettono sui temi di grande attualità, quali il paesaggio e la trasfigurazione della città, la storia come modello di identità nazionale, il rito come momento di riconoscimento tra individui, la materia e la finitezza degli oggetti. Al vincitore, che verrà decretato a poche settimane dalla chiusura della mostra, sarà dedicata una pubblicazione monografica su tutto il suo percorso artistico, con interviste, saggi e una sezione antologica dei più importanti testi critici che ne hanno accompagnato il percorso.

Paesaggio con figura. Dialoghi intorno al ruolo sociale dell’arte

Il libro «Paesaggio con Figura. Arte, sfera pubblica e trasformazione sociale» è lo spunto da cui prende il via un’articolata serie di incontri incentrati sul tema dell’arte come concreta opportunità di adesione alla realtà e come occasione di intervento afferente la sfera pubblica. Questo modo di intendere l’arte è riscontrabile nell’attitudine e nella pratica operativa di un numero crescente di artisti: artisti ricettivi e sensibili nei confronti del contesto e particolarmente attenti ai temi centrali del dibattito pubblico attuale in quanto mossi da un impegno che riguarda contemporaneamente l’arte e il mondo; artisti portati a calarsi nel vivo del tessuto sociale per farne emergere caratteri ed elementi specifici, che saranno poi oggetto di operatività variegate; accomunate però da una propensione per la condivisione e da una processualità dilatata nel tempo.

Questa tendenza, che costituisce oggi uno degli orientamenti artistici più fecondi di sviluppi, si offre come possibilità di sperimentare e di proporre modelli alternativi a quelli esistenti, di rispondere alle esigenze del presente evocando un senso di sviluppo sostenibile. L’apporto degli artisti a livello di vita civile e di collettività territoriali si offre elemento di sviluppo sociale e di riqualificazione del territorio e si può fare particolarmente prezioso nell’ambito di processi di rigenerazione, di inclusione e di coesione sociale.

New York prepara le sue grandi mostre per il 2012

Con il 2011 ormai quasi alle spalle New York guarda avanti e si proietta direttamente all’interno della stagione espositiva 2012. Ovviamente nella Grande Mela non scherzano e se qui da noi le programmazioni dei musei cittadini procedono a rilento con comunicazioni a corrente alternata, negli States le macchine vincenti hanno già acceso i motori.

Vediamo quindi cosa propone New York per il prossimo anno all’insegna dell’arte contemporanea. Il Whitney Museum ha già pronta la sua Whitney Biennial che dopo l’esaltante edizione curata da Francesco Bonami si preannuncia già come ricca e gustosa. 51 artisti invitati ed una selezione orientata focalizzata su fotografia e video, ne vedremo delle belle (inaugurazione il 1 marzo, fino al 27 maggio 2012). Il New Museum invece ha la sua Generational, l’abituale exhibition triennale che quest’anno prende il nome di The Ungovernables. Anche questa kermesse si preannuncia come impedibile data la presenza di talentuosi artisti (inaugurazione il 15 febbraio, fino al 22 aprile 2012).

Censura in Turchia, al museo decidono i collezionisti

Alcuni giorni fa avevamo stilato una lista del peggio del 2011 dove figuravano alcune censure ai danni di artisti sparsi per tutto il globo. Per il 2012 speriamodi non dover mai più vedere tali orribili pratiche ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora siamo proprio conciati male. Proprio in dirittura d’arrivo della fine dell’anno, un ulteriore caso di censura è spuntato dalle parti della Turchia.

Ci sono giunte voci che almeno otto artisti ed un collettivo artistico hanno preso la decisione comune di ritirarsi dalla mostra Reality and Dream, organizzata dall’Istanbul Modern. La mostra è una panoramica sull’arte turca al femminile dall’inizio del 1900 ad oggi. La controversia è iniziata quando un’opera raffigurante una sedia dell’artista Bubi Hayon è stata eliminata da una serata di Gala tenutasi al museo: “I vertici del museo hanno chiesto una mia opera per la notte di Gala del museo e per inserirla nel catalogo. Mi hanno detto che sarei stato libero di creare ciò che volevo, così ho creato  una sedia con un pitale nel centro. Una volta vista l’opera i vertici l’hanno definita contraddittoria e sconveniente e l’hanno rifiutata. Secondo il mio parere l’opera era poco commerciale ed il museo ha molto a cuore il parere dei collezionisti” ha dichiarato Hayon alla stampa internazionale.