Successo per la Gwangju Biennale targata Massimiliano Gioni

Si è aperta finalmente l’attesa edizione 2010 della Gwangju Biennale, manifestazione  coreana che quest’anno è curata da un talento nostrano che ormai è da tempo fuggito dal nostro belpaese. Stiamo ovviamente parlando di Massimiliano Gioni, alter ego di Maurizio Cattelan oltre che curatore di caratura internazionale e punta di diamante del New Museum di New York. Come riportato dal prestigioso magazine internazionale Artinfo e da altri magazines internazionali, la Gwanju Biennale targata Gioni è una manifestazione assai inconsueta, dove è possibile trovare una miscela esplosiva di artisti che vanno da Bruce Nauman fino a Wang Guanyi passando per Pawel Althamer, Roberto Cuoghi e Keren Cytter, Per un totale di 134 presenze provenienti da 28 differenti paesi e 9000 immagini in mostra.

Il tema prescelto “10,000 Lives” verte sulla radice primordiale dell’immagine partendo dall’antica Grecia sino ad arrivare ai giorni nostri. Ovviamente la nostra società è in qualche modo intossicata dal vasto bacino di immagini a sua disposizione quindi la mostra tenta di trovare un punto di raccordo tra questa sovraesposizione alle immagini e le radici classiche delle stesse. In soldoni l’evento si ripropone di mostrare come vengono fatte, distribuite e riciclate le immagini contemporanee attraverso dei casi di studio che spaziano dalle immagini di propaganda alla fotografia commerciale sino alle sculture funerarie ed alle foto di prigionieri, in una sorta di viaggio enciclopedico assai complesso.

Entretiempos. Nel frattempo, istanti, intervalli, durate al MAN di Nuoro

Entretiempos – Nel frattempo, istanti, intervalli, durate e’ una mostra collettiva che inaugura il 1 ottobre al MAN- Museo d’Arte Provincia di Nuoro e che riunisce 17 artisti le cui opere, secondo diverse prospettive e utilizzando metodi differenti, raccontano l’esperienza del tempo nelle sue varie accezioni e forme visive. Prendono parte all’esposizione alcune delle figure piu’ importanti del panorama artistico contemporaneo, presentando lavori fotografici, video e pellicole prodotti negli ultimi dieci anni.

La mostra, rispettando l’estensione e la diversità, aspira a riflettere un ampio e paradigmatico spettro delle pratiche visive, partendo dal presupposto che le ipotesi di lavoro che hanno guidato la selezione delle opere si articolano intorno a diverse tematiche: la natura e gli effetti dell’interruzione fotografica, e di conseguenza cio’ che questo implica nella percezione del movimento e la presunzione diegetica dell’immagine; il contingente, l’effimero e il caso come forma per mettere in rilievo l’instabilità delle opere stesse e le loro connotazioni temporali; l’analisi e la speculazione storica, passando attraverso pratiche relazionate con l’archivio, assieme all’esperienza della memoria individuale e collettiva, volontaria e involontaria; infine, l’articolazione tra la fotografia e altre modalità di immagine, definendo combinazioni e paradossi temporali che si creano in particolar modo tra immagine fissa e movimento.

Citarsi addosso ma filosoficamente

Il citazionismo filosofico è l’ultima spiaggia di qualsiasi critico d’arte o meglio di qualsiasi individuo con la velleità di divenir tale. Si arriva al citazionismo proprio come in ascensore si discorre del tempo con una persona che non si conosce, come ad una cena fra amici si inizia a raccontar barzellette mentre si affetta il melone.

La misteriosa pulsione che scatena nella mente del giovane critico o del giovane giornalista il bisogno di ricorrere al citazionismo è qui di seguito illustrata. Mentre ci si trova a redigere un testo, affiora l’urgenza di descrivere le sperimentazioni di un determinato artista e l’essenza di un’opera con parole forbite, con concetti alti che illumino o rendano il tutto vagamente incomprensibile o che magari creino nel lettore il sospetto di aver a che fare con qualcuno che sa il fatto suo.

Se tornasse Cattelan/se non tornasse affatto

Su Globartmag abbiamo più volte criticato manifestazioni creative mirate al sensazionalismo ed al puro spettacolo. Maurizio Cattelan, in particolare è stato uno fra i nostri più bersagliati obiettivi, vuoi per la natura spettacolare della sua arte, vuoi per il suo continuo irridere un sistema che comunque lo alimenta.

Eppure, ai tempi della sua irruzione all’interno della scena, Cattelan aveva ben compreso che il carrozzone artistico nazionalpopolare doveva essere in qualche modo costretto ad una reazione, anche in termini negativi. Il revisionismo è forse una pratica squisitamente italiana e noi di Globartmag non possiamo sottrarci a questa consuetudine. Bisogna quindi ammettere che in questi tempi incerti in cui la fotografia si lascia sedurre da meraviglie del digitale che uniformano ogni scatto, in cui la pittura è ancora imbrigliata dalle estetiche della Nuova Scuola di Lipsia e le installazioni diventano sempre più minimal-pretestuose, le provocazioni del buon vecchio Cattelan ci mancano da morire.

Festarte VideoArt Festival, quattro giorni dedicati alla scena della video arte internazionale

Prende il via Mercoledì 15 Settembre a Roma presso il nuovo spazio de La Pelanda – MACRO Testaccio (ex Mattatoio), FestArte VideoArt Festival, prodotto da Federculture e realizzato dall’Ass. Cult. FestArte.

Quattro giorni dedicati alla scena della video arte internazionale e di ricerca, con momenti di discussione e una programmazione artistica che spazia alla performance e ai dj set. Oltre 500 artisti provenienti da 60 paesi del mondo hanno partecipato al Concorso. Numeri significativi per un contenuto complesso ed importante: una conferma della diffusione e utilizzo della videoarte oggi, delle sue potenzialità espressive e facilità divulgative, anche in ragione di un pubblico sempre più numeroso. Di forte presa, l’originale tema “VIOLENZA INVISIBILE – privata,, sociale” pubblica ha stimolato lavori concepiti ad hoc e, in alcuni casi, ha portato gli artisti a condividere esperienze proprie, sentendo l’esigenza di accompagnare i video con riflessioni intime. In mostra, opere sulla censura dei media, l’anaffettività materna, le relazioni familiari, il rapporto uomo-donna e quello amicale, l’identità sociale, le apparenti ‘normalità’, la prigionia di leggi e veti.

Mash-Up Theater ricci/forte, Presentazione del libro a cura di Francesco Ruffini

Sabato 11 settembre, alle ore 17.30, l’edizione 2010 del festival Short Theatre di Roma ospita, negli spazi di Macro Testaccio/La Pelanda, la presentazione del libro “Mash-Up Theater ricci/forte”, curato da Francesco Ruffini ed edito da Editoria&Spettacolo nella collana Spaesamenti. Intervengono Francesco Ruffini, Gianni Forte, Francesco Paolo Del Re, Paolo Ruffini, Stefano Ricci.

La presentazione del volume arricchisce e conclude i quattro giorni di repliche che il programma del festival dedica a Pinter’s Anatomy di ricci/forte. Lo spettacolo, per la prima volta a Roma dall’8 all’11 settembre (dalle ore 18.00 in poi, in loop fino a notte fonda), è scritto da Gianni Forte e Stefano Ricci, che firma anche la regia, e vede in scena Marco Angelilli, Pierre Lucat, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio. Con il bisturi di un approccio audace, innovativo e iconoclasta vengono in esso dissezionati e impietosamente analizzati i temi cari al teatro di Harold Pinter.

Fantasilandia alla Galleria Antonio Colombo di Milano

 La galleria di Antonio Colombo presenta per la prima volta a Milano alcuni tra i più effervescenti artisti della nuova scena pop contemporanea mondiale: i maestri del Pop Surrealismo americano Gary Baseman, Tim Biskup e Eric White, i fuoriclasse del Low Brow come Anthony Ausgang, Gary Taxali e Heiko Müller, il pittore Nicola Verlato che ha introdotto il movimento in Italia così come lo storyteller della pittura Gabriele Arruzzo.

Fantasilandia, curata da Julie Kogler, è una mostra che mette in luce gli aspetti più innovativi di uno scenario artistico pulsante e straordinario che comincia a spopolare nei più importanti musei internazionali. Ormai ricercatissimi dagli appassionati del genere e da una sempre crescente schiera di collezionisti del mainstream, gli artisti scelti per questa prima milanese sanno muoversi con abilità tra cultura pop e cultura alta cimentandosi in un figurativismo, espressione delle ultime estetiche del XXI secolo dove le nuove icone si fondono con un immaginario fantasioso che invita lo spettatore ad un viaggio sorprendente nel mondo onirico. 

Beatrice Scaccia – He, she, it: masculine, feminine and neuter gender

La Galleria Ugo Ferranti di Roma inaugura la nuova stagione espositiva il 21 settembre con la mostra di Beatrice Scaccia (1978, vive e lavora tra Roma e New York) dal titolo He, she, it: masculine,  feminine and neuter gender.

Per la sua prima personale nella storica galleria romana Beatrice Scaccia sceglie di raccontare attraverso le immagini la difficoltà dei ruoli sessuali nella nostra contemporaneità. Lo fa in maniera silenziosa, ripetitiva, ironica ma allo stesso tempo critica. Il silenzio è dettato dalla leggerezza del materiale che l’artista sceglie, la carta, e dalle piccole dimensioni che predilige, 15×15 cm.

Governare il caso si può alla Galleria Civica di Modena

Governare il Caso, la ricognizione artistica che la Galleria Civica di Modena condurrà in occasione del festivalfilosofia, in programma a Modena dal 17 al 19 settembre 2010, dedicato quest’anno al tema della Fortuna. Le azioni – e le sperimentazioni – di artisti, musicisti, attori, performer, poeti, concorreranno alla tre giorni dedicata all’improvvisazione organizzata dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, curata da Marco Pierini.

In bilico fra buona o cattiva sorte, governati dal caso, da sempre ci interroghiamo sul concetto di destino, desiderando, disperatamente, di conoscerne i disegni. Una sfida impossibile, eppure inevitabile, che ci spinge oltre confine, chiunque sia l’attore della scommessa: musicista, filosofo, letterato o artista. In occasione del festivalfilosofia la Galleria Civica di Modena ha scelto di concentrarsi sull’intervento del caso nei processi di produzione ed espressione artistica e sulla capacità dell’artista di governare cio’ che dal caso scaturisce. Tre giorni per indagare una delle possibili declinazioni del concetto di Fortuna.

Regina José Galindo – Limpieza Social

Nell’ambito di Quindici ore sottosante sabato 4 settembre 2010 Radom Arte Contemporanea /palazzo cozza-caposavi a Bolsena presenta limpieza social di Regina José Galindo a cura di Antonio Arévalo.

Nel video “Limpieza social”,  Regina Josè Galindo offre il suo corpo sociale al sacrificio, alla violenza di un getto d’acqua gelata. Elemento che evoca la vita e la rinascita, si trasforma in strumento di prevaricazione. Dall’altra parte, il piccolo corpo innocente, dimostra ad uno ad uno le sue qualità sensibili: soccombe al gesto inevitabile, ma non si lascia vincere. Un corpo territorio dove la battaglia si svolge sia realmente, sia metaforicamente: un corpo capace di ridefinire l’intorno fatto di nulla, assorbendo le sofferenze e divenendo portavoce di quanto altri non vogliono dire.

La Giornata della Cultura Ebraica

Domenica 5 Settembre 2010 è la Giornata Della Cultura Ebraica, evento che sarà accompagnato da mostre, concerti e conferenze. La cultura ebraica vive, tutti i giorni dell’anno, di studio e di scrittura, di tradizione e di sguardo al futuro, di idee antiche e moderne, di arte, di letteratura e di confronti, di spettacolo e di musica.

La peculiarità dell’ebraismo risiede proprio in questa commistione, particolarissima, tra la sua storia plurisecolare e la sua aderenza alla contemporaneità: una interessantissima miscela che ha prodotto, nei secoli – e in particolar modo da quando, con la moderna emancipazione, gli ebrei hanno potuto partecipare attivamente alla vita delle società – una vita culturale poliedrica, fatta di mille rivoli e di mille manifestazioni.

E Gagosian apre anche a Parigi

Parigi non è certo il fulcro del sistema dell’arte contemporanea internazionale, eppure c’è chi è pronto a scommettere su una pronta rinascita della Francia. Ad alzare la posta ci ha penato il celebre dealer americano Larry Gagosian che solitamente non sbaglia un colpo ed apre le sue Gagosian Gallery in città che si rivelano in seguito come new entries del mercato o in rapida crescita esponenziale per quanto riguarda il giovane sottobosco creativo.

Basti prendere ad esempio la sede di Gagosian a Roma che ora si trova per così dire affiancata da un Macro a pieno regime ed un Maxxi nuovo di zecca, due punti a favore per un dealer che solitamente vende opere di artisti blasonati ed ospitati dai più grandi musei del mondo. Insomma stavolta Gagosian ha deciso di aprire una sede parigina che sarà inaugurata il prossimo 20 ottobre.

Astana, una capitale costruita da zero

Astana è dal 1997 la capitale del Kazakhstan, il suo nome significa semplicemente “capitale” ed è stato scelto perché è facile da pronunciare in molte lingue. Nel 2001 le istituzioni decisero di fare di Astana una grande città dotata di tutte le infrastrutture necessarie e caratterizzata da un design all’avanguardia.

Il compito di erigere dal nulla una meraviglia del futuro fu affidato a Kisho Kurokawa al quale furono date ampie risorse con l’obiettivo di fondere l’architettura con la natura circostante. Kurokawa è morto nel 2007 ma la città sta ora seguendo i suoi progetti ed è piena di parchi e tratti alberati. Astana è uno di quei pochi esempi al mondo di capitale costruita da zero, le altre sue più celebri omonime sono San Pietroburgo, Washington DC, Canberra, Ankara e Brasilia.