
I Gao Brothers sono artisti decisamente battaglieri, le loro proteste contro le rigide spire del regime politico cinese sono ormai divenute celebri. Va detto che molto spesso in Cina il dissenso politico è punito severamente e le opere d’arte sono pericolose quanto una protesta di massa. Negli ultimi anni i Gao Brothers hanno subito raid della polizia, le loro opere sono state confiscate dalle autorità e la stessa fine hanno fatto i loro passaporti. I due sono infatti rimasti confinati in Cina per dieci anni vale a dire fino al 2003.
I due fratelli mirano a raggiungere la verità tramite l’arte e non si considerano dissidenti ma semplicemente persone che usano l’arte per esprimere ciò che vogliono. Recentemente, a Pechino, il dinamico duo ha inaugurato la mostra Portraits (chiusa il 19 luglio) alla China Art Archives & Warehouse, con due curatori d’eccezione: Ai Weiwei ed il nostro Achille Bonito Oliva. Come di consueto i due artisti non hanno fatto pubblicità, ne diramato comunicati stampa ma inviato alcune e-mail al loro ristretto circolo di conoscenze, come se si trattasse di un evento segreto.







