
Incredibile successo per il IV Premio Arte Laguna, concorso inteso a promuovere l’arte contemporanea in tutto il mondo. Ad iscrizioni definitivamente chiuse il bilancio è quantomai esaltante:piu’ di 5.500 artisti iscritti, provenienti da oltre 90 paesi del mondo, quasi il 50% in piu’ rispetto all’anno scorso.
Tale risultato rende il Premio Arte Laguna il concorso artistico più importante d’Italia oltre che un importante punto di riferimento anche nella scena internazionale per avere un termometro delle tendenze, aspirazioni ed influenze di tutto il mondo dell’arte. Il successo del concorso è anche dovuto alle sue particolari caratteristiche che lo differenziano dagli altri concorsi artistici. La divulgazione del premio gioca un ruolo fondamentale infatti su Google si contano piu’ di 700.000 riferimenti cercando ”Premio Arte Laguna” e piu’ di 600.000 cercando ”Arte Laguna Prize”. La diffusione globale di informazioni sul Premio Arte Laguna ha stimolato il coinvolgimento di artisti provenienti non solo dai principali stati occidentali, ma anche da paesi sudamericani, asiatici ed africani, tra cui India, Georgia, Libano, Sudafrica, Algeria, Iran, Siria, Corea del Sud, Bielorussia e Israele.
Anche Madrid si prepara ad ospitare una grande fiera d’arte contemporanea di caratura internazionale. Si tratta della 5 edizione della giovanissima Art Madrid, che si terrà dal 16 al 21 febbraio al Pabellón de Cristal de la Casa de Campo. La direzione della fiera ha già confermato la presenza di 64 prestigiose gallerie d’arte selezionate tra grandi nomi della scena nazionale ed internazionale, tali importanti presenze metteranno in mostra opere create da celebri attori del contemporaneo.
Occupazione, squat e quanto altro, tutto per perorare la causa artistica s’intende. Impossessarsi di edifici pubblici o privati abbandonati per installarvi una serie di studios d’arte non è certo cosa nuova ma la notizia degli ultimi giorni ha riportato in auge questa (buona) abitudine. Quindi, visto che nella maggior parte dei casi le istituzioni non supportano la giovane arte il gruppo artistico The Oubliette ha deciso di occupare il numero 61 di Curzon Street di Londra, indirizzo di una prestigiosa Mayfair mansion dal valore di oltre 14 milioni di dollari che era stata incautamente lasciata vuota dalla società offshore che ne detiene la proprietà.
Michelangelo Merisi da Caravaggio detto appunto Caravaggio è considerato il primo grande esponente della scuola barocca e uno dei più celebrati pittori del mondo. Nel 1610 Caravaggio, In preda alla febbre per presunte infezioni intestinali, dopo un lungo viaggio per mare, fu lasciato alle cure della locale Confraternita di Porto Ercole che il 18 luglio 1610 certificò la morte avvenuta nel loro ospedale. Il giorno successivo, l’artista fu seppellito nella fossa comune ricavata nella spiaggia e riservata agli stranieri, e che oggi è il retroporto urbanizzato di Porto Ercole. Il problema è che le cause di morte del grande maestro non sono mai state del tutto accertate e a tutt’oggi rappresentano un vero e proprio mistero.
16 anni sono passati da quando il MoMa ha presentato l’innovativa creatività dell’artista concettuale Gabriel Orozco al grande pubblico. Con la sua natura ironica e lirica l’artista si oppose alla natura monumentale dei trend artistici degli anni ’80 mediante una ridefinizione del concetto di bellezza e focalizzando l’attenzione su dettagli inaspettati, memorie quotidiane ed esperienze personali. In questi giorni (precisamente dal 13 dicembre 2009 al 1 marzo 2010) la celebre istituzione museale newyorchese ha deciso di dedicare un’importante retrospettiva al genio dell’artista messicano classe 1962 intitolandola semplicemente Gabriel Orozco.
Sapete cosa è una progress bar o barra di avanzamento? La barra di avanzamento è quella simpatica funzione che hanno tutti i computer che descrive graficamente il progresso di una data funzione. Con la progress bar possiamo capire quanto manca al caricamento di un tale programma, all’installazione del software e semplicemente al download della nostra canzone preferita. Questa piccola ma simpatica funzione alle volte evita la frustrazione di un’attesa indefinita e ci aiuta a capire se il computer sta lavorando o si è definitivamente bloccato senza speranza.


Il Blitz artistico sembra essere diventato un vero e proprio must nella scena contemporanea ed in giro per il mondo sorgono eventi lampo che si concludono il giorno stesso del vernissage. Forse è il segno di questi frenetici tempi o forse è la volontà di lasciare un segno sfuggente ma incisivo. Sta di fatto che lo scorso 16 dicembre si è svolta a Londra l’evento blitz Logopop, mostra di nuove opere limited edition e site specific dell’astro nascente della street art britannica Sickboy.
La bufera che ha investito i premi legati all’arte in Italia sembra proseguire anche nelle altre parti del mondo. Pochi giorni fa vi avevamo parlato della Russia ed oggi siamo qui a parlarvi dell’America Latina. La vicenda è alquanto buffa poiché l’artista Fernando Botero ha sostanzialmente messo fine al Fernando Botero Prize. Il celebre artista famoso per i suoi soggetti giunonici ha recentemente criticato il premio a lui intitolato, dichiarando di non essere d’accordo con le scelte della giuria dell’ultima edizione del premio. Secondo Botero infatti la giuria avrebbe fatto vincere lavori di scarsa qualità.
Uno degli artisti più celebri e controversi del momento ha deciso di trasformare il Mies van der Rohe Pavilion di Barcellona in una gigantesca tazza di caffellatte. L’istituzione museale aveva infatti deciso di ospitare alcuni artisti capaci di compiere un intervento atto a riflettere sull’uso degli edifici e sulla nostra visione degli stessi come spazi inalterabili. La scelta è ricaduta sul cinese Ai Weiwei che ovviamente non ha potuto che confermare la sua fama di artista eccentrico e visionario. L’artista ha infatti riempito le due famose piscine del museo (una posta all’esterno ed una posta all’interno) rispettivamente con latte e caffè.
E dopo il precedente articolo sulla morte della pittura non potevamo non notare questa curiosa notizia che proviene dagli Stati Uniti. Certamente per Carmen Herrera la pittura non è morta ed è anzi viva e vegeta come la sua grinta. La pittrice ha infatti visto la sua carriera decollare alla veneranda età di 94 anni. L’artista ha dipinto per tutta la sua vita creazioni astratte ma è riuscita a vendere un dipinto solamente nel 2004 quando aveva già 89 anni. Da quel momento i collezionisti americani non hanno mai smesso di acquistare avidamente le sue opere.
Gli anni passano e noi siamo sempre qui a parlare delle stesse cose, ovviamente il problema non riguarda solamente il nostro piccolo Stivale ma si estende ben oltre i confini nazionali, valicando catene montuose e superando gli oceani. Insomma in ogni parte del globo ci si pone sempre la solita domanda: La pittura è veramente morta? noi di Globartmag abbiamo più volte affrontato questo argomento ed abbiamo vagliato numerose ipotesi. Questa volta però la cocente ed oramai noiosa domanda potrebbe farvi guadagnare qualche soldino. Già perche il celebre critico americano Jerry Saltz ha riaperto il vaso di pandora ed ha girato la questione a tutto il popolo di Facebook.