Conan e Ram Kumar protagonisti delle aste


Il fumetto è ormai entrato a pieno titolo nel mondo dell’arte. Dopo le vertiginose vendite totalizzate negli Stati Uniti da Superman e Batman, altri personaggi dei comics sono entrati di diritto nel cuore della compravendita artistica. Lo scorso mese ad esempio una tavola originale di Conan il Barbaro, celebre comic  disegnato dal mitico Frank Franzetta, ha raggiunto in una vendita all’asta la sbalorditiva cifra di 1.5 milioni di dollari.

Ovviamente questo prezzo è dovuto anche alla fama di Franzetta, grande illustratore statunitense specializzato nell’arte fantasy, recentemente scomparso. Ma conan non è l’unico ad aver sbancato il botteghino, anche Zio Paperone disegnato da Carl Barks è stato venduto all’asta da Heritage Auctions di Dallas per la modica somma di 700.000 dollari. Parlando di aste inconsuete, in Cornovaglia è stato stabilito il record assoluto per una vendita all’asta cornica.

Pilota, l’arte contemporanea in viaggio dentro un camion

Un piccolo camion preso a noleggio e parcheggiato a lato di una strada; della categoria di veicoli normalmente utilizzata per traslochi o spostamento di materiale da un quartiere all’altro o da una città ad un’altra limitrofa. L’interno del container (16m3 4x2x2 mt.) viene utilizzato come spazio nel quale allestire una piccola mostra. Come parte di una carovana il veicolo inizia una traversata polare o desertica in scala urbana, all’interno del container ognuna delle opere delinea il proprio spazio in modo non egoistico, ma mirato alla riuscita della spedizione.

L’unico collegamento tra il baratro sociale che separa il centro di una città dalla sua periferia è la rete stradale; spazio di transito necessario per muoversi tra due punti. È questo un buon luogo per il lavoro? Cosa significa essere “aperti al pubblico”? Si è disposti a prestare attenzione ad incontri casuali o è meglio proseguire dritti verso la propria meta? Il progetto vuole proporre un motivo di sosta culturale, come un incidente di percorso finalizzato alla riuscita di un tragitto dell’immaginario.

A Fringe il tripudio di Martin Creed ed una galleria in bicicletta

E’ partito il 6 agosto scorso l’ Edinburgh Art Festival comunemente chiamato Fringe, kermesse che fino al 30 agosto catalizzerà l’attenzione della scena dell’arte contemporanea internazionale. Ovviamente il festival più grande del mondo non ha bisogno di presentazioni visto l’estremo numero di eventi in programma (circa 2.453 ) e dei grandi nomi tra la lista dei partecipanti. Recentemente proprio ad Edimburgo una mostra di Martin Creed sta ricevendo non poche critiche positive grazie ad un divertente gusto per il surreale e per il dada.

La mostra è ospitata dalla Fruitmarket Gallery fino al prossimo 31 ottobre. Tra piante, palanche di legno, palle di carta e sedie impilate, Creed offre una panoramica trasognata che sembra irridere il minimalismo pur strizzando l’occhio a tale storica corrente artistica. Tornando al festival, quest’anno è presente una galleria d’eccezione. Si tratta della prima galleria mobile che viaggerà per tutta la città mediante una bicicletta.

A Firenze un test aperto a tutti per indagare sulla Sindrome di Stendhal

Il soffitto della Cappella Sistina ad opera di Michelangelo è uno dei più grandi capolavori dell’umanità. Voi, ammirandone la maestosità, avete mai avvertito un capogiro o magari un senso di debolezza alle gambe? Ebbene se avete provato uno di questi sintomi allora forse siete stati colpiti dalla famigerata Sindrome di Stendhal. Il nome della sindrome si deve appunto al celebre scrittore francese che fu personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand Tour del 1817.

Stendhal ne diede una prima descrizione: “Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce (Firenze n.d.r.), ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”. Ebbene pur se questa famigerata sindrome è stata sperimentata da un paziente d’eccezione, molti scienziati vorrebbero saperne di più e magari avere modo di assistere in diretta agli effetti di questa particolare sindrome.  Tale curiosità potrebbe essere presto soddisfatta poiché un gruppo di ricercatori ha deciso di compiere alcuni studi sui visitatori di Palazzo Medici Riccardi.

Open Studios alla Fondazione Bevilacqua La Masa

La Fondazione Bevilacqua La Masa continua da oltre un secolo a perseguire lo scopo per la quale era stata concepita dalla sua fondatrice, la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, la quale destino’ la personale residenza di Ca’ Pesaro alla promozione dell’arte giovane a Venezia.

Dal 2008 la Fondazione dispone finalmente, dopo un lungo periodo di riduzione, di 12 atelier e 2 residenze per artisti, che gestisce cercando di seguire i piu’ aggiornati programmi internazionali per artists-in-residence. La città di Venezia resta infatti una meta ambita e un luogo in cui gli artisti sono felici di passare lunghi periodi della loro formazione, se solo la città mette a loro disposizione il modo di farlo.

Il Giappone sceglie Tabaimo per la Biennale di Venezia 2011

Noi non ci stancheremo mai di ripeterlo: siamo ancora ad un anno di distanza dalla ormai ambitissima Biennale di Venezia edizione 2011 eppure sembra essere divenuta una consuetudine quella di annunciare con largo anticipo i protagonisti che rappresenteranno le varie nazioni alla manifestazione.  Noi ovviamente non possiamo far altro che mettervi al corrente della situazione.

Questa volta ci ha pensato il Giappone ad anticipare le mosse ed ha schierato l’artista Tabaimo ( vero nome Ayako Tabata ). Il curatore del padiglione sarà Yuka Uematsu, già curatore del National Museum Of Art di Osaka. Tabaimo ha 35 anni ed è conosciuta per le sue grandi proiezioni che si ispirano alle tradizionali illustrazioni ukiyo-e . Il mondo fluttuante di Tabaimo diviene un’esperienza luminosa che si affaccia sull’estetica manga. Nel 2001 Tabaimo è stata la più giovane artista a partecipare alla Yokohama Triennale e nel 2000 ha ricevuto il prestigioso Kirin Contemporary Award. L’artista è rappresentata dalla James Cohan Gallery di New York.

Un nuovo libro svela i segreti dell’autoritratto fotografico


Sin dai primordi della fotografia gli artisti si sono cimentati nell’arte dell’autoritratto, spingendo sia le loro sperimentazioni che la visione creativa oltre i limiti del mezzo tecnico. Già nel 1840 Hippolyte Bayard si ritrasse nei panni di un suicida in una fotografia intitolata Self Portrait as a Drowned Man ( autoritratto come uomo affogato). Ritraendo se stesso in toni decisamente drammatici, Bayard divenne il primo fotografo a scattare un autoritratto ed anche un pioniere della fotografia concettuale.

Giungendo ai nostri giorni, il libro Auto Focus: The Self-Portrait in Contemporary Photography di Susan Bright è un valido supporto per comprendere come viene affrontato il tema dell’auto ritratto dagli artisti del contemporaneo. Susan Bright inizia proprio con il mettere al confronto l’autoritratto di Bayard con Portrait of Something That I’ll Never Really See ( ritratto di qualcosa che non ho mai realmente visto ) di Gavin Turk del 1997 che ritrae l’artista da morto.

Al via AsoloArtFilmFestival edizione 2010


Film sull’Arte – Biografie d’Artista – Architettura e Design – Video arte e Computer Art – Produzioni di Scuole di Cinema – Armonia e Territorio. L’edizione 2010 di AsoloArtFilmFestival si svolgerà come di consueto ad Asolo (TV) dal 27 agosto al 5 settembre. L’AsoloArtFilmFestival si inserisce nella tradizione culturale del Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista, rappresentandone l’ideale continuità.  Fondato da Flavia Paulon nel 1973, il festival ebbe per la bellezza di oltre due decenni un grande riscontro internazionale, fino alla sua cessazione avvenuta nella metà degli anni Novanta.

Rifondato nel 2001 da A.I.A.F., AsoloArtFilmFestival ripropone anche in quest’edizione, a 36 anni dalla sua fondazione, la sua annuale rassegna di produzione cinematografica internazionale dedicata alle arti, intese nella molteplicità delle loro espressioni. La presenza di una sezione Video arte avvicina il cinema all’arte contemporanea e offre un’ulteriore vetrina per i giovani artisti nazionali.

Marco Brambilla e Kanye West insieme per Power

L’arte contemporanea è nuovamente al servizio della musica. Questa volta è l’artista italo-canadese Marco Brambilla ad aver scelto di produrre un video per una star del pop, o forse dovremmo dire del rap, visto che il video sarà creato per promuovere il nuovo singolo di Kanye West.  Nel video della song intitolata Power, West indossa una gigantesca collana d’acciaio, attorno a lui c’è un carosello di belle ragazze parzialmente  nude. Alcune di queste belle figliole si inginocchiano ai suoi piedi mentre altre indossano corna da diavolo e sono appese al soffitto a testa in giù.

Una sorta di spada di Damocle pende sulla testa di West e dietro di lui un carnefice si prepara a trafiggerlo con una lama. Brambilla che oltre ad aver creato numerose opere di video arte è stato anche regista di noti films come Demolition Man (che vede come protagonista Sylvester Stallone), ha dichiarato di aver deciso di dare all’intero progetto una visione apocalittica molto personale.

Scoperto un Tunnel sotto il Tempio di Quetzalcoatl in Messico

Dopo otto mesi di scavi e faticose ricerche gli archeologi del National Institute of Anthropology and History (INAH) sono riusciti a trovare l’entrata di un tunnel che conduce ad una serie di gallerie poste sotto il Tempio di Quetzalcoatl o Tempio del serpente piumato di Teotihuacan in Messico. L’archeologo Sergio Chavez Gomez, direttore del progetto di scavi ha dichiarato che il condotto è stato chiuso 1.800 anni fa dagli abitanti di Teotihucan e che nessun altro prima d’ora è mai riuscito a mettervi piede. L’equipe di studiosi è certa di riuscire a violare l’antico corridoio nel giro di pochi mesi.

Il tunnel passa direttamente sotto il tempio e la sua lunghezza è stimata attorno ai 100 metri. Alla fine del tunnel vi sono una serie di camere sotterranee scavate direttamente nella roccia. Il tunnel è stato scoperto nel 2003 dallo stesso Gomez e da Julie Gazzola ma ci sono voluti diversi anni per trovare i fondi necessari agli scavi. Fino ad oggi sono state mosse 200 tonnellate di terra, tale imponente scavo ha riportato alla luce circa 60.000 artefatti ed altri oggetti di estremo valore storico-culturale come vasellame ed utensili vari.

Tony Cragg alla Ca’ Pesaro di Venezia

Un progetto espressamente concepito per gli spazi di Ca’ Pesaro ( Dal 29 agosto 2010 al 09 gennaio 2011) da uno dei protagonisti della scultura britannica (e non solo) dei nostri anni, Tony Cragg (Liverpool, 1949). In un percorso che si snoda lungo i tre piani di Ca’ Pesaro – corte esterna, androne, salette al piano terra, scalone monumentale, secondo piano e facciata sul Canal Grande – la mostra presenta una quarantina di opere in vetro, bronzo, acciaio, plastica, legno, pietra, ma anche venti tra disegni, bozzetti preparatori e acquerelli, realizzati in un trentennio di attività, dagli anni ’80 a oggi, quasi tutte mai esposte prima d’ora in Italia.

Si tratta di opere che documentano perfettamente la versatilità dei linguaggi e dei prodotti del suo lavoro e che stabiliscono, per di piu’, uno stringente confronto con gli spazi e i lavori permanentemente esposti in Museo. Dopo una prima fase (anni Settanta), in cui accosta frammenti colorati di detriti urbani in inedite composizioni a metà fra collage e scultura, Tony Cragg si muove via via verso opere piu’ imponenti, in cui il minimalismo si fa monumentale, con gli immensi blocchi di legno, ferro, bronzo e fibra di vetro.

Hong Kong in Zurich a Venezia

In concomitanza con la 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il 25 agosto 2010, presso la sede di Venezia dell’Istituto Svizzero di Roma, inaugurerà la mostra Hong Kong in Zurich, primo appuntamento di un ciclo di tre mostre. Hong Kong in Zurich. A Typological Transfer, a cura di Emanuel Christ e Christoph Gantenbein, ha come protagonista la Eidgenössische Technische Hochschule Zürich (ETH). Christ & Gantenbein hanno scelto Hong Kong come mappa ideale di una città contemporanea ad alta densità di popolazione.

La progressiva scomparsa delle principali risorse naturali richiede soluzioni architettoniche e urbanistiche nuove, con cui dovrà confrontarsi l’architettura del futuro. Un’indagine sull’eredità architettonica di Hong Kong getta le basi per uno spostamento tipologico su una città come Zurigo, con una densità di popolazione piu’ bassa. I progetti degli studenti propongono una ricerca tipologica sui possibili scenari di densificazione e sviluppo per nuove modalità urbane.

Linguaggi Complessi, Messaggi Complessi – I Neoconoduli

E’ inaugurata ieri a Siracusa la mostra Linguaggi Complessi, Messaggi Complessi – I Neoiconoduli che vede la partecipazione di oltre 40 artisti che testimoniano l’odierno orientamento della rappresentazione nell’arte. È tempo di messaggi che magari non si capiscono immediatamente o facilmente ma che devono comunque arrivare al destinatario o fruitore attraverso il gioco dell’arte complesso, così come complessi sono i suoi linguaggi.

Iconoduli è un termine che si riferisce all’epoca Bizantina. A quel tempo, alcuni ritenevano che le immagini sacre potessero essere rappresentate (iconoduli); mentre altri si opponevano a tale tendenza (iconoclasti). Il termine Neoiconoduli è stato introdotto da Carmelo Strano (che cura la msotra) negli anni ’80, subito dopo il periodo delle neo-avanguardie. Il critico si riferiva a quegli artisti che andavano ben oltre la semplice rappresentazione ed i canoni prestabiliti. Essi erano invece interessati a comunicare qualcosa ma in modo non esplicito e con qualsiasi linguaggio espressivo.

Viaggi in immagini, la giovane videoarte a Firenze

Viaggi in immagini è una Rassegna video dagli archivi Art Hub. Nell’ambito di Aperto alle Murate in piazza Madonna delle neve a Firenze. Tutti i lunedi’ due “ore d’aria” con intrattenimento e performance nell’ex carcere. Un’iniziativa dell’assessorato alla cultura del Comune di Firenze che ha preso il via il 14 giugno e accompagnerà fiorentini e non fino a metà settembre. Aperto Alle Murate e’ un progetto a cura di Firenze Fast Forward, Valentina Gensini, Map of Creation e Simone Fabbroni che spazierà dalla musica al teatro alla video arte. Partners: Art Hub e New York University; media partner: Current, network partner: UnDo.Net

Nell’ambito di Aperto alle Murate Art Hub presenta Viaggi in immagini, una rassegna in tre serate (21 giugno, 16 e 23 agosto 2010 ) di video tratti dall’archivio, a cura di Francesca di Nardo. il 30 agosto inoltre avrà luogo la proiezione del video documentario Rough Cut (Iran, 22’- 2007) di Firouzeh Khosrovani, alla presenza della regista. Rough Cut è un’opera pluripremiata nei festival internazionali  si tratta di un documentario corto che racconta la trasformazione dei manichini femminili nelle vetrine dei negozi d’abbigliamento di Teheran, come metafora del corpo velato e mutilato, ridefinito secondo i dettami della legge.