A.R Penck alla Cardi Black Box di Milano

Cardi Black Box è lieta di annunciare la ripresa della nuova stagione espositiva con un’importante retrospettiva dedicata a uno tra i maggiori esponenti del neo-espressionismo tedesco, A.R Penck (Dresda, 1939). La mostra, che sarà inaugurata il 6 settembre, resterà aperta al pubblico da venerdì 7 settembre a fine novembre 2012. La retrospettiva che Cardi Black Box dedica al grande artista tedesco vuole documentare quella parte fondamentale della produzione artistica di A. R. Penck che va dalla fine degli anni Settanta sino ai lavori più recenti, con gruppi pittorici e scultorei riconducibili alle varie fasi della sua ricerca artistica.

In mostra saranno presentate circa 40 opere, tra dipinti di grande formato e sculture, dove sono rintracciabili i motivi e i temi centrali della sua estetica. L’esposizione offre l’occasione per conoscere meglio il lavoro scultoreo di Penck, a tutt’oggi ancora meno noto al grande pubblico per il minor numero di esposizioni incentrate su questa parte della sua produzione.

Le avventure del mitico “Franchino”

Ci risiamo, James Franco non riesce proprio a tenersi alla larga dal mondo dell’arte contemporanea. La poetica dell’attore-artista Hollywoodiano, come forse molti di voi ben sapranno, è incentrata appunto sui miti del cinema a stelle e strisce e sui vizi e le virtù dei divi che lo popolano.” E al popolo?”, direte voi.  Ebbene, al popolo non importa un bel fico secco.  Comunque sia il nostro Franco aveva pensato bene di partecipare alla scorsa Biennale di Venezia con una bella opera di video arte incentrata sul mito di James Dean. All’ultimo momento però l’artista ha cancellato ll’intero evento ma anche qui,  nessuno si è scomposto più di tanto.

Poi il nostro ha deciso di girare un documentario artistico incentrato sulla sua performance General Hospital, intitolato Francophrenia.  In seguito ha intervistato la sua amica Marina Abramovic sulle pagine di Playboy ed ha scelto di partecipare ad un film artistico sulla cultura homosex girato da Travis Mathews, sul film vige il riserbo più assoluto ma potete star tranquilli che nessuno starà troppo in pena senza ulteriori notizie. Oggi Franchino ha deciso di girare un bel video per pubblicizzare la nota marca di Jeans 7 For All Mankind.

For President alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino

Ogni quattro anni il mondo segue con il fiato sospeso la lunga corsa alla Casa Bianca: le Elezioni Presidenziali, pur essendo un affare tutto americano, sono l’evento politico che più di ogni altro influenza le sorti economiche e politiche del resto del mondo. Le campagne elettorali americane sono nella loro specificità eventi di grande teatro, forte emotività e laboratori di strategia mediatica. Partendo da John Fitzgerald Kennedy, il primo presidente che ha raggiunto il resto del pianeta attraverso i media televisivi, For President ripercorre la storia delle diverse campagne elettorali utilizzando il fotogiornalismo, l’arte contemporanea e la grande produzione di gadget e pubblicità dei vari candidati.

Negli spazi della Fondazione le opere degli artisti che si sono ispirati alle elezioni per la loro ricerca si mescoleranno con le immagini storiche dell’agenzia Magnum, la più prestigiosa e antica cooperativa di fotografi al mondo. La mostra sarà anche l’occasione per un viaggio nel mondo coloratissimo e affascinante della propaganda: dagli spot pensati per promuovere la propria immagine o per distruggere quella degli avversari, ai manifesti, alla grande produzione di gadget di ogni tipo.

Tsibi Geva all’Horcynus Festival

Inaugurazione della mostra di Tsibi Geva, 30 luglio ore 19,30, Capo Peloro, Torre degli inglesi, sale del Cinquecento. Anteprima europea.  Tsibi Geva è uno degli artisti più noti del panorama israeliano e internazionale. Figlio di uno dei maggiori esponenti del Bauhaus d’Israele, Tsibi Geva nasce in un kibbutz e lavora e vive a Tel Aviv. Pittore di forte tratto espressionista, da sempre pone al centro del suo lavoro, che esplora la propria identità e quella del suo paese, gli elementi della terra: le piante, i fiori, il cielo.

Per la decima edizione dell’Horcynus Festival, e pensando a uno speciale allestimento all’interno delle splendide sale del Cinquecento della Torre degli inglesi ¬- che sorveglia Capo Peloro, la Cariddi del mito – ha ideato una mostra di circa quaranta dipinti che ha come tema dominante gli uccelli. Da qui il titolo: The bird inside stands outside. Una parte significativa di queste opere verrà donata all’archivio della Fondazione Horcynus Orca.

Lontani come rami galleggianti, il progetto di Zelle Arte Contemporanea al Festival Nuove Impressioni

 

‘Lontani come rami galleggianti’ è il titolo del progetto curato dalla galleria palermitana Zelle Arte Contemporanea in occasione dell’edizione 2012 del festival ‘Nuove Impressioni’ di Alcamo. “Nuove Impressioni” è la rassegna culturale che, venerdì 12 agosto, porta per il terzo anno le arti visive e sonore presso l’atrio dell’ex Collegio dei Gesuiti di Alcamo (Trapani) e che vanta l’aver scoperto e portato sul palco, negli anni passati, volti e talenti dell’underground siciliano che si sono poi affermati nel panorama artistico itraliano.

L’esposizione che inaugura il 16 agosto alle ore 19:00 vede protagonisti 13 artisti – Giuseppe Adamo, Fausto Brigantino, Francesco Costantino, Fada Full, Jorge Lopez, Federico Lupo, Carmelo Nicotra, Francesco Surdi, Francesco Tagliavia, Filippos Tsitsopoulos, Daniele Villa, Sergio Zavattieri, Michele Zingales – che nel corso degli ultimi anni hanno caratterizzato la linea di ricerca della galleria. Il titolo si riferisce all’impossibilità di aderenza ad ogni possibile volontà. Si tratta di lasciarsi trasportare dagli eventi piuttosto che guidarli. La mostra si articola all’interno delle celle dell’Ex Collegio dei Gesuiti di Alcamo in un percorso denso ed imprevedibile come l’andamento delle correnti marine.

Alla performance “campanara” di Martin Creed si rischia grosso




In occasione della cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Londra 2012, il celebre artista inglese Martin Creed (che tra l’altro è anche fra i vincitori dell’ambito Turner Prize) aveva preparato una bella performance in perfetto stile festaiolo. L’opera di cui stiamo parlando è Work No. 1197: All the bells in a country rung as quickly and as loudly as possible for three minutes e come avrete compreso consisteva nel far suonare rumorosamente e più velocemente possibile tutte le campane di Londra per tre minuti alle 8 del mattino del 27 luglio, esattamente 12 ore prima della cerimonia inaugurale dei giochi.

La performance ha raccolto un gran consenso di pubblico in tutta la nazione ed anche il Big Ben ha partecipato con ben 40 scampanellate andando oltre il suo regolare servizio giornaliero, cosa che non si vedeva dal funerale del re Giorgio VI (avvenuto nel lontano 1952). Oltre alla risposta del pubblico c’è stata anche la risposta delle istituzioni che hanno deciso di partecipare in pompa magna ad un evento così festoso.

Confrontations, la risposta del Castello di Rivoli

I nostri Confrontations si sa sono sfrontati e pirateschi ed hanno come intento primario quello di stimolare una reazione da parte di istituzioni che sin troppo spesso mettono un muro tra arte e fruitore. Ad oggi abbiamo raccolto la risposta del Castello di Rivoli al nostro precedente capitolo di Confrontations che pubblichiamo qui di seguito per diritto di replica:

“Cari amici di Globartmag, prima informarsi…poi comunicare…
fatto salvo il diritto di tutti a manifestare il proprio pensiero e le proprie critiche nei confronti della programmazione, questa deve almeno essere completa. Evidentemente chi scrive non ha visitato ultimamente il Castello di Rivoli e nemmeno le pagine del suo sito poiché non solo il Museo offre la grande retrospettiva dedicata a Thomas Schutte in Manica Lunga ma, nei tre piani della Residenza Sabauda, presenta Oltre il muro, un allestimento del tutto inedito e sperimentale che propone non solo una rilettura della collezione, ma anche dello stesso ruolo del Museo. Una sorta di gioco che ribalta i ruoli chiave di curatore e visitatore, portando quest’ultimo a cercare uno o più percorsi personali tra le opere. Le opere selezionate da Beatrice Merz, propongono infatti la messa in gioco dei concetti di limite, confine, luogo e memoria. In mostra sono allestite le opere di oltre 55 artisti su tre piani espositivi.

Concorso fotografico “Berlin Calling”: si vince un week end a Berlino

Berlin Calling è un concorso fotografico a premi promosso da m2Square, agenzia di mediazione immobiliare con sede a Berlino. Il concorso propone la scoperta del tratto più autentico delle realtà cittadine europee, descritte da una serie di foto scattate con Instagram, il celebre software di fotoritocco ormai in uso su dispositivi Apple e Android.

Ogni partecipante potrà inviare al concorso un massimo di due scatti su un particolare aspetto della propria città o di un’altra a sua scelta: locali e attività fuori dall’ordinario, angoli nascosti, persone peculiari, iniziative artistiche ed eventi, case e musei, tendenze e mode, ecc.

Palazzo Grassi – Punta della Dogana – François Pinault Foundation aumentano i loro spazi con il Teatrino

La François Pinault Foundation  rafforza ulteriormente la propria presenza nella vita artistica e culturale a Venezia. L’insieme di Palazzo Grassi – Punta della Dogana – François Pinault Foundation si doterà di un nuovo spazio, interamente dedicato a conferenze, incontri, proiezioni, concerti: il Teatrino, che aprirà
le sue porte al pubblico nel giugno 2013.

Dopo il restauro di Palazzo Grassi, nel 2006, seguito da quello di Punta della Dogana, inaugurata nel 2009, il recupero del Teatrino segnerà, nel 2013, la terza tappa del grande progetto culturale di François Pinault a Venezia. Questa operazione, curata e condotta da Tadao Ando – in stretto dialogo con il Comune di Venezia e con le autorità e i servizi competenti, in particolare
la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia – si iscrive in una logica di continuità architettonica rispetto ai restauri precedenti. I lavori saranno avviati nell’estate 2012 e avranno una durata di 10 mesi.

Paola Pivi atterra in anticipo

L’aereo di Paola Pivi è atterrato prima del previsto.  Come ben ricorderete l’artista aveva installato un bimotore Piper Seneca di 10 metri sulla 5th avenue a New York. L’aeroplano, appeso in verticale per le ali, era in grado di ruotare lentamente sul suo asse, con sommo divertimento per il pubblico.  L’opera dal titolo How I Roll (primo progetto di arte pubblica realizzato da Paola Pivi negli Stati Uniti) era stato sovvenzionato dal Public Art Fund e dal 20 giugno scorso, data della sua inaugurazione, non ha mai smesso di ruotare.

Lo scorso 18 luglio però, la città di New York è stata teatro di una tempesta di pioggia ed una volta tornato il sereno, il Piper di Paola Pivi ha iniziato a ruotare molto più lentamente di prima. A questo punto alcuni responsabili del Public Art Fund hanno deciso di rimuovere la scultura per effettuare alcune riparazioni:

Architettura e Arte dal tramonto all’alba con Demanio Marittimo.KM-278

Domani vi sarà la seconda edizione di Demanio Marittimo.KM-278 che invaderà la costa adriatica per una 12 ore di dibattiti, reading, lectures, proiezioni, musica e degustazioni, tutto nell’arco di una notte. La manifestazione, che unisce il genius loci marchigiano/adriatico con i temi e i protagonisti dell’architettura globale, si svolgerà il 27 Luglio 2012, dal tramonto all’alba, a Marzocca (Lungomare Italia 11), e racconterà le arti e i progetti dell’architettura e del design, delle performance e delle installazioni, della musica, della letteratura e dello spettacolo.

A cura di Cristiana Colli e Pippo Ciorra, promosso dalla rivista Mappe (Gagliardini editore), e con la collaborazione del MAXXI, la Regione Marche e il Comune di Senigallia, Demanio Marittimo.KM-278 ha coinvolto anche DROME, non solo nelle vesti di media partner, ma invitandolo ad occuparsi del Live musicale: Dj Gunnetto, dopo il memorabile Supernatural Pic Nic, parteciperà con un intervento immancabilmente affascinante.

Confrontations – MAMBO e MART VS New Museum

Eccoci giunti al terzo appuntamento della nostra serie estiva intitolata Confrontations. Si tratta di un confronto all’americana tra le offerte culturali di due prestigiose istituzioni, una straniera e l’altra italiana. Dalle nostre parti vengono stanziati milioni e milioni di euro per tenere in vita gli spazi pubblici e garantire loro un programma espositivo allettante per il pubblico. Alla fine della nostra breve avventura  sarà più facile comprendere il peso della nostra cultura contemporanea e l’utilizzo finale dei fondi stanziati dai contribuenti a favore della stessa.

Nella prima puntata avevamo organizzato un match MAXXI di Roma VS Tate Modern di Londra mentre nella seconda avevamo rincarato la dose con un confronto letale MADRE di Napoli e Castello di Rivoli VS ICA di Londra. Oggi il confronto si fa ancora più duro visto che abbiamo due sfidanti d’eccezione vale a dire MAMBO di Bologna e MART di Trento e Rovereto VS New Museum di New York. Riusciranno due musei italiani a garantire una programmazione migliore di un museo newyorkese?

Ma il crowdfunding funziona veramente?

Nelle nostre pagine abbiamo più volte parlato delle piattaforme di crowdfunding, vale a dire dei siti internet dove è possibile illustrare il proprio progetto che verrà in seguito realizzato grazie a piccole o grandi donazioni da parte del popolo della rete. Grazie a websites com IndieGogo e Kickstarter, l’artista o il creativo squattrinato può presentare un suo progetto e farsi aiutare dagli utenti per la realizzazione dello stesso. In cambio l’artista mette sul piatto una serie di gadgets, stampe o quanto altro in base all’entità economica della sovvenzione di ogni singolo utente.

In Italia il crowdfunding è ancora in via di sviluppo, anche perché l’immaginario collettivo è saldamente ancorato alle vecchie sovvenzioni statali ed al fantomatico “impresario” che prima o poi scoprirà il nostro talento creativo. Eppure anche dalle nostre parti sono comparsi alcuni websites come Cineama ed Eppela, vere e proprie piattaforme di crowdfunding all’italiana che pian pianino stanno aprendo un varco in questa generazione 2.0 del fundraising. Ora però la domanda è la seguente: