All around the art world

 Settembre, molti di voi saranno già tornati dalle meritate vacanze ma siamo sicuri che molti altri sono ancora in giro per il mondo. Visto che ci sembra doveroso informare anche i nostri lettori su quello che succede in giro per il globo, vorremmo qui di seguito elencare gli eventi più interessanti del momento.

Fino al 2 ottobre il Contemporary Fine Arts di Berlino ospiterà un’interessante mostra del duo gemellare formato da Gert & Uwe Tobias con più di 50 opere in visione tra ceramiche, sculture, disegni, collages e coloratissimi intagli nel legno. Fino al 30 ottobre alla Cattedrale di Gloucester in Inghilterra sarà possibile ammirare la mostra Crucible che espone una vasta selezione di opere scultoree (più di 75 pezzi) di grandi nomi del contemporaneo quali Damien Hirst, Antony Gormley, Marcus Harvey e Lynn Chadwick. Sempre nel Regno Unito ed in particolare a Londra, fino al 2 ottobre sarà possibile visitare la mostra del celebre fashion designer Hussein Chalayan alla sua prima prova come artista visivo.

Federico Solmi – A Confederacy of Villains

La galleria Jerome Zodo Contemporary di Milano è lieta di ospitare A Confederacy of Villains, la nuova personale dell’artista Federico Solmi, che inaugura giovedì 23 settembre 2010 alle ore 18 e resterà aperta al pubblico sino all’11 dicembre 2010.

Il titolo della mostra, A Confederacy of Villainsletteralmente una confederazione di criminali – prende spunto dal romanzo di John Kennedy Toole, A Confederacy of Dunces (Una Banda di Idioti), pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1980, undici anni dopo la morte suicida dell’autore. Il protagonista Ignatius Reilly sembra ricordare l’artista: entrambi attenti osservatori dell’idiozia di una certa cultura popolare, quella che Toole definisce “priva di teologia e geometria”. Ma se il coro degli idioti si consuma nell’isola di New Orleans, la banda di Federico Solmi, continuando a perpetrare errori e barbarie millenarie, affronta le alterne vicende della sua vita “criminale” sulle scricchiolanti tavole di un palcoscenico apocalittico. Se la convivenza con la stupidità si è trasformata per Toole in tragedia, per Solmi invece diventa fonte di ispirazione, un nutrimento viscerale per la sua arte.

Furto al Maxxi: “Ha funzionato tutto” dichiara Pio Baldi

Antefatto: durante una mostra organizzata dal Maxxi di Roma e dedicata a Luigi Moretti, qualcuno ha rubato una statuetta orientale, di proprietà del celebre architetto. Il fatto è accaduto verso la fine di luglio ma è stato reso noto solamente  alcuni giorni or sono. Ebbene, in un’intervista apparsa il 5 settembre scorso sul quotidiano La Repubblica, il presidente della fondazione Maxxi, Pio Baldi ha rassicurato addetti ai lavori e pubblico con alcune dichiarazioni che vorremmo analizzare attentamente, per comprendere se veramente vi sono rischi reali per le future mostre del gioiello progettato da Zaha Hadid.

Baldi ha  dichiarato che i sistemi di sicurezza del museo sono completamente efficienti ed il fatto non si ripeterà, poi ha liquidato il tutto come un evento spiacevole che solitamente succede anche nelle migliori famiglie, basti pensare al Louvre. Alla domanda “Che cosa non ha funzionato” posta da Repubblica, Baldi ha replicato con un: “ha funzionato tutto” ma poi ha confessato di aver aggiunto un’ulteriore unità di sorveglianza nelle sale del museo.

Giovedì Difesa: Infestation

Una divertente commedia horror che tanto non troverete mai si chiama Infestation ed è diretta da Kyle Rankin. Il film, di produzione americana, è girato in Bulgaria e vede la piacevole presenza tra gli altri di Ray Wise, indimenticato attore del meraviglioso Twin Peaks. Il film è stato proiettato da quanto leggo al Neuchatel Fantastic Film Festival, mentre ad agosto sarà presentato al Fright Festival di Londra.

Nel periodo della guerra fredda il fanta horror usava gli alieni per parlare del nemico russo: l’intelligenza collettiva era il nemico da evitare e spesso gli alieni venivano rappresentati come insettoni, o forme vegetali (l’invasione degli ultracorpi). Gli insetti di Infestation invece sono completamente gratuiti e fanno la parodia a tutto il genere.

Gli U.S.A. scelgono Allora & Calzadilla per la Biennale di Venezia 2011

Finalmente dopo mille peripezie e altrettante aspettative sul possibile artista chiamato a rappresentare gli Stati Uniti alla prossima edizione della Biennale di Venezia edizione 2011, è stato reso noto il nome del prescelto. A dire il vero sarebbe più corretto parlare al plurale visto che i prossimi artisti che occuperanno il padiglione a stelle e strisce sono Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, semplicemente noti come Allora e Calzadilla. Il duo, che lavora insieme dal 1995 e vive a San Juan, Portorico, è stato da poco scelto dal Federal Advisory Comittee on International Exhibitions, organismo statunitense che si occupa di coordinare le mostre internazionali degli artisti nazionali.

L’organismo ha a sua volta affidato la selezione degli artisti all’Indianapolis Museum of Art che ha definitivamente rotto gli indugi, scegliendo il duo portoricano. Solitamente Allora e Calzadilla creano performances, sculture, video, installazioni sonore e fotografie tese ad indagare le relazioni tra arte, politica ed identità.

Felice Varini allo Studio Trisorio

Lo Studio Trisorio inaugura la stagione espositiva con due installazioni site specific di Felice Varini, il 6 ottobre a Napoli, in via Riviera di Chiaia, 215 e l’8 ottobre a Roma, in Vicolo delle vacche 12, alle ore 19.00.

L’opera di Felice Varini consiste in interventi pittorici realizzati su pareti e superfici diverse. I molteplici segni convergono nella costruzione prospettica di una forma geometrica semplice e rigorosa che appare allo spettatore solo quando la si guardi da un determinato punto di vista, quello che lo stesso Varini definisce un “punto di partenza potenziale”.

Muybridge e Photoshop – La Cappella Sistina a rischio

Strano ma vero, più di 100 anni prima di Photoshop, Eadweard Muybridge era già a conoscenza di alcuni trucchi per manipolare le immagini fotografiche. In questi giorni la Tate Britain ospita 8 dall’8 settembre al 16 gennaio) una grande retrospettiva dedicata all’uomo che per primo ha affrontato il mezzo fotografico in termini artistici.

Raggiunto dai microfoni del Guardian, Ian Warrell co-curatore della mostra ha svelato alcuni giochi di prestigio di Muybridge: “Prima delle scoperte del grande maestro, I fotografi non usavano l’otturatore, toglievano la lente, contavano e la rimettevano a posto. Muybridge inventò inoltre lo zoopraxiscopio, una sorta di proiettore con cui manipolava le foto. Inoltre era sua abitudine tagliare ed incollare parti di differenti negativi e ricolorare le foto”.  Insomma Photoshop non ha inventato nulla di nuovo.

Rachel Whiteread, cambiare la scultura dall’esterno

Solitamente Rachel Whiteread è celebre per le sue sculture ed installazioni di grandi dimensioni ma nella mostra Drawings attualmente ospitata alla Tate Britain di Londra da oggi fino al 16 gennaio 2011, l’artista della generazione Young British Artists ha stupito il pubblico, presentando ad una vasta selezione di schizzi e disegni, una parafernalia di piccoli oggetti e sculturine. Stiamo parlando di singolari elementi quali mobili da casa di bambole, piccole gabbie per uccelli e calchi di vetro di quello che potrebbe sembrare un intestino umano.

C’è anche un calco del naso dell’attore Peter Sellers. Va detto che la maggior parte del corpus artistico di Rachel Whiteread è costituito proprio da calchi di comuni oggetti domestici, basti pensare alla celebre opera intitolata Ghost (1990), una riproduzione di un intero soggiorno della sua casa d’infanzia che l’ha resa una vera e propria figura di spicco all’interno del dorato mondo dell’arte contemporanea.

E’ Pablo López Luz il vincitore della III edizione del Premio IILA-FotoGrafia

Dal 24 settembre al 23 ottobre 2010 l’IILA di Roma presenta nella sua Galleria l’esposizione “Lo Crudo Cocido”, a cura del Segretario Culturale dell’IILA Patricia Rivadeneira. In mostra i lavori del vincitore e dei finalisti della III edizione del Premio IILA-FotoGrafia, dedicato ai giovani fotografi latinoamericani: Pablo López Luz (Messico), vincitore della rassegna; Cynthia Nudel (Argentina), seconda classificata; Nicolás Wormull (Cile), terzo classificato; Diego Spivacow (Argentina), Menzione d’Onore; Julieta Anaut (Argentina); Andrea Padilla (Argentina); Eva Pedroza (Argentina); Bruno Zorzal (Brasile); Rómulo Peña (Venezuela).

Gli oltre 60 fotografi latinoamericani che hanno partecipato al premio, hanno esplorato il tema “La Natura in relazione alla metropoli” con lavori di qualità, intelligenti ed originali, raccontando l’elemento naturale (o quel che ne rimane) all’interno delle città, ma anche la natura degli agglomerati urbani e dell’homo metropolitanus che li abita. Le fotografie guardano al dialogo tra umanità e pianeta, cultura e natura nell’ottica alternante del predominio dell’una e della resistenza dell’altra.

Takashi Murakami nel pallone e Yoko Ono in pieno orgasmo al Moma

Ogni anno per il Giorno del Ringraziamento Macy’s, i più grandi Grandi Magazzini del mondo organizzano la parata del Thanksgiving Day a New York. Solitamnete la parata è una sorta di immenso e festoso carnevale a cui ogni anno assistono circa 500.000 persone ed al posto dei carri vengono fatti sfilare dei giganteschi palloni gonfiabili con le sembianze degli eroi dei fumetti e dei cartoni animati come Mickey Mouse, Spiderman o Bart Simpson.

Quest’anno però, per la prossima edizione della parata (che si terrà il prossimo 25 novembre) Macy’s ha deciso di presentare al pubblico due nuovi personaggi creati dal genietto del pop giapponese Takashi Murakami. Si tratta di Kaikai e Kiki, due strani folletti volanti che riprendono in pieno le sembianze dei personaggi creati dal nostro caleidoscopico artista dagli occhi a mandorla. 

Successo per la Gwangju Biennale targata Massimiliano Gioni

Si è aperta finalmente l’attesa edizione 2010 della Gwangju Biennale, manifestazione  coreana che quest’anno è curata da un talento nostrano che ormai è da tempo fuggito dal nostro belpaese. Stiamo ovviamente parlando di Massimiliano Gioni, alter ego di Maurizio Cattelan oltre che curatore di caratura internazionale e punta di diamante del New Museum di New York. Come riportato dal prestigioso magazine internazionale Artinfo e da altri magazines internazionali, la Gwanju Biennale targata Gioni è una manifestazione assai inconsueta, dove è possibile trovare una miscela esplosiva di artisti che vanno da Bruce Nauman fino a Wang Guanyi passando per Pawel Althamer, Roberto Cuoghi e Keren Cytter, Per un totale di 134 presenze provenienti da 28 differenti paesi e 9000 immagini in mostra.

Il tema prescelto “10,000 Lives” verte sulla radice primordiale dell’immagine partendo dall’antica Grecia sino ad arrivare ai giorni nostri. Ovviamente la nostra società è in qualche modo intossicata dal vasto bacino di immagini a sua disposizione quindi la mostra tenta di trovare un punto di raccordo tra questa sovraesposizione alle immagini e le radici classiche delle stesse. In soldoni l’evento si ripropone di mostrare come vengono fatte, distribuite e riciclate le immagini contemporanee attraverso dei casi di studio che spaziano dalle immagini di propaganda alla fotografia commerciale sino alle sculture funerarie ed alle foto di prigionieri, in una sorta di viaggio enciclopedico assai complesso.

Entretiempos. Nel frattempo, istanti, intervalli, durate al MAN di Nuoro

Entretiempos – Nel frattempo, istanti, intervalli, durate e’ una mostra collettiva che inaugura il 1 ottobre al MAN- Museo d’Arte Provincia di Nuoro e che riunisce 17 artisti le cui opere, secondo diverse prospettive e utilizzando metodi differenti, raccontano l’esperienza del tempo nelle sue varie accezioni e forme visive. Prendono parte all’esposizione alcune delle figure piu’ importanti del panorama artistico contemporaneo, presentando lavori fotografici, video e pellicole prodotti negli ultimi dieci anni.

La mostra, rispettando l’estensione e la diversità, aspira a riflettere un ampio e paradigmatico spettro delle pratiche visive, partendo dal presupposto che le ipotesi di lavoro che hanno guidato la selezione delle opere si articolano intorno a diverse tematiche: la natura e gli effetti dell’interruzione fotografica, e di conseguenza cio’ che questo implica nella percezione del movimento e la presunzione diegetica dell’immagine; il contingente, l’effimero e il caso come forma per mettere in rilievo l’instabilità delle opere stesse e le loro connotazioni temporali; l’analisi e la speculazione storica, passando attraverso pratiche relazionate con l’archivio, assieme all’esperienza della memoria individuale e collettiva, volontaria e involontaria; infine, l’articolazione tra la fotografia e altre modalità di immagine, definendo combinazioni e paradossi temporali che si creano in particolar modo tra immagine fissa e movimento.

Citarsi addosso ma filosoficamente

Il citazionismo filosofico è l’ultima spiaggia di qualsiasi critico d’arte o meglio di qualsiasi individuo con la velleità di divenir tale. Si arriva al citazionismo proprio come in ascensore si discorre del tempo con una persona che non si conosce, come ad una cena fra amici si inizia a raccontar barzellette mentre si affetta il melone.

La misteriosa pulsione che scatena nella mente del giovane critico o del giovane giornalista il bisogno di ricorrere al citazionismo è qui di seguito illustrata. Mentre ci si trova a redigere un testo, affiora l’urgenza di descrivere le sperimentazioni di un determinato artista e l’essenza di un’opera con parole forbite, con concetti alti che illumino o rendano il tutto vagamente incomprensibile o che magari creino nel lettore il sospetto di aver a che fare con qualcuno che sa il fatto suo.

Se tornasse Cattelan/se non tornasse affatto

Su Globartmag abbiamo più volte criticato manifestazioni creative mirate al sensazionalismo ed al puro spettacolo. Maurizio Cattelan, in particolare è stato uno fra i nostri più bersagliati obiettivi, vuoi per la natura spettacolare della sua arte, vuoi per il suo continuo irridere un sistema che comunque lo alimenta.

Eppure, ai tempi della sua irruzione all’interno della scena, Cattelan aveva ben compreso che il carrozzone artistico nazionalpopolare doveva essere in qualche modo costretto ad una reazione, anche in termini negativi. Il revisionismo è forse una pratica squisitamente italiana e noi di Globartmag non possiamo sottrarci a questa consuetudine. Bisogna quindi ammettere che in questi tempi incerti in cui la fotografia si lascia sedurre da meraviglie del digitale che uniformano ogni scatto, in cui la pittura è ancora imbrigliata dalle estetiche della Nuova Scuola di Lipsia e le installazioni diventano sempre più minimal-pretestuose, le provocazioni del buon vecchio Cattelan ci mancano da morire.